Sicurezza
L'ARIA CHE PUZZA
L'odore di rifiuti dilaga di notte
Donatella Francesconi
◗
L’assessore all’ambiente Pierluigi CinquiniLa notte tra mercoledì e giovedì ha segnato il ritorno, dopo qualche giorno di pausa, della nube di puzza acre ed insopportabile su gran parte della città. Tante le segnalazioni al "Tirreno", sia dalla periferia che dal centro, e la rabbia cresce
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VIAREGGIO. La notte tra mercoledì e giovedì ha segnato il ritorno, dopo qualche giorno di pausa, della nube di puzza acre ed insopportabile su gran parte della città. Tante le segnalazioni al "Tirreno", sia dalla periferia che dal centro, e la rabbia cresce.
L'Agenzia regionale per l'ambiente (Arpat) in agosto ha individuato una delle fonti del tanfo nell'impianto di compostaggio di Sea Risorse alla Morina: «Con Comune, Provincia, Regione, Sea Risorse e Sea Ambiente - spiega il responsabile provinciale Marco Pellegrini - cercheremo di capire qual è il problema». Arpat ha chiesto «una forte collaborazione» a Sea Risorse: «Se nell'occasione dell'individuazione dell'odore da parte dei colleghi della sede della Versila è stato "vagliato" un particolare cumulo di materiali, piuttosto che un altro, possono saperlo solo i responsabili della struttura».
L'odore che avvolge la città come una cappa, notte dopo notte, ha un fondo di rifiuti a detta della maggior parte delle testimonianze che cominciano ad essere decine. Cosa può essere accaduto, nel caso dell'odore la cui fonte è stata individuata nell'impianto della Morina, lo spiega ancora Pellegrini: «Nell'impianto di compostaggio si possono creare sacche di anaerobiosi». Questo accade «se i cumuli del materiale che deve essere sempre rivoltato fermentano. Oppure se ci sono problemi nel tipo di materiale conferito. Di giorno l'odore non si sente perché i cumuli sono caldi e la temperatura pure. Ma alla sera l'aria calda si alza dai cumuli e si disperde, con un "effetto camino". Non è detto che il gestore dell'impianto si renda conto del fenomeno proprio perché di giorno non fa odore».
Arpat non molla sulla caccia all'odore acre che prende alla gola nel cuore della notte: «L'impianto di Pioppogatto, dove vengono compattati i rifiuti solidi urbani che poi vanno all'inceneritore, resta un sorvegliato speciale - continua Pellegrini -: c'è un biofiltro che, dalle relazioni del gestore, appare come perfettamente funzionante ed i portelloni la notte restano chiusi. Ma noi proseguiamo nei controlli che ci competono».
La città, intanto, è pronta a ricorrere alla magistratura, con esposti circostanziati ed elementi sufficienti all'apertura ufficiale di un'inchiesta. Nei messaggi inviati da residenti è turisti la domanda è sempre la stessa: «Che cosa respiriamo?». E soprattutto: «Qualunque cosa sia fa male o no?».
Per trovare le risposte Marco Pellegrini fa un appello: «Alle forze dell'ordine, a tutti gli ufficiali di polizia giudiziaria che la notte si trovino in servizio sul territorio di Viareggio: segnalate ad Arpat l'odore avvertito con l'ora e la località. Il vostro aiuto ci può molto aiutare».
L'Agenzia regionale per l'ambiente (Arpat) in agosto ha individuato una delle fonti del tanfo nell'impianto di compostaggio di Sea Risorse alla Morina: «Con Comune, Provincia, Regione, Sea Risorse e Sea Ambiente - spiega il responsabile provinciale Marco Pellegrini - cercheremo di capire qual è il problema». Arpat ha chiesto «una forte collaborazione» a Sea Risorse: «Se nell'occasione dell'individuazione dell'odore da parte dei colleghi della sede della Versila è stato "vagliato" un particolare cumulo di materiali, piuttosto che un altro, possono saperlo solo i responsabili della struttura».
L'odore che avvolge la città come una cappa, notte dopo notte, ha un fondo di rifiuti a detta della maggior parte delle testimonianze che cominciano ad essere decine. Cosa può essere accaduto, nel caso dell'odore la cui fonte è stata individuata nell'impianto della Morina, lo spiega ancora Pellegrini: «Nell'impianto di compostaggio si possono creare sacche di anaerobiosi». Questo accade «se i cumuli del materiale che deve essere sempre rivoltato fermentano. Oppure se ci sono problemi nel tipo di materiale conferito. Di giorno l'odore non si sente perché i cumuli sono caldi e la temperatura pure. Ma alla sera l'aria calda si alza dai cumuli e si disperde, con un "effetto camino". Non è detto che il gestore dell'impianto si renda conto del fenomeno proprio perché di giorno non fa odore».
Arpat non molla sulla caccia all'odore acre che prende alla gola nel cuore della notte: «L'impianto di Pioppogatto, dove vengono compattati i rifiuti solidi urbani che poi vanno all'inceneritore, resta un sorvegliato speciale - continua Pellegrini -: c'è un biofiltro che, dalle relazioni del gestore, appare come perfettamente funzionante ed i portelloni la notte restano chiusi. Ma noi proseguiamo nei controlli che ci competono».
La città, intanto, è pronta a ricorrere alla magistratura, con esposti circostanziati ed elementi sufficienti all'apertura ufficiale di un'inchiesta. Nei messaggi inviati da residenti è turisti la domanda è sempre la stessa: «Che cosa respiriamo?». E soprattutto: «Qualunque cosa sia fa male o no?».
Per trovare le risposte Marco Pellegrini fa un appello: «Alle forze dell'ordine, a tutti gli ufficiali di polizia giudiziaria che la notte si trovino in servizio sul territorio di Viareggio: segnalate ad Arpat l'odore avvertito con l'ora e la località. Il vostro aiuto ci può molto aiutare».
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