Il Tirreno

Versilia

I CONTROLLI DELLA FINANZA

Ricchi, ma poveri per il fisco

Chiara Sillicani
<strong>VITA DA NABABBO.</strong> Lusso sfrenato e neanche un centesimo dichiarato
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VITA DA NABABBO. Lusso sfrenato e neanche un centesimo dichiarato

Non si nascondevano per nulla, viaggiavano su auto di grossa cilindrata, frequentavano ristoranti di lusso, facevano acquisti nei negozi più in. Nessuno stupore: che due imprenditori abbiano il portafogli gonfio è cosa normale

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VIAREGGIO. Non si nascondevano per nulla, viaggiavano su auto di grossa cilindrata, frequentavano ristoranti di lusso, facevano acquisti nei negozi più in. Nessuno stupore: che due imprenditori abbiano il portafogli gonfio è cosa normale.
Peccato però che di tutti quei soldi neanche un centesimo sia finito nelle casse del fisco. Perché i due, da anni, non mettevano piede da un commercialista per fare la dichiarazione dei redditi. Ma l'ostentazione di tutto quel denaro non è passata inosservata alla guardia di finanza. E ora sui due imprenditori, uno di Viareggio e uno di Pietrasanta, pesa una denuncia. Finiranno a processo e rischiano fino a tre anni di reclusione. Perché la loro è stata un'evasione con i fiocchi: quasi un milione e 700mila euro per l'imprenditore viareggino, oltre un milione e 400mila per quello di Pietrasanta. Massimo riserbo della guardia di finanza sui nomi, come sempre in questi casi: recentemente nella rete dei controlli è finito un avvocato di Lido e anche su di lui nessuna indiscrezione.

Tutto parte da una serie di controlli della guardia di finanza che punta gli occhi sugli yacht ormeggiati nel porto di Viareggio e sulle fuori serie che sfrecciano lungo il litorale versiliese. Gli agenti fanno controlli, raccolgono dati. Poi, redditi alla mano, tirano le somme. Così quell'imprenditore di origine campana che a Viareggio produce strutture metalliche non passa inosservato: bella casa, un suv da decine di migliaia di euro, proprietà immobiliari e titoli azionari. Ma nessuna dichiarazione dei redditi. Stessa storia per il titolare di una ditta di autotrasporti a Pietrasanta. Conduce una vita da nababbo, ma non dichiara neanche un centesimo. Eppure ha una splendida villa, un macchinone, una barca e ha fatto investimenti importanti.

E non solo non paga le tasse sul reddito, ma si è ben guardato dal pagare anche quelle sul lavoro: ha assunto del personale per la sua ditta, ma di mettere in regola i dipendenti neanche a parlarne. La guardia di finanza gli ha contestato non solo l'evasione, ma anche il mancato versamento dell'Iva e delle ritenute per gli operai assunti al nero. «Abbiamo fatto molte verifiche - spiega il maggiore Pasquale Arena, comandante della guardia di Finanza - la Procura ci ha autorizzato a controlli anche nella casa dell'autotrasportatore. Abbiamo trovato estratti conti che confermavano spese folli in ristoranti di lusso e negozi molto costosi».
Anche l'imprenditore di Viareggio dovrà fare i conti, è proprio il caso di dirlo, con il mancato versamento di 338mila euro di Iva e 70 di Irap.

«I controlli sono stati capillari - spiega il maggiore Arena - abbiamo già beccato 17 evasori totali dall'inizio dell'anno. Per i due imprenditori - continua il comandante -, visti gli importi, parliamo di reato penale.
La legge prevede fino a tre anni di reclusione, ma si tratta di due incensurati, quindi è probabile che se la cavino con una sanzione pecuniaria». E tireranno fuori tutti i soldi per anni nascosti al fisco.

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