Il Tirreno

Versilia

LA TECNOLOGIA

La diga mobile è pronta

Chiara Sillicani
<strong>IL SOPRALLUOGO.</strong> Le autorità controllano i lavori
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IL SOPRALLUOGO. Le autorità controllano i lavori

Un primo passo per salvare il Lago di Massaciuccoli. Il piccolo Mose, la diga mobile, lungo la Burlamacca, che proteggerà il lago delle infiltrazioni saline, è pronta. Ancora qualche piccolo dettaglio tecnico e tra un paio di settimane la paratia entrerà in funzione

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VIAREGGIO. Un primo passo per salvare il Lago di Massaciuccoli. Il piccolo Mose, la diga mobile, lungo la Burlamacca, che proteggerà il lago delle infiltrazioni saline, è pronta. Ancora qualche piccolo dettaglio tecnico e tra un paio di settimane la paratia entrerà in funzione.
Un meccanismo innovativo il cui funzionamento sfrutta il cuneo salino. Un nome difficile per un fenomeno fisico semplice: l'acqua salata proveniente dal mare, più pesante, scorre in profondità mentre quella dolce le galleggia sopra, in superficie.
Una naturale mescolanza che comporta grossi rischi per l'ecosistema del Lago di Massaciuccoli.
Ma proprio sfruttando questo principio fisico, la diga salverà la vegetazione del lago. Sul fondale della Burlamacca, a monte delle porte vinciane, una paratia si alza e si abbassa quando due sensori, poco distanti, rilevano o un eccesso di salinità o di portata. Il sistema è collegato ad un computer negli uffici del settore difesa del suolo. Se nell'acqua, che dal mare risale fino al lago, la quantità di sale disciolta è troppa, la paratia si solleva bloccando l'acqua salata sul fondo. La diga è alta circa 100 centimetri, sopra, l'acqua dolce continua a scorrere e ad alimentare il lago.

La grande novità di questo progetto, da 440mila euro, interamente finanziato dalla Regione, è che i costi di manutenzione sono ridotti al minimo. A garantire il funzionamento della diga non sono, infatti, grandi pistoni, ma una sorte di mega airbag. Nessuna parte meccanica sottoposta ad usura, ma un pallone che si gonfia e fa pressione sulla paratia sollevandola. Il tutto sotto il livello dell'acqua: le barche non si renderanno conto di nulla e sulla Burlamacca si continuerà a navigare senza problemi. Quando il piccolo Mose andrà in funzione, un semaforo lampeggiante informerà i natanti e niente impedirà il transito. Ma la diga avrà anche altre due importanti funzioni: garantirà il deflusso delle acque di Massaciuccoli in caso di piena e impedirà alla terribile alga microcistina che spesso prolifera nel lago, di raggiungere il mare.

«Un grande risultato» per il presidente della Provincia Stefano Baccelli che sottolinea la velocità di realizzazione dell'opera. «Nei tre mesi estivi è stata portata a compimento. Ne sono orgoglioso anche perché questo piccolo Mosè ci permette di tutelare una grande risorsa naturale e turistica: Massaciuccoli. Siamo riusciti a garantire la navigabilità del canale e a ridurre al minimo l'impatto ambientale».
Un primo passo, importante, certo, ma a cui ne devono fare seguito altri. Almeno secondo Raffaello Nardi, segretario dell'Autorità di Bacino del Serchio. Perché il Lago deve fare i conti con una serie di problemi, primo fra tutti la mancanza d'acqua. Ha un deficit idrico di 30milioni di metri cubi e ormai è 40 centimetri sotto il livello del mare.

«Servono anche altri interventi - sottolinea Nardi - da quelli sul Serchio, per deviare acqua a Massaciuccoli, ad un acquedotto agricolo, senza dimenticare l'importanza di una nuova cultura dell'agricoltura». Del resto i grandi progetti ci sono, lo conferma l'assessore regionale all'ambiente Marco Betti. «Sono in discussione gli accordi di programma con il ministero». Per milioni di euro: il "tubone" che dovrebbe portare acqua dal Serchio al Lago costerà circa 18milioni.
Per ora c'è il piccolo Mose che già darà una prima boccata d'ossigeno al Lago e salverà la vegetazione dall'aggressività del sale.

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