Il Tirreno

Versilia

LA CATASTROFE

Un super perito per le Ferrovie

Donatella Francesconi
Un super perito per le Ferrovie

Un super perito per le Ferrovie di Stato, nella vicenda giudiziaria (peraltro senza avvisi di garanzia dopo due mesi) relativa alla strage del 29 giugno. L'indiscrezione circola già da qualche giorno ed indica il nome di Giorgio Diana, professore al Politecnico di Milano

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VIAREGGIO. Un super perito per le Ferrovie di Stato, nella vicenda giudiziaria (peraltro senza avvisi di garanzia dopo due mesi) relativa alla strage del 29 giugno. L'indiscrezione circola già da qualche giorno ed indica il nome di Giorgio Diana, professore al Politecnico di Milano.

Diana, che al Politecnico è direttore del dipartimento di ingegneria meccanica, è considerato il massimo esperto, in Italia, di disastri ferroviari. Proprio a maggio di quest'anno si è chiuso a Bologna il processo per la strage di Crevalcore, 17 morti e 15 feriti su un treno regionale alle porte del capoluogo. Il professore, perito della Procura, aveva stabilito nella consulenza tecnica che lo scontro sul binario unico era frutto dell'errore umano del macchinista «lasciato solo a guidare nella nebbia», è la contestazione del sindacato "Orsa". Che ha presentato ricorso contro la sentenza che ha assolto i vertici delle Ferrovie di Stato, compreso l'amministratore delegato Mauro Moretti.

A dimostrazione di quanto lunga sia la strada per ottenere quella verità e quella giustizia, richieste scritte a caratteri cubitali sugli striscioni che sono tornati a sfilare sabato sera per le vie della città, interrompendo il passeggio serale nella strada delle vetrine, tenendo in silenzio per un minuto dedicato alla trentunesima vittima la frenesia della Passeggiata.

Oggi che la ricostruzione sembra aver fatto un passo in avanti con l'insediamento del commissario, nella figura del presidente della Regione, Claudio Martini, chi ha perso tutto deve confrontarsi con la realtà: «Si sente parlare di ricostruire, ma appartamenti - racconta Paolo Crivello, uno dei portavoce del costituendo Comitato delle famiglie di via Ponchielli -: non ci sembra giusto. Chi aveva la casa per conto proprio, sudata in anni e anni di lavoro e pagamenti, va in appartamento?».

Il sindaco, a breve, inizierà ad incontrare famiglia dopo famiglia. Per capire le esigenze di ciascuno relativamente alla ricostruzione in loco, ad un eventuale trasloco altrove, alla volontà di essere liquidati e basta lasciandosi dietro le spalle via Ponchielli ed una tragedia che non si può cancellare.

Anche perché chi è sopravvissuto fa i conti, tutti i giorni, con il dolore e con gli ostacoli burocratici: «Vogliono farci prendere la residenza nelle case che ci hanno trovato in affitto, così non paghiamo le utenze come seconda casa. Ma non siamo residenti in via Ponchielli e tali vogliamo restare: possibile che Enel, società del gas e dell'acqua, con la loro burocrazia infinita non abbiamo ancora recepito cosa vuol dire via Ponchielli?».

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di Redazione Pisa