Lutto
Lotta all'alcol:poca chiarezza sulle sanzioni
Chiara Sillicani
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SHOPPING ALCOLICO. Un ragazzino in tre ore ha acquistato 16 bottiglieL'ordinanza antialcol c'è. Che ancora non funzioni l'abbiamo dimostrato con la nostra inchiesta: un ragazzino di 14 anni, complice del Tirreno, ha fatto visita a nove supermercati
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VIAREGGIO. L'ordinanza antialcol c'è. Che ancora non funzioni l'abbiamo dimostrato con la nostra inchiesta: un ragazzino di 14 anni, complice del Tirreno, ha fatto visita a nove supermercati. È riuscito a comprare 16 bottiglie e solo in un punto vendita gli è stato vietato l'acquisto. Adesso rimane da capire se l'amministrazione ha fatto la sua parte. Firmare un'ordinanza non basta: il difficile è farla rispettare. E questo significa multe e controlli. Per fare chiarezza l'assessore alle attività produttive, Antonio Cima, convoca una conferenza e spiega che: «ho incontrato le associazioni di categoria e i rappresentanti della grande distribuzione, lo scopo è un'informazione capillare per tutelare i più giovani. E - assicura l'assessore - controlli e multe sono già scattati». Anche se sull'argomento sembra che l'amministrazione non abbia le idee chiare. Le sanzioni ci sono state? Peccato che nessuno sappia dirci quanti e quali siano i negozi che si sono beccati la multa. I punti vendita caduti nella rete dei controlli adesso dovrebbero pagare 500 euro. Parola dell'assessore. Il condizionale è d'obbligo perché, leggendo l'ordinanza, quella cifra non compare: nel documento si parla di 300 euro, 400 in caso di reiterazione. E per i supermercati? Nessuna multa, così almeno fa sapere Cima. Abbiamo cercato di capirne di più dai vigili urbani. Inutile: il comandante non ha risposto al telefono.
La chiarezza servirebbe visto che - come sottolinea lo stesso Cima -: «la reiterazione è precondizione per la chiusura dei negozi». Non solo, l'assessore alle attività produttive, durante la conferenza convocata per fare il punto della situazione, ci tiene a sottolineare che «per me cadere nell'errore due volte è reiterazione». Anche se, quando si passa agli esempi concreti, non sembra che quello dell'amministrazione si possa definire pugno duro. Due distributori di bevande, nel mirino da mesi, si sono già beccati due multe ciascuno per gli alcolici (che potrebbero essere venduti solo in presenza di un commesso) e per mancato rispetto dell'orario di chiusura alle 22. «Abbiamo già avviato il procedimento - spiega Cima- ora i titolari hanno tempo per le controdeduzioni». Bene, viene da pensare, per quei due scatterà la chiusura. «Non è detto - spiega Cima - perché, se si metteranno in regola, il procedimento sarà sospeso». Allora, dov' è il rischio per chi sbaglia? Se a tutto ciò si aggiunge la disciplina contenuta nel codice del commercio e l'articolo 689 del codice penale che punisce la somministrazione di bevande a minori con l'arresto, il risultato è una confusione normativa. Sui supermercati Cima ribadisce: «hanno fatto un errore (si riferisce alla nostra inchiesta n.d.r), l'importante è che non sbaglino più». Più netto il giudizio di Alessandro Santini, capogruppo del Pdl in consiglio comunale. Santini non ha dubbi sulla bontà dell'ordinanza. Ma attacca duramente i supermercati che hanno venduto alcol agli under 16 e non risparmia la Coop: «Lascia perplessi una leggerezza da parte di chi si è costruito un nome importante e di grande sicurezza». Qualcuno ha sbagliato, all'amministrazione il compito di evitare che gli sbagli si ripetano.
La chiarezza servirebbe visto che - come sottolinea lo stesso Cima -: «la reiterazione è precondizione per la chiusura dei negozi». Non solo, l'assessore alle attività produttive, durante la conferenza convocata per fare il punto della situazione, ci tiene a sottolineare che «per me cadere nell'errore due volte è reiterazione». Anche se, quando si passa agli esempi concreti, non sembra che quello dell'amministrazione si possa definire pugno duro. Due distributori di bevande, nel mirino da mesi, si sono già beccati due multe ciascuno per gli alcolici (che potrebbero essere venduti solo in presenza di un commesso) e per mancato rispetto dell'orario di chiusura alle 22. «Abbiamo già avviato il procedimento - spiega Cima- ora i titolari hanno tempo per le controdeduzioni». Bene, viene da pensare, per quei due scatterà la chiusura. «Non è detto - spiega Cima - perché, se si metteranno in regola, il procedimento sarà sospeso». Allora, dov' è il rischio per chi sbaglia? Se a tutto ciò si aggiunge la disciplina contenuta nel codice del commercio e l'articolo 689 del codice penale che punisce la somministrazione di bevande a minori con l'arresto, il risultato è una confusione normativa. Sui supermercati Cima ribadisce: «hanno fatto un errore (si riferisce alla nostra inchiesta n.d.r), l'importante è che non sbaglino più». Più netto il giudizio di Alessandro Santini, capogruppo del Pdl in consiglio comunale. Santini non ha dubbi sulla bontà dell'ordinanza. Ma attacca duramente i supermercati che hanno venduto alcol agli under 16 e non risparmia la Coop: «Lascia perplessi una leggerezza da parte di chi si è costruito un nome importante e di grande sicurezza». Qualcuno ha sbagliato, all'amministrazione il compito di evitare che gli sbagli si ripetano.
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