Gioco
L'INCHIESTA
Qualcuno scarica la colpa,qualcuno chiede scusa: le spiegazioni dei direttori
La regola è netta. «È vietata da parte dei minori di 16 anni, nei luoghi o locali pubblici ed esercizi commerciali, anche la semplice detenzione non finalizzata al consumo, la cessione al medesimo anche a titolo gratuito e la consumazione da parte dello stesso di qualsivoglia bevanda alcolica...»
5 MINUTI DI LETTURA
La regola è netta. «È vietata da parte dei minori di 16 anni, nei luoghi o locali pubblici ed esercizi commerciali, anche la semplice detenzione non finalizzata al consumo, la cessione al medesimo anche a titolo gratuito e la consumazione da parte dello stesso di qualsivoglia bevanda alcolica...».
L'ordinanza del sindaco, oltre alla somministrazione, il consumo e la cessione anche gratuita, proibisce addirittura la semplice detenzione da parte degli under 16. Nei supermercati testati queste disposizioni sembrano passare inosservate, nonostante siano affissi cartelli che mettono il bollino rosso sul binomio alcool e minori e nonostante siano in prima linea in campagne di sensibilizzazione. Siamo ancora alla fase "soft" del divieto e l'ora della "tolleranza zero" pare lontana.
Abbiamo chiesto ai direttori di alcuni dei punti vendita in cui abbiamo mandato Matteo a fare la sua spesa di commentare quanto accaduto, lasciando la possibilità a chi non siamo riusciti a contattare di intervenire per dare la propria versione.
Dieci e lode. Il cartello all'entrata dell'Esselunga di via Aurelia con scritto "a tutela della salute dei più giovani, è vietata la vendita di alcolici, di qualunque gradazione, ai minori di 16 anni" viene rispettato alla lettera. «Abbiamo organizzato - spiegano dall'ufficio stampa - una formazione capillare, comunicando a tutti i dipendenti la decisione presa a tutela dei più giovani, estesa a tutti i punti vendita». E se alla cassa si presenta un minore con vino e birra? «I cassieri - proseguono - devono usare buon senso e, se ci fosse incertezza sull'età chiedere un documento». Così è stato fatto e così l'Esselunga ha passato a pieni voti il nostro esame.
Pochi dipendenti, pochi controlli. Al punto vendita Lidl nessuna indicazione che vieta la vendita ai più giovani. Ma questa non è una giustificazione. «Stamani non c'ero - commenta il responsabile Claudio Falorni - ma mi sono informato. Purtroppo è rientrata oggi una nostra cassiera che era in ferie, l'unica a non sapere dell'ordinanza. E sfortuna ha voluto che il ragazzo passasse proprio per la sua cassa. Gli altri dipendenti sono tutti ben informati. La verità, comunque, è che con un'attività come la nostra, con poco personale, è difficile controllare. E qualcosa può sfuggire».
Grande rammarico per la capostipite. La Coop al Marco Polo è stata sempre in prima fila nella sensibilizzazione sui rischi alcolici per i giovani. Dal primo gennaio 2009 ha previsto che bisogna avere 18 anni per portare a casa una bottiglia di vino o di birra. Una scelta fatta autonomamente per sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni riguardo un problema sociale che riguarda tutti. Ma nonostante i buoni propositi c'è qualcosa che non ha funzionato. I cartelli esposti in ogni angolo del supermercato - persino tra i vini - non sono serviti. «Ci dispiace molto di quanto accaduto - spiega Paolo Bettini, relazioni esterne Coop - soprattutto perché da anni siamo impegnati nel progetto "Non la bevo". Molte volte siamo riusciti ad intervenire con ragazzi che hanno provato ad acquistare alcolici. Che sia potuto capitare proprio da noi ci coglie di sorpresa, ma la vostra inchiesta sarà uno stimolo per responsabilizzare ancor di più il nostro personale, quello fisso e quello stagionale».
Spiegare meglio le regole. Alla Coop di Torre del Lago stesso divieto per lo shopping alcolico e stessi problemi alla cassa che ha lasciato passare indisturbato il nostro compratore. «Sono veramente amareggiato e dispiaciuto che questa volta sia capitato nel nostro supermercato». Questo il commento del direttore Massimo Orlandi. «Noi da anni abbiamo adottato la politica di vietare l'alcool ai minori. E il nostro personale è preparato e attento, in genere. Non di rado abbiamo fermato giovani under 18 che volevano acquistare alcolici, ma senza documento non diamo nulla. Forse in questo caso potrebbe trattarsi di una dipendente stagionale. Ce ne sono alcuni qui da noi e forse non li abbiamo informati adeguatamente. Questa segnalazione serve per farci capire che dobbiamo spiegare meglio le nostre regole».
Tratti d'inganno dall'aspetto fisico? Divieti, ordinanze, cartelli alla Pam di Largo Risorgimento. Un minore che arriva alla cassa con vino e birra paga, senza alcuna domanda di rito circa l'età o altri dati anagrafici. «La Pam Italia - dice il direttore Massimo Garosi - non ha atteso l'ordinanza del sindaco Lunardini. E' da tempo che vietiamo la vendita dell'alcool ai minori di 16 anni. Le nostre cassiere hanno il dovere di controllare il documento. Ma forse in questo caso può essere stata tradita dall'aspetto del giovane che evidentemente mostrava più di 16 anni». Ma il viso, il fisico e l'abbigliamento del nostro Matteo non lasciavano dubbi circa l'età.
Colpa della cassiera. Al supermercato Conad alla Migliarina di cartelloni non ce ne sono e le disposizioni del sindaco sembrano passare inosservate, così come il nostro complice con la sua lista della spesa alcolica. «E' stato un errore fatto dalla cassiera - afferma il direttore Giannelli - perché non è abitudine della nostra politica aziendale. Stiamo preparando la cartellonistica per abbattere questo fenomeno». Ma anche come è stato dimostrato altrove la messa per iscritto del divieto non è una soluzione sicura.
Nessun cartello. Non siamo riusciti a contattare il responsabile del Penny Market affinché potesse dare un suo parere. Al supermercato in via Aurelia al Marco Polo, nessun cartello affisso né all'entrata, né all'interno.
Torre del Lago e zona mercato. Al Punto Sma a Torre del Lago salta agli occhi non appena si entra il foglio con su scritto «È vietata la vendita di alcolici e superalcolici ai minori di 16 anni». Sorpassata la porta scorrevole, all'interno, sembra non essere così e di fronte a un dipendente che sistemava le bottiglie di vino il nostro complice ha tranquillamente scelto la sua merce alcolica. Abbiamo cercato di raggiungere via telefono, con vari tentativi, il responsabile del discount; ma non è stato possibile.
Al discount Dico di via Zanardelli, in pieno centro, tra gli scaffali non notiamo avvisi che riguardino divieti ed età. Anche in questo caso non siamo riusciti a contattare gli addetti ai lavori per ospitare le loro opinioni su questa spesa vietata. Naturalmente siamo disponibili a farlo sin da oggi.
L'ordinanza del sindaco, oltre alla somministrazione, il consumo e la cessione anche gratuita, proibisce addirittura la semplice detenzione da parte degli under 16. Nei supermercati testati queste disposizioni sembrano passare inosservate, nonostante siano affissi cartelli che mettono il bollino rosso sul binomio alcool e minori e nonostante siano in prima linea in campagne di sensibilizzazione. Siamo ancora alla fase "soft" del divieto e l'ora della "tolleranza zero" pare lontana.
Abbiamo chiesto ai direttori di alcuni dei punti vendita in cui abbiamo mandato Matteo a fare la sua spesa di commentare quanto accaduto, lasciando la possibilità a chi non siamo riusciti a contattare di intervenire per dare la propria versione.
Dieci e lode. Il cartello all'entrata dell'Esselunga di via Aurelia con scritto "a tutela della salute dei più giovani, è vietata la vendita di alcolici, di qualunque gradazione, ai minori di 16 anni" viene rispettato alla lettera. «Abbiamo organizzato - spiegano dall'ufficio stampa - una formazione capillare, comunicando a tutti i dipendenti la decisione presa a tutela dei più giovani, estesa a tutti i punti vendita». E se alla cassa si presenta un minore con vino e birra? «I cassieri - proseguono - devono usare buon senso e, se ci fosse incertezza sull'età chiedere un documento». Così è stato fatto e così l'Esselunga ha passato a pieni voti il nostro esame.
Pochi dipendenti, pochi controlli. Al punto vendita Lidl nessuna indicazione che vieta la vendita ai più giovani. Ma questa non è una giustificazione. «Stamani non c'ero - commenta il responsabile Claudio Falorni - ma mi sono informato. Purtroppo è rientrata oggi una nostra cassiera che era in ferie, l'unica a non sapere dell'ordinanza. E sfortuna ha voluto che il ragazzo passasse proprio per la sua cassa. Gli altri dipendenti sono tutti ben informati. La verità, comunque, è che con un'attività come la nostra, con poco personale, è difficile controllare. E qualcosa può sfuggire».
Grande rammarico per la capostipite. La Coop al Marco Polo è stata sempre in prima fila nella sensibilizzazione sui rischi alcolici per i giovani. Dal primo gennaio 2009 ha previsto che bisogna avere 18 anni per portare a casa una bottiglia di vino o di birra. Una scelta fatta autonomamente per sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni riguardo un problema sociale che riguarda tutti. Ma nonostante i buoni propositi c'è qualcosa che non ha funzionato. I cartelli esposti in ogni angolo del supermercato - persino tra i vini - non sono serviti. «Ci dispiace molto di quanto accaduto - spiega Paolo Bettini, relazioni esterne Coop - soprattutto perché da anni siamo impegnati nel progetto "Non la bevo". Molte volte siamo riusciti ad intervenire con ragazzi che hanno provato ad acquistare alcolici. Che sia potuto capitare proprio da noi ci coglie di sorpresa, ma la vostra inchiesta sarà uno stimolo per responsabilizzare ancor di più il nostro personale, quello fisso e quello stagionale».
Spiegare meglio le regole. Alla Coop di Torre del Lago stesso divieto per lo shopping alcolico e stessi problemi alla cassa che ha lasciato passare indisturbato il nostro compratore. «Sono veramente amareggiato e dispiaciuto che questa volta sia capitato nel nostro supermercato». Questo il commento del direttore Massimo Orlandi. «Noi da anni abbiamo adottato la politica di vietare l'alcool ai minori. E il nostro personale è preparato e attento, in genere. Non di rado abbiamo fermato giovani under 18 che volevano acquistare alcolici, ma senza documento non diamo nulla. Forse in questo caso potrebbe trattarsi di una dipendente stagionale. Ce ne sono alcuni qui da noi e forse non li abbiamo informati adeguatamente. Questa segnalazione serve per farci capire che dobbiamo spiegare meglio le nostre regole».
Tratti d'inganno dall'aspetto fisico? Divieti, ordinanze, cartelli alla Pam di Largo Risorgimento. Un minore che arriva alla cassa con vino e birra paga, senza alcuna domanda di rito circa l'età o altri dati anagrafici. «La Pam Italia - dice il direttore Massimo Garosi - non ha atteso l'ordinanza del sindaco Lunardini. E' da tempo che vietiamo la vendita dell'alcool ai minori di 16 anni. Le nostre cassiere hanno il dovere di controllare il documento. Ma forse in questo caso può essere stata tradita dall'aspetto del giovane che evidentemente mostrava più di 16 anni». Ma il viso, il fisico e l'abbigliamento del nostro Matteo non lasciavano dubbi circa l'età.
Colpa della cassiera. Al supermercato Conad alla Migliarina di cartelloni non ce ne sono e le disposizioni del sindaco sembrano passare inosservate, così come il nostro complice con la sua lista della spesa alcolica. «E' stato un errore fatto dalla cassiera - afferma il direttore Giannelli - perché non è abitudine della nostra politica aziendale. Stiamo preparando la cartellonistica per abbattere questo fenomeno». Ma anche come è stato dimostrato altrove la messa per iscritto del divieto non è una soluzione sicura.
Nessun cartello. Non siamo riusciti a contattare il responsabile del Penny Market affinché potesse dare un suo parere. Al supermercato in via Aurelia al Marco Polo, nessun cartello affisso né all'entrata, né all'interno.
Torre del Lago e zona mercato. Al Punto Sma a Torre del Lago salta agli occhi non appena si entra il foglio con su scritto «È vietata la vendita di alcolici e superalcolici ai minori di 16 anni». Sorpassata la porta scorrevole, all'interno, sembra non essere così e di fronte a un dipendente che sistemava le bottiglie di vino il nostro complice ha tranquillamente scelto la sua merce alcolica. Abbiamo cercato di raggiungere via telefono, con vari tentativi, il responsabile del discount; ma non è stato possibile.
Al discount Dico di via Zanardelli, in pieno centro, tra gli scaffali non notiamo avvisi che riguardino divieti ed età. Anche in questo caso non siamo riusciti a contattare gli addetti ai lavori per ospitare le loro opinioni su questa spesa vietata. Naturalmente siamo disponibili a farlo sin da oggi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
