Sicurezza
IL PARERE
Il sindaco:«Me lo aspettavo serve tempo»
L'ordinanza l'ha firmata lui. Eppure che nessun supermercato (o meglio 8 sui 9 a cui abbiamo fatto visita) la applichi non lo sorprende. Anzi è quasi meravigliato per l'affissione del divieto nei locali
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VIAREGGIO. L'ordinanza l'ha firmata lui. Eppure che nessun supermercato (o meglio 8 sui 9 a cui abbiamo fatto visita) la applichi non lo sorprende. Anzi è quasi meravigliato per l'affissione del divieto nei locali.
Il sindaco Luca Lunardini ascolta gli esiti della nostra inchiesta sulla vendita di alcolici senza scomporsi. Se lo aspettava? «Un po' sì. Sono i primi tempi ed è normale che ci voglia qualche giorno di assestamento. L'ordinanza è pedagogica. Serve a dare un segnale. Ma anche le multe saranno pedagogiche...». Il primo cittadino però vede il bicchiere mezzo pieno. «Stando a quanto dite il cartello di divieto l'avete trovato in tutti i supermercati. E' già qualcosa». Sottolineiamo come alcuni supermercati abbiano alzato il divieto a 18. «Quelli non hanno capito niente», taglia corto. Non si perde d'animo Lunardini. E visto che abbiamo dimostrato che, per ora, la sua ordinanza è solo un pezzo di carta non applicato (salvo lodevoli casi), prende il cellulare e chiama il responsabile della polizia annonaria, il maggiore Vasco Comaschi. «Ho ordinato un giro di controllo. Per verificare il rispetto del divieto». Manderanno anche loro un ragazzo per fare una prova? «Non possiamo, noi dobbiamo presentarci in divisa».
Il sindaco Luca Lunardini ascolta gli esiti della nostra inchiesta sulla vendita di alcolici senza scomporsi. Se lo aspettava? «Un po' sì. Sono i primi tempi ed è normale che ci voglia qualche giorno di assestamento. L'ordinanza è pedagogica. Serve a dare un segnale. Ma anche le multe saranno pedagogiche...». Il primo cittadino però vede il bicchiere mezzo pieno. «Stando a quanto dite il cartello di divieto l'avete trovato in tutti i supermercati. E' già qualcosa». Sottolineiamo come alcuni supermercati abbiano alzato il divieto a 18. «Quelli non hanno capito niente», taglia corto. Non si perde d'animo Lunardini. E visto che abbiamo dimostrato che, per ora, la sua ordinanza è solo un pezzo di carta non applicato (salvo lodevoli casi), prende il cellulare e chiama il responsabile della polizia annonaria, il maggiore Vasco Comaschi. «Ho ordinato un giro di controllo. Per verificare il rispetto del divieto». Manderanno anche loro un ragazzo per fare una prova? «Non possiamo, noi dobbiamo presentarci in divisa».
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