La manifestazione
viareggio
Gatti uccisi, c'è più di un killer
Stefano Buda
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Qualcuno fa del male ai mici I gattini feriti sono stati colpiti dai pallini di un fucile da caccia I Carabinieri cercano il killerSul killer che spara ai gatti della Versilia c'è una taglia di duemila euro. L'ha voluta l'imprenditrice Gabriella Gentili, ex titolare della Gentili Farmaceutica e amante degli animali.
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VIAREGGIO. Sul killer che spara ai gatti della Versilia c'è una taglia di duemila euro. L'ha voluta l'imprenditrice Gabriella Gentili, ex titolare della Gentili Farmaceutica e amante degli animali.
Le forze dell'ordine lavorano a fari spenti, anche se, da alcune indiscrezioni, sembra che il folle potrebbe essersi tradito. Dalle spiagge viareggine alle alture dell'interno le impressioni della gente formano un coro unanime: «Bisogna prenderlo». Malù, il micio ferito a Torre del Lago, è stato operato alla clinica Campo di Aviazione. Per due mesi dovrà portare dei ferri interni ed esterni, gli sono stati applicati dei chiodi che favoriranno la riabilitazione. Oltre ai pallini da caccia, che hanno colpito anche i gatti presi a fucilate a Bozzano e a Massarosa, nel suo corpicino sono stati rinvenuti un paio di colpi esplosi da una seconda arma. Roberto Vitturini, il padrone dell'ultima vittima del mostro, ha presentato denuncia contro ignoti ai Carabinieri di Viareggio. «Sono ottimista - dice - ci sono elementi che preferirei non rivelare e che mi inducono a pensare che l'autore di queste crudeltà possa essere presto identificato». La stradina in cui abita Vitturini, una traversa di viale Puccini, è stretta e molto popolata. Sui due lati tante villette con giardini che accolgono cani e mici. Vitturini riferisce che il suo gatto non era abituato ad allontanarsi, ma i vicini non hanno notato niente di anomalo.
«Sono un cacciatore - spiega orgoglioso Valdemaro Giacomini, che vive a pochi metri dalla casa del proprietario di Malù -. Se avessi assistito alla sparatoria avrei puntato il fucile contro quel pazzo». Anni fa, nella stessa strada, altri episodi inquietanti: «Un micio venne ritrovato con un laccio strettissimo al collo, facemmo appena in tempo a evitare che morisse», prosegue Giacomini. Poco tempo dopo l'uomo raccolse davanti alla sua abitazione un gattone nero vittima di uno sfregio. «Qualcuno gli cavò un occhio con un sasso o con un bastone - racconta la moglie Milvia Benedetti -: a noi fece tanta tenerezza, lo portammo dal veterinario per le cure e poi decidemmo di tenerlo con noi. Poverino, appena vede un estraneo, ha paura e scappa via». Deve avere imparato che degli uomini è bene diffidare.
Shila, la micetta tigrata ferita a Bozzano alla fine di luglio, a quasi un mese dall'operazione sta molto meglio anche se sul petto porta ancora i segni delle cicatrici. «Un mio amico cacciatore dopo aver visto la radiografia mi ha spiegato che i colpi sono partiti da non più di 5 o 6 metri di distanza poiché la rosata è entrata compatta in profondità - osserva Roberto Branconi mentre mostra i pallini estratti dal corpo della micia -. Considerando che non si era mai allontanata più di 80 metri da casa, per scovare il colpevole basterebbe controllare chi entro questo raggio detiene un'arma da caccia».
Nella zona sorgono villette a macchia di leopardo, alcune delle quali hanno le serrande chiuse e sembrano sfitte. Forse non sarebbe un'impresa impossibile. Ma il maresciallo dei Carabinieri di Massarosa, Mario Trazzera, spiega che le cose sono più complicate. «L'indagine è stata aperta però siamo nella fase di stallo tipica di certi omicidi - rimarca il maresciallo -: non esistono screzi tra persone che possano costituire un movente, abbiamo sentito i vicini, ma dicono di non aver visto nulla e non possiamo tenere sotto controllo animali che si spostano in continuazione».
Trazzera inoltre appare scettico sull'ipotesi di un killer seriale: «I colpi probabilmente sono stati sparati dallo stesso tipo di arma - sospira - ma non mi sembra molto verosimile che qualcuno si sposti da un luogo all'altro della Versilia per fare fuoco sui gatti».
Le forze dell'ordine lavorano a fari spenti, anche se, da alcune indiscrezioni, sembra che il folle potrebbe essersi tradito. Dalle spiagge viareggine alle alture dell'interno le impressioni della gente formano un coro unanime: «Bisogna prenderlo». Malù, il micio ferito a Torre del Lago, è stato operato alla clinica Campo di Aviazione. Per due mesi dovrà portare dei ferri interni ed esterni, gli sono stati applicati dei chiodi che favoriranno la riabilitazione. Oltre ai pallini da caccia, che hanno colpito anche i gatti presi a fucilate a Bozzano e a Massarosa, nel suo corpicino sono stati rinvenuti un paio di colpi esplosi da una seconda arma. Roberto Vitturini, il padrone dell'ultima vittima del mostro, ha presentato denuncia contro ignoti ai Carabinieri di Viareggio. «Sono ottimista - dice - ci sono elementi che preferirei non rivelare e che mi inducono a pensare che l'autore di queste crudeltà possa essere presto identificato». La stradina in cui abita Vitturini, una traversa di viale Puccini, è stretta e molto popolata. Sui due lati tante villette con giardini che accolgono cani e mici. Vitturini riferisce che il suo gatto non era abituato ad allontanarsi, ma i vicini non hanno notato niente di anomalo.
«Sono un cacciatore - spiega orgoglioso Valdemaro Giacomini, che vive a pochi metri dalla casa del proprietario di Malù -. Se avessi assistito alla sparatoria avrei puntato il fucile contro quel pazzo». Anni fa, nella stessa strada, altri episodi inquietanti: «Un micio venne ritrovato con un laccio strettissimo al collo, facemmo appena in tempo a evitare che morisse», prosegue Giacomini. Poco tempo dopo l'uomo raccolse davanti alla sua abitazione un gattone nero vittima di uno sfregio. «Qualcuno gli cavò un occhio con un sasso o con un bastone - racconta la moglie Milvia Benedetti -: a noi fece tanta tenerezza, lo portammo dal veterinario per le cure e poi decidemmo di tenerlo con noi. Poverino, appena vede un estraneo, ha paura e scappa via». Deve avere imparato che degli uomini è bene diffidare.
Shila, la micetta tigrata ferita a Bozzano alla fine di luglio, a quasi un mese dall'operazione sta molto meglio anche se sul petto porta ancora i segni delle cicatrici. «Un mio amico cacciatore dopo aver visto la radiografia mi ha spiegato che i colpi sono partiti da non più di 5 o 6 metri di distanza poiché la rosata è entrata compatta in profondità - osserva Roberto Branconi mentre mostra i pallini estratti dal corpo della micia -. Considerando che non si era mai allontanata più di 80 metri da casa, per scovare il colpevole basterebbe controllare chi entro questo raggio detiene un'arma da caccia».
Nella zona sorgono villette a macchia di leopardo, alcune delle quali hanno le serrande chiuse e sembrano sfitte. Forse non sarebbe un'impresa impossibile. Ma il maresciallo dei Carabinieri di Massarosa, Mario Trazzera, spiega che le cose sono più complicate. «L'indagine è stata aperta però siamo nella fase di stallo tipica di certi omicidi - rimarca il maresciallo -: non esistono screzi tra persone che possano costituire un movente, abbiamo sentito i vicini, ma dicono di non aver visto nulla e non possiamo tenere sotto controllo animali che si spostano in continuazione».
Trazzera inoltre appare scettico sull'ipotesi di un killer seriale: «I colpi probabilmente sono stati sparati dallo stesso tipo di arma - sospira - ma non mi sembra molto verosimile che qualcuno si sposti da un luogo all'altro della Versilia per fare fuoco sui gatti».
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