La manifestazione
MUSICA
Lucio Dalla torna la mia tosca "più densa"
Dal 27 agosto a Torre del Lago, poi Arena, Milano e forse a Roma, Lucio Dalla torna con "La Tosca di Puccini
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"La Tosca di Puccini è il capolavoro del melodramma, con al centro una donna che non è né tisica, né prostituta, ma forte, sana e decisa a difendere a tutti i costi il proprio amore", dichiara Lucio Dalla, autore di una rielaborazione di quell'opera che arriva, dopo anni di successi (400 mila spettatori e articoli anche sul New York Times), proprio nel tempio della musica pucciniana, il Festival di Torre del Lago, dal 27 al 30 agosto, dove sarà accompagnata da una vera orchestra sinfonica, diretta da Giuseppe D'Onghia.
"Portare la mia opera qui a Torre del Lago, nel luogo natale dell'opera pucciniana, dove ogni cosa è intrisa dell'anima di Puccini, è una sorta di provocazione - dice il cantautore, che la sta riallestendo a Cinecittà in questi giorni, mentre pensa agli ultimi ritocchi da dare al nuovo disco, 'Angoli nel cielo', che uscirà a metà novembre - ideata con l'ambizione di fare da ponte tra tradizione e modernità, una modernità che possa avvicinare al mondo dell'opera anche il pubblico dei giovani¯. Quindi lo spettacolo sarà il 12 settembre all'Arena di Verona e dal 12 novembre a Milano agli Arcimboldi, mentre si pensa a una recita straordinaria a Roma (forse il 17 settembre) proprio a Castel Sant'Angelo, dove si svolge il terzo atto.
La Tosca di Dalla, dal suo debutto, il 23 ottobre 2003, si è via, via arricchita di nuove tensioni poetiche e musicali che ne hanno meglio definito i contorni: "Riprendendola ora, dopo un lungo periodo di sosta, grazie a un gruppo di cantati di maggior qualità, oltre alla protagonista di sempre Rosalia Misseri - racconta lo stesso Dalla - le linee melodiche si sono modificate, c'è una migliore atmosfera e amalgama canora, che rende questa edizione dell'opera diversa, più densa". Il cantautore, che ha scritto musiche, libretto e firma la regia, dice che considera Tosca "un work in progress, non solo per me che, ad ogni occasione, cerco di stringere o allargare i segni precedenti, ma anche per Puccini, che continuava a mettervi le mani sino all'ultimo momento e, ancora, dopo la prima che fu un disastro, perchè, troppo moderna, non venne capita".
Dalla tiene poi alla vena religiosa di Tosca, "Io sono cristiano e la religiosità vera la sento soprattutto nel popolo, di cui l'eroina di Puccini è parte. Così la mia riscrittura si fonda su questo motivo religioso, sulla fede di Tosca. La fede nasce dal basso, non dall'alto, specie in tempi in cui la Chisa è innanzitutto un potere temporale che si difende dai nemici, usando personaggi come Scarpia. Il difendere la propria libertà diventa quindi una emblematizzazione della figura di Cristo". Ora opera lirica e non musical, "ovvero, come mi piacerebbe fosse oggi un'opera", ora commedia, ora balletto moderno, ora circo acrobatico, ora teatro, lo spettacolo è un vero e proprio kolossal basato sul testo e le musiche di Lucio Dalla.
Ci sono le coreografie di Daniel Ezralow, che vanno dal saggio ginnico a uno sdrammatizzante tip tap ballato attorno a Scarpia, e i costumi di Giorgio Armani, che oscillano tra la Roma papalina e la modernità di una dissacrante biancheria intima indossata da suore e preti scatenati in una danza liberatoria alla notizia della morte (presunta) di Napoleone, per non parlare dei pannelli mobili alti come palazzi, scenografie rotanti, pedane, ascensori, luci e effetti speciali.
"Portare la mia opera qui a Torre del Lago, nel luogo natale dell'opera pucciniana, dove ogni cosa è intrisa dell'anima di Puccini, è una sorta di provocazione - dice il cantautore, che la sta riallestendo a Cinecittà in questi giorni, mentre pensa agli ultimi ritocchi da dare al nuovo disco, 'Angoli nel cielo', che uscirà a metà novembre - ideata con l'ambizione di fare da ponte tra tradizione e modernità, una modernità che possa avvicinare al mondo dell'opera anche il pubblico dei giovani¯. Quindi lo spettacolo sarà il 12 settembre all'Arena di Verona e dal 12 novembre a Milano agli Arcimboldi, mentre si pensa a una recita straordinaria a Roma (forse il 17 settembre) proprio a Castel Sant'Angelo, dove si svolge il terzo atto.
La Tosca di Dalla, dal suo debutto, il 23 ottobre 2003, si è via, via arricchita di nuove tensioni poetiche e musicali che ne hanno meglio definito i contorni: "Riprendendola ora, dopo un lungo periodo di sosta, grazie a un gruppo di cantati di maggior qualità, oltre alla protagonista di sempre Rosalia Misseri - racconta lo stesso Dalla - le linee melodiche si sono modificate, c'è una migliore atmosfera e amalgama canora, che rende questa edizione dell'opera diversa, più densa". Il cantautore, che ha scritto musiche, libretto e firma la regia, dice che considera Tosca "un work in progress, non solo per me che, ad ogni occasione, cerco di stringere o allargare i segni precedenti, ma anche per Puccini, che continuava a mettervi le mani sino all'ultimo momento e, ancora, dopo la prima che fu un disastro, perchè, troppo moderna, non venne capita".
Dalla tiene poi alla vena religiosa di Tosca, "Io sono cristiano e la religiosità vera la sento soprattutto nel popolo, di cui l'eroina di Puccini è parte. Così la mia riscrittura si fonda su questo motivo religioso, sulla fede di Tosca. La fede nasce dal basso, non dall'alto, specie in tempi in cui la Chisa è innanzitutto un potere temporale che si difende dai nemici, usando personaggi come Scarpia. Il difendere la propria libertà diventa quindi una emblematizzazione della figura di Cristo". Ora opera lirica e non musical, "ovvero, come mi piacerebbe fosse oggi un'opera", ora commedia, ora balletto moderno, ora circo acrobatico, ora teatro, lo spettacolo è un vero e proprio kolossal basato sul testo e le musiche di Lucio Dalla.
Ci sono le coreografie di Daniel Ezralow, che vanno dal saggio ginnico a uno sdrammatizzante tip tap ballato attorno a Scarpia, e i costumi di Giorgio Armani, che oscillano tra la Roma papalina e la modernità di una dissacrante biancheria intima indossata da suore e preti scatenati in una danza liberatoria alla notizia della morte (presunta) di Napoleone, per non parlare dei pannelli mobili alti come palazzi, scenografie rotanti, pedane, ascensori, luci e effetti speciali.
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