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Puzza notturna: è Sea risorse

Donatella Francesconi
L’impianto Sea alla Morina
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L’impianto Sea alla Morina

«Ore 21,07, Terminetto, via delle Acacie: puzza tremenda che proviene dalla Morina dove mischiano la torba col verde marcio ex Covest. È tanto facile» (3475443...). Il lettore che invia l'Sms al "Tirreno" ci ha azzeccato: mercoledì a mezzanotte, in via Comparini zona Sea si sta nell'epicentro della puzza che irrita le vie respiratorie

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VIAREGGIO. «Ore 21,07, Terminetto, via delle Acacie: puzza tremenda che proviene dalla Morina dove mischiano la torba col verde marcio ex Covest. È tanto facile» (3475443...). Il lettore che invia l'Sms al "Tirreno" ci ha azzeccato: mercoledì a mezzanotte, in via Comparini zona Sea si sta nell'epicentro della puzza che irrita le vie respiratorie. Ed il pomeriggio del giorno dopo, da Arpat Lucca arriva la conferma: «Nella serata del 19 agosto, avendo riscontrato la presenza di odori in alcuni quartieri di Viareggio, ed in primo luogo nella zona del Varignano, il personale Arpat ha effettuato un nuovo sopralluogo individuando in questa occasione l'origine delle maleodoranze nell'impianto di compostaggio gestito da Sea Risorse in località la Morina. Il sopralluogo ha riguardato anche l'impianto di compostaggio Tev di Pioppogatto, dove è stata riscontrata assenza di cattivi odori. In questa occasione la fonte delle maleodoranze è stata pertanto individuata ed entro breve tempo i risultati del controllo verranno inviati alle autorità competenti. Si procederà anche ad accertamenti per capire quali cause siano all'origine delle maleodoranze ed i possibili modi di intervento».

Insomma, la puzza - almeno nella notte in questione - è stata generata sul territorio del comune di Viareggio e da un impianto di una delle società partecipate del Comune. Con buona pace delle tesi formulate qualche settimana fa dall'assessore all'ambiente Pierluigi Cinquini, che con grande sicurezza in una nota il 4 agosto affermava: «Nel Comune di Massarosa sono state rilevate quattro possibili cause di tali fenomeni».
Il Servizio locale della Versilia del Dipartimento provinciale Arpat di Lucca, in seguito alle ripetute segnalazioni dei cittadini, «ha effettuato - continua il comunicato diffuso ieri - numerosi sopralluoghi ed accertamenti. Per molti giorni e fino al primo di agosto la principale fonte di maleodorante, ed in particolare di odori di bruciato, è stata costituita da incendi di torba nella zona di Pioppogatto nel comune Massarosa. Arpat ha sollecitato l'intervento dell'amministrazione comunale che ha seguito e coordinato l'opera di spegnimento. Con i primi di agosto tutti gli incendi di torba sono stati spenti. Le segnalazioni sono però continuate e così è continuata anche la vigilanza da parte dell'Arpat, con sopralluoghi sia diurni che notturni che hanno teso a controllare le principali possibili fonti di odori». Sopralluoghi dai quali è risultato «che non vi è produzione di fumi o di maleodoranze dalla ex discarica delle Carbonaie. Sono state accertate maleodoranze (tipici odori di acque di vegetazione olearia) con origine nell'impianto Salov di Montramito, di tipo tuttavia nettamente diverso rispetto a quelle descritte dagli esposti dei cittadini; mentre non sono state riscontrate maleodoranze di rilievo dall'impianto di compostaggio di Pioppogatto e dal depuratore di Viareggio».

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