Il Tirreno

Versilia

DARSENA: QUALE FUTURO

Viareggio porto, incognita Iva

Donatella Francesconi
Viareggio porto, incognita Iva

Calma piatta in banchina. Potrebbe essere questo il titolo del film sull'estate del porto di Viareggio, tra benzina che non c'è ed incognite sul futuro della gestione di un approdo turistico dal futuro oggi ancor più incerto di ieri

3 MINUTI DI LETTURA






VIAREGGIO. Calma piatta in banchina. Potrebbe essere questo il titolo del film sull'estate del porto di Viareggio, tra benzina che non c'è ed incognite sul futuro della gestione di un approdo turistico dal futuro oggi ancor più incerto di ieri.
Due passi tra i pontili della Madonnina la dicono lunga su come vanno le cose, mentre il sole ancora cuoce la pelle e la voglia di mare non ha ancora lasciato il posto a quella del primo maglioncino di filo da sfoggiare. «Siamo i soliti», racconta il presidente del circolo dei diportisti, Bruno Nelli. Insomma, non c'è la fila per un posto barca come avviene - invece - «alla Capraia o in Corsica, dove in porto è tutto esaurito».
Per i diportisti della Madonnina l'inverno 2008-2009 è stato di fuoco. Ed in questi mesi è ormai l'inchiesta della Procura a segnare il passo dei rapporti tra diportisti e la società "Viareggio porto" del presidente Alessandro Volpe.

Si sa che la guardia di finanza indaga a tutto campo, sui documenti acquisti, e che l'attenzione delle Fiamme gialle si sarebbe posata soprattutto sulla mancanza di fatture consegnate ai diportisti. Fatture che la Viareggio porto in realtà avrebbe pronte, in attesa di verificare un "particolare" emerso in questa calda estate: la Corte di Cassazione, con una sentenza del 13 marzo scorso e alla luce della pronuncia resa dalla Corte di Giustizia europea con sentenza del 25/10/2007, ha previsto che «la locazione di un posto barca è operazione esente dall'Iva».
Viareggio porto, dunque, si troverà a rifatturare i costi ai diportisti. I quali, a loro volta, potrebbe decidere di chiedere indietro fior di arretrati.
Sulla Viareggio porto e le sue banchine pendono ancora una serie di ricorsi. Senza contare che non sono ancora note le motivazioni della sentenza con cui il Consiglio di Stato, ad inizio estate, ha annullato gli effetti della gara per la cessione di parte delle azioni della Viareggio porto, passate nelle mani del gruppo Ferragamo-Consorzio Etruria che esprime l'amministratore delegato della società viareggina, Simone Anichini. Del quale si sa che da settimane scalpita per cercare di capire come uscire dall'"imbuto" Viareggio oggi decisamente meno interessante che a inizio avventura.  Se a questo si somma che anche la gara per la progettazione dell'approdo della Madonnina è stata impugnata dai concorrenti esclusi ai quali il Tar ha dato ragione, e che in quasi due anni di vita la Viareggio porto non ha potuto togliere un granello di sabbia dall'area del Triangolino inutilmente recintata, le speranze che la Darsena viareggina possa puntare nel giro di qualche anno su un rilancio che passi dall'essere un Marina con tutte le carte in regola sembrano già sfumate.
Ieri mattina l'assessore al porto Alberto Benincasa ed il comandante della Capitaneria, Fabrizio Ratto Vaquer, si sono a lungo incontrati. Alla domanda sul progetto per il maxi escavo della barra sabbiosa, che l'autunno dovrebbe vedere iniziare, e relativa gara Benincasa risponde per l'ennesima volta: «Non so nulla, ci sono i tempi tecnici». Infiniti, per un bando la cui apertura buste era fissata al 3 marzo scorso. Per utilizzare 2 milioni e 300mila di finanziamenti regionali erogati nel 2003!

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web