Il Tirreno

Versilia

L’INCIDENTE

Paura lungo i binariUn treno danneggia la linea elettrica

Donatella Francesconi
<strong>AL LAVORO.</strong> Gli operai impegnati nel ripristino della linea danneggiata
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AL LAVORO. Gli operai impegnati nel ripristino della linea danneggiata

Incidente sulla linea ferroviaria Viareggio-Firenze, martedì notte, nello stesso punto che ha visto rovesciarsi il carico del Gpl killer quella maledetta notte del 29 giugno. Il pantografo del regionale 3047 in partenza da Viareggio alle 22,11, si è impigliato nei fili che portano corrente al treno e si è distrutto

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VIAREGGIO. Incidente sulla linea ferroviaria Viareggio-Firenze, martedì notte, nello stesso punto che ha visto rovesciarsi il carico del Gpl killer quella maledetta notte del 29 giugno. Il pantografo del regionale 3047 in partenza da Viareggio alle 22,11, una volta arrivato nello stesso punto del disastro ferroviario che ha provocato 29 morti, si è impigliato nei fili che portano corrente al treno e si è distrutto.
Alla fine l'episodio ha finito per danneggiare un centinaio di metri di linea elettrica. Dalle case lungo la ferrovia si sono viste scintille e fiamme e la gente si è spaventata pensando subito al peggio.

Sulla linea ferroviaria interrotta sono intervenute le squadre di manutenzione; il treno è potuto ripartire intorno a mezzanotte e mezzo. Portando a destinazione la quarantina di persone (dato fornito dall'ufficio stampa di Fs) a bordo del convoglio che è rimasto fermo lungo la massicciata, senza possibilità per i passeggeri di scendere, chiusi negli scompartimenti senza aria condizionata in una delle sere più calde dell'estate funestata dalla strage di via Ponchielli.
«Non c'è alcuna relazione tra i due eventi - spiegano all'ufficio stampa delle Ferrovie di Stato - se non il luogo dove il regionale è andato a fermarsi martedì notte. Sono fatti completamente diversi. Su una rete da 16500 km lungo la quale viaggiano 9mila treni al giorno, si tratta, nel caso del pantografo rotto, di casi di routine». Anche la fiammata, osservata dai cittadini lungo la strada o alle finestre, fa parte della dinamica dell'incidente? «Come l'asciugacapelli quando viene staccato dalla spina, con le dovute dimensioni».

Caprili. «L'incidente, ovviamente, non ha alcun rapporto con il disastro del 29 giugno. Ma segnala una condizione di insicurezza del nostro sistema ferroviario che non deve essere più tollerato», dice Milziade Caprili (Rc). Che aggiunge: «La città non può rimanere in silenzio rispetto al fatto che non si investe in sicurezza e anzi si sono diminuite le figure operative che avevano un rapporto con la sicurezza dei trasporti ferroviari e addirittura si sono licenziati lavoratori delle ferrovie che avevano denunciato lo stato di degrado e di pericolosità. Ed è gravissimo che su questo episodio non ci sia stata una tempestiva informazione degli organi di governo della città, in primis il Comune».

Il sindaco. Luca Lunardini assicura di essersi «arrabbiato» con le Ferrovie. E aggiunge: «Trovo grave che non sia stata fatta una segnalazione tempestiva alla Polfer».

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