Il Tirreno

Versilia

La strage di Viareggio
I FUNERALI DI EMANUELA MENICHETTI

Emanuela, addio in musica Moretti intanto chiede scusa

Claudio Vecoli
<strong>IL PIANTO E IL SORRISO.</strong> Il dolore della sorella Valentina (sopra) e l’abbraccio alla mamma Daniela A sinistra una splendida immagine di Emanuela Menichetti
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IL PIANTO E IL SORRISO. Il dolore della sorella Valentina (sopra) e l’abbraccio alla mamma Daniela A sinistra una splendida immagine di Emanuela Menichetti

Tutto il dolore in un gesto. È quello di mamma Daniela che prende una sedia, la sistema vicino alla bara bianca della figlia al centro della navata centrale e per tutta la messa appoggia la mano sul feretro della «sua piccola»

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TORRE DEL LAGO. Tutto il dolore in un gesto. È quello di mamma Daniela che prende una sedia, la sistema vicino alla bara bianca della figlia al centro della navata centrale e per tutta la messa appoggia la mano sul feretro della «sua piccola». È forse questa l'immagine più toccante dei funerali di Emanuela Menichetti, la ragazza di ventuno anni morta lunedì pomeriggio dopo oltre quaranta giorni di agonia e diventata la ventinovesima vittima della strage di Viareggio.

Come un mese prima per le esequie di Sara Orsi - l'amica con cui condivideva ogni cosa, compreso il destino di morte legato al treno assassino - anche ieri pomeriggio tutta Torre del Lago si è ritrovata nella chiesa di San Giuseppe, rivelatasi ancora una volta troppo piccola per contenere coloro che avrebbero voluto salutare per l'ultima volta la loro «Ema». In chiesa un dolore composto, con gli amici e le amiche che si sono strette intorno ai familiari di Emanuela - in primis la mamma Daniela, il papà Claudio e la sorella Valentina - e che hanno sommerso la bara di ricordi: brevi messaggi scritti su dei bigliettini, la maglia della squadra di calcetto per cui faceva il tifo, la bandiera di Burlamacco e, soprattutto, tante foto che la ritraevano da sola o con Sara. «Una tragedia sproporzionata - ha detto dall'altare monsignor Marcello Brunini, vicario del vescovo, leggendo l'omelia - che è stata affrontata da Daniela, Claudio e Valentina con tenacia e dolcezza. Doti che Emanuela aveva trasmesso loro».

Una ragazza tenera e solare, «Ema». Chi non la conosceva bene lo ha scoperto quando la sorella - prendendo il coraggio a due mani e salendo sul pulpito - ha letto con voce ferma la lettera d'auguri che tre anni fa proprio Emanuela aveva scritto ai genitori in occasione dell'anniversario di matrimonio. Una lettera nella quale dichiara loro tutto il suo affetto e che si conclude «sperando che la morte non vi rapisca». Non immaginando quello che il destino aveva in serbo per lei.
Poi la musica. Come per Sara un mese prima, anche per Emanuela l'ultimo viaggio è stato scandito dalle note dei Queen e dei Negramaro, che ha accompagnato il trasporto a spalla del feretro alla fine della messa. Ma in più gli amici hanno voluto dedicare ad Emanuela una canzone scritta appositamente per lei nei giorni della speranza e cantata in chiesa da Tiziano Puritani e Giada Del Carlo: «Vola tra di noi, vola...», si chiude.
Un auspicio prima del viaggio verso il cimitero, dove è stata sepolta sopra la tomba di Sara. Un mese dopo le due amiche si sono ritrovate. Stavolta per sempre.

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