Il Tirreno

Versilia

L’INCHIESTA “AFFARI SPORCHI”

In 17 rischiano il processo

Luca Cinotti
In 17 rischiano il processo

Sono diciassette le persone che rischiano di andare a processo per l'operazione "Affari sporchi", condotta nel giugno 2008 dalla Procura di Lucca sulla gestione dei project financing a Camaiore

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CAMAIORE. Sono diciassette le persone che rischiano di andare a processo per l'operazione "Affari sporchi", condotta nel giugno 2008 dalla Procura di Lucca sulla gestione dei project financing a Camaiore. Fra loro l'ex dirigente ai lavori pubblici Claudio Castellacci, il segretario generale Giuseppe Testa e gli imprenditori Stefano Varia, Giuseppe Bicicchi e Brunello Pardini. Escono dall'inchiesta il sindaco Giampaolo Bertola e l'allora comandante della polizia municipale Giovanni Dal Tozzotto: il loro nome non compare nell'avviso di fine indagini messo a punto in queste settimane dal sostituto procuratore Domenico Manzione.

Il personaggio chiave.
Secondo l'impianto accusatorio della procura (coadiuvata dalla polizia locale e dal Corpo forestale) Il sistema dei project "taroccati" ruotava intorno a Castellacci, indagato per corruzione, concussione, falso in atto pubblico, turbativa d'asta e peculato. Esemplare - secondo l'accusa - quanto avvenuto nel caso del maxi-project per il Pontile e i parcheggi sotterranei: Castellacci avrebbe preparato tutti gli atti in maniera che l'associazione d'impresa fra Varia costruzioni, Quadrifoglio (la ditta di Brunello Pardini) e Bicicchi risultasse prima soggetto promotore (anche tramite l'omesso avviso pubblico) poi realizzatore delle opere. Il tutto - secondo l'accusa - ricevendo in cambio oltre 200.000 euro versati sul conto corrente della St Engineering (sequestrato dal Gip), ditta empolese intestata al figlio di Castellacci, Francesco, ma che in realtà sarebbe stata gestita di fatto dal padre. Oltre a Claudio Castellacci, a Vaira, a Bigicchi e a Pardini, per questo capo di imputazione (corruzione e falso) sono indagati anche il segretario Giuseppe Testa (sua la firma che validò il project) e Livio Radini, ingegnere residente a Lucca che del pontile fu progettista e direttore dei lavori.

L'ex BussolaDomani.
Un meccanismo simile, con Castellacci nella doppia veste di dirigente comunale e consulente di fatto dei privati, sarebbe stato adottato - secondo la Procura - anche nelle procedure del project per la riqualificazione dell'ex Benelli. La società Consorzio Stabile di Milano, infatti, sarebbe riuscita a diventare promoter e realizzatore del progetto grazie ai "buoni uffici" di Castellacci. Di più. L'azienda di Stefano Varia sarebbe stata convinta a non partecipare, con la "promessa" di estendere la convenzione per la gestione dei parcheggi e di poter lavorare per conto del Consorzio Stabile. Infine, la St Engineering avrebbe avuto incarichi dal Consorzio Stabile. Per questo capo di imputazione (corruzione e turbativa d'asta) sono indagati Claudio e Francesco Castellacci, Stefano Varia, Maurizio Mitola (empolese, collaboratore della St), Eugenio Pozzi e Lorenzo Scarpellini (dirigenti del Consorzio Stabile) e il pistoiese Riccardo Chiti (che con la sua azienda avrebbe dovuto curare l'area a verde).

Le scuole.
Il terzo progetto incriminato è quello per i poli scolastici di Lido e Capezzano. Per questo la ditta appaltatrice (l'Unieco di Reggio Emilia) avrebbe preso accordi con Castellacci per "sottostimare" la perizia giurata degli immobili avuti come contropartita per i plessi scolastici. Una manovra che - secondo la Procura - avrebbe portato sul conto della St altri 100.000 euro. Per questi fatti sono indagati, oltre a Castellacci e Stefano Marrucci, anche Giampaolo Ferrari, Luigi Guidetti e Luigi Pierotti, dirigenti di Unieco. Le accuse sono corruzione e falso in atto pubblico.

Gli incarichi.
Un altro filone riguarda gli incarichi affidati a firma di Castellacci. Molti - secondo l'accusa - finiti all'empolese Marrucci come collaudatore di opere pubbliche. Altri, per la gestione del verde pubblico (750mila euro dal 2002 al 2008), andati alla ditta dei fratelli Riccardo e Mario Chiti. In cambio di questi, i Chiti avrebbero curato il giardino della villa di Castellacci a Cerreto Guidi. Altri incarichi sarebbero andati a Livio Radini. Tutti questi personaggi risultano indagati.

I parcheggi fantasma.
Varia, Bigicchi e Pardini sono indagati anche per tentata truffa e abuso edilizio. Secondo la Procura, infatti, avrebbero realizzato in piazza Lemmetti stalli a pagamento senza alcuna autorizzazione.

Il peculato.
Claudio Castellacci, insieme alla dipendente comunale Barbara Rovai, è indagato per peculato in quanto avrebbero usati i telefoni intestati al comune per conversazioni private.

Le società.
Indagate dalla Procura risultano anche le aziende Pontile Project srl, Consorzio Stabile, St Engineering, Chiti Fratelli e Unieco.

La procedura.
Una volta trascorsi i venti giorni per presentare memorie e documenti e richieste di indagine da parte degli accusati la Procura dovrà chiedere i rinvii a giudizio. Da quel momento, la "palla" passerà al giudice per l'udienza preliminare.

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