Il dolore
«L'aria ora è irrespirabile»
Donatella Francesconi
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LA TORBA. Tra le possibili cause Arpat elenca l’incendio della torbaIl messaggio arriva via Sms: 2,45 a Bicchio. No, non è un appuntamento sotto il sole. Ma la registrazione puntuale del cittadino che ha sentito a quell'ora la puzza di rifiuti bruciati. Nella notte tra martedì e mercoledì
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VIAREGGIO. Il messaggio arriva via Sms: 2,45 a Bicchio. No, non è un appuntamento sotto il sole. Ma la registrazione puntuale del cittadino che ha sentito a quell'ora la puzza di rifiuti bruciati. Nella notte tra martedì e mercoledì. «Alle due - racconta Rossella Giusti, ex consigliera comunale, al Campo d'Aviazione non si respirava».
«Ho dovuto chiudere le finestre - continua Giusti, che per Rifondazione è stata anche responsabile del settore ambiente - tanto mi prudeva la gola. È chiedere troppo volere una risposta sulla causa di un fenomeno che si ripete da anni?».
La commissione Varignano ha preso carta e penna ed è tornata a scrivere il 3 agosto scorso a sindaco, vice sindaco, assessore all'ambiente del Comune, ufficio del cittadino del Comune, assessore all'ambiente della Provincia, Arpat Lucca e Pietrasanta, Asl (ufficio igiene ambientale), polizia provinciale. E per conoscenza al sindaco di Massarosa e al suo assessore all'ambiente.
«La commissione, il Comitato del Cotone ed i cittadini del quartiere ex Campo d'Aviazione invitano il sindaco Lunardini a verificare l'origine delle esalazioni maleodoranti che sistematicamente, ogni notte quasi alla stessa ora, da ormai quattro anni investono i cittadini dei suddetti quartieri, particolarmente nei mesi estivi, ma frequentemente anche d'inverno.
Alle legittime domande di chiarimenti poste dai cittadini ai vari uffici preposti al controllo delle fonti di inquinamento - ricorda la commissione - «sono state date le più varie e disparate risposte: falasco che brucia, contadini che incendiano le sterpaglie, torba del lago che arde, incendi a Pioppogatto». E ora, c'è da aggiungere, via Ponchielli bruciata (come da nota Arpat di martedì) e «immigrati che bruciano la plastica per tenere lontano le zanzare» sentita in Comune a Viareggio.
Il dubbio, invece, è che «si tratti di esalazioni "pilotate" da mano umana: mai di giorno, solo di notte o nel tardo pomeriggio, lai le sere del Festival pucciniano, forse per non rischiare di disturbare gli ospiti ed insospettire le autorità. Di certo, per chi le respira quasi ogni sera, la sensazione - confermata anche dalla irritazione delle muscose della gola - farebbe supporre che non siano di origine naturale ma "chimica"». Resta il fatto che «non compete ai residenti individuare i responsabili di queste esalazioni, ma all'amministrazione comunale. Urgente ed obbligatorio è trovarne l'origine per controllare il grado di tossicità e rassicurare tutti quei cittadini che con ansia attendono una risposta da anni».
La commissione chiede «ufficialmente l'intervento del sindaco, responsabile in primis della salute dei propri cittadini perché ci fornisca dati certi sulla vera fonte delle esalazioni e sul possibile grado di tossicità». Assicurando che «ci riserviamo di attuare tutto quanto ci sia consentito qualora non ricevessimo in tempi brevi risposte soddisfacenti riguardo al possibile grado di tossicità e tollerabilità per la salute dei cittadini».
«Ho dovuto chiudere le finestre - continua Giusti, che per Rifondazione è stata anche responsabile del settore ambiente - tanto mi prudeva la gola. È chiedere troppo volere una risposta sulla causa di un fenomeno che si ripete da anni?».
La commissione Varignano ha preso carta e penna ed è tornata a scrivere il 3 agosto scorso a sindaco, vice sindaco, assessore all'ambiente del Comune, ufficio del cittadino del Comune, assessore all'ambiente della Provincia, Arpat Lucca e Pietrasanta, Asl (ufficio igiene ambientale), polizia provinciale. E per conoscenza al sindaco di Massarosa e al suo assessore all'ambiente.
«La commissione, il Comitato del Cotone ed i cittadini del quartiere ex Campo d'Aviazione invitano il sindaco Lunardini a verificare l'origine delle esalazioni maleodoranti che sistematicamente, ogni notte quasi alla stessa ora, da ormai quattro anni investono i cittadini dei suddetti quartieri, particolarmente nei mesi estivi, ma frequentemente anche d'inverno.
Alle legittime domande di chiarimenti poste dai cittadini ai vari uffici preposti al controllo delle fonti di inquinamento - ricorda la commissione - «sono state date le più varie e disparate risposte: falasco che brucia, contadini che incendiano le sterpaglie, torba del lago che arde, incendi a Pioppogatto». E ora, c'è da aggiungere, via Ponchielli bruciata (come da nota Arpat di martedì) e «immigrati che bruciano la plastica per tenere lontano le zanzare» sentita in Comune a Viareggio.
Il dubbio, invece, è che «si tratti di esalazioni "pilotate" da mano umana: mai di giorno, solo di notte o nel tardo pomeriggio, lai le sere del Festival pucciniano, forse per non rischiare di disturbare gli ospiti ed insospettire le autorità. Di certo, per chi le respira quasi ogni sera, la sensazione - confermata anche dalla irritazione delle muscose della gola - farebbe supporre che non siano di origine naturale ma "chimica"». Resta il fatto che «non compete ai residenti individuare i responsabili di queste esalazioni, ma all'amministrazione comunale. Urgente ed obbligatorio è trovarne l'origine per controllare il grado di tossicità e rassicurare tutti quei cittadini che con ansia attendono una risposta da anni».
La commissione chiede «ufficialmente l'intervento del sindaco, responsabile in primis della salute dei propri cittadini perché ci fornisca dati certi sulla vera fonte delle esalazioni e sul possibile grado di tossicità». Assicurando che «ci riserviamo di attuare tutto quanto ci sia consentito qualora non ricevessimo in tempi brevi risposte soddisfacenti riguardo al possibile grado di tossicità e tollerabilità per la salute dei cittadini».
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