La manifestazione
Mamme corrieri della droga
I corrieri della droga erano le mamme. Con figli piccoli al seguito si spostavano in Olanda, Francia, Belgio e Spagna per rifornirsi di sostanze stupefacenti da smerciare in Italia. Sapevano come comportarsi per sviare i sospetti
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VIAREGGIO. I corrieri della droga erano le mamme. Con figli piccoli al seguito si spostavano in Olanda, Francia, Belgio e Spagna per rifornirsi di sostanze stupefacenti da smerciare in Italia. Sapevano come comportarsi per sviare i sospetti, in un caso una di loro - fermata alla stazione ferroviaria di Parigi - è riuscita a distogliere l'attenzione degli agenti dal borsone dentro al quale trasportava tre chili di marijuana.
Alla fine però l'organizzazione, che aveva il nucleo principale a Torino, è stata smantellata dai carabinieri del comando provinciale di Lucca, che complessivamente hanno arrestato 23 persone, sequestrando oltre 4 chili di droga.
Sono stati il colonnello Stefano Ortolani, comandante provinciale dell'Arma, e il tenente Sebastiano Pennisi, comandante del nucleo investigativo, a spiegare l'operazione.
L'indagine, durata un anno, è stata soprannominata Black Eagle (aquila nera) perchè a reggere le fila del traffico di stupefacenti erano soprattutto immigrati senegalesi. Ma nella rete sono finiti anche due lucchesi, un uomo di 44 anni e una donna di 41, che si rifornivano dagli extracomunitari per poi gestire l'attività direttamente.
E proprio monitorando un immigrato, 44 anni, residente a Lucca è partita l'indagine. I carabinieri erano stati infatti insospettiti dal viavai di persone nella sua abitazione: gente, in particolare giovani, che si intratteneva per pochissimi minuti. Questo andirivieni e l'alto tenore di vita dell'immigrato hanno indotto i militari ad avviare un'attività di osservazione e pedinamento dal quale sono emersi i contatti tra l'extracomunitario e i suoi fornitori, i primi anelli di una catena distributiva di stupefacenti.
A dare una svolta all'indagine sono poi arrivati gli arresti di tre corrieri, tra cui una donna. Una giovane 34enne incensurata, dominicana residente a Livorno, che accompagnata dai due figli di 6 e 12 anni era partita in aereo da Pisa per andare in Olanda e tornare due giorni dopo via treno in Toscana. La donna è stata arrestata alla stazione di Viareggio con oltre 3 chili di marijuana nascosti in un borsone.
Anche un altro corriere era una donna, cui l'organizzazione - secondo le indagini dei carabinieri - pagava biglietti aerei o ferroviari, facendola viaggiare con bambini piccoli al seguito, proprio per scongiurare ogni sospetto. Le donne erano state addestrate a fronteggiare ogni situazione, erano preparate ad ingoiare gli ovuli di cocaina, trattenendoli anche per più giorni, fin quando il carico non giungeva al destinatario. Oltre ai due lucchesi, sono tre gli stranieri arrestati a Lucca. Secondo i carabinieri era proprio questo gruppo a rifornire di cocaina, eroina e marijuana i consumatori lucchesi, frequentatori di locali e circoli.
Alla fine però l'organizzazione, che aveva il nucleo principale a Torino, è stata smantellata dai carabinieri del comando provinciale di Lucca, che complessivamente hanno arrestato 23 persone, sequestrando oltre 4 chili di droga.
Sono stati il colonnello Stefano Ortolani, comandante provinciale dell'Arma, e il tenente Sebastiano Pennisi, comandante del nucleo investigativo, a spiegare l'operazione.
L'indagine, durata un anno, è stata soprannominata Black Eagle (aquila nera) perchè a reggere le fila del traffico di stupefacenti erano soprattutto immigrati senegalesi. Ma nella rete sono finiti anche due lucchesi, un uomo di 44 anni e una donna di 41, che si rifornivano dagli extracomunitari per poi gestire l'attività direttamente.
E proprio monitorando un immigrato, 44 anni, residente a Lucca è partita l'indagine. I carabinieri erano stati infatti insospettiti dal viavai di persone nella sua abitazione: gente, in particolare giovani, che si intratteneva per pochissimi minuti. Questo andirivieni e l'alto tenore di vita dell'immigrato hanno indotto i militari ad avviare un'attività di osservazione e pedinamento dal quale sono emersi i contatti tra l'extracomunitario e i suoi fornitori, i primi anelli di una catena distributiva di stupefacenti.
A dare una svolta all'indagine sono poi arrivati gli arresti di tre corrieri, tra cui una donna. Una giovane 34enne incensurata, dominicana residente a Livorno, che accompagnata dai due figli di 6 e 12 anni era partita in aereo da Pisa per andare in Olanda e tornare due giorni dopo via treno in Toscana. La donna è stata arrestata alla stazione di Viareggio con oltre 3 chili di marijuana nascosti in un borsone.
Anche un altro corriere era una donna, cui l'organizzazione - secondo le indagini dei carabinieri - pagava biglietti aerei o ferroviari, facendola viaggiare con bambini piccoli al seguito, proprio per scongiurare ogni sospetto. Le donne erano state addestrate a fronteggiare ogni situazione, erano preparate ad ingoiare gli ovuli di cocaina, trattenendoli anche per più giorni, fin quando il carico non giungeva al destinatario. Oltre ai due lucchesi, sono tre gli stranieri arrestati a Lucca. Secondo i carabinieri era proprio questo gruppo a rifornire di cocaina, eroina e marijuana i consumatori lucchesi, frequentatori di locali e circoli.
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