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TORRE DEL LAGO

Rotonda sotto accusa:«L'incidente di Gianluca poteva essere evitato»

Chiara Sillicani
Rotonda sotto accusa:«L'incidente di Gianluca poteva essere evitato»

Ci sono dolore e tantissima rabbia negli occhi di Serena Orlandi, la giovane moglie di Gianluca Faà. Suo marito, 32 anni, giovedì si è schiantato con la moto alla nuova rotonda a Torre Del Lago: è ricoverato a Pisa, in coma

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TORRE DEL LAGO. Ci sono dolore e tantissima rabbia negli occhi di Serena Orlandi, la giovane moglie di Gianluca Faà. Suo marito, 32 anni, giovedì si è schiantato con la moto alla nuova rotonda a Torre Del Lago: è ricoverato a Pisa, in coma. È la rabbia di chi crede che la tragedia potesse essere evitata. Serena non può dimenticare che quella notte, sull'Aurelia, era completamente buio.
Non ha paura ad esporsi e spiega che «tante cose non vanno o almeno non andavano bene in quella rotonda». Racconta di un cantiere chiuso in fretta, di uno spartitraffico senza catarifrangenti, della sabbia rimasta sull'asfalto, un pericolo per la tenuta di strada della moto. Della totale assenza di cartelli di segnalazione dei lavori. «Si aveva l'impressione che la rotonda non ci fosse e che la viabilità non fosse cambiata. Addirittura - aggiunge - non era stata conclusa l'asfaltatura». Si sarebbe creato uno scalino tra la fascia già asfaltata e quella in cui gli operai non avevano ancora provveduto alla gettata. Le dimensioni della corsia sarebbero state notevolmente ridotte rispetto a quelle attuali. È un attacco, quello della giovane Serena, perché il giorno dopo l'incidente di suo marito - racconta - «tutto è stato risistemato nel migliore dei modi: sono stati messi i cartelli, è stata conclusa l'asfaltatura. Ma io - ci tiene a sottolinearlo - quella notte sono passata da lì e so com'era la situazione». E, nello stesso punto, la sera prima dell'incidente, sempre secondo la Orlandi, sarebbe caduto dal motorino anche un altro ragazzo. Per gli stessi motivi.
Insomma, stando al racconto di Serena, qualcosa in quel cantiere non sarebbe andato per il verso giusto e in due giorni si sarebbero verificati due incidenti. Di chi sono le responsabilità? Fermo restando che i conducenti possono aver commesso un errore, rimane da capire se effettivamente i lavori al cantiere siano stati conclusi in fretta e furia. L'assessore ai lavori pubblici Roberto Bucciarelli e il consigliere Athos Pastechi avevano fatto un sopralluogo alla rotonda e avevano verificato che tutto era stato realizzato nei modi e nei tempi indicati. Ma quando chiamiamo l'assessore per capirne di più, si limita a dire che il committente è Salt. E comincia il rimpallo di responsabilità perché Salt, contattata, non rilascia dichiarazioni.
A realizzare i lavori è stata Coges srl, una ditta del modenese, l'unica che, attraverso l'ingegner Claudio Baschieri, ha la disponibilità e la serietà di rispondere: «abbiamo seguito la normativa in materia di sicurezza e rispettato a pieno le richieste degli enti committenti».
Il resto è silenzio. Solo una cosa è certa: la rotonda quella notte era buia. Lo stesso Pastechi lo conferma: i lampioni non erano ancora stati allacciati alla rete elettrica.

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