Il Tirreno

Versilia

Bene la spiaggia libera del Moletto

Simone Pierotti
Bene la spiaggia libera del Moletto

Lasciato nelle mani degli studenti americani l'arenile della Lecciona, la nostra inchiesta sulle spiagge libere della Versilia prosegue in direzione nord: la prossima tappa è il moletto della Darsena in viale Europa, teatro del Croda, una delle feste estive più attese

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VIAREGGIO. Lasciato nelle mani degli studenti americani l'arenile della Lecciona, la nostra inchiesta sulle spiagge libere della Versilia prosegue in direzione nord: la prossima tappa è il moletto della Darsena in viale Europa, teatro del Croda, una delle feste estive più attese.

La segnaletica.
Scarna, logora e, soprattutto, poco informativa: ecco un primo punto debole della spiaggia libera della Darsena, in confronto alla cartellonistica della Lecciona.
All'ingresso da viale Europa ci imbattiamo subito in tre cartelli, tutti scoloriti dalla luce del sole: uno avverte che all'interno della zona vige il divieto di pesca, gli altri due segnalano il pericolo di strada scivolosa, dovuto alla presenza di sabbia ed acqua, e di caduta dalle banchine poiché sprovviste di parapetto. Attorno giacciono alcuni rifiuti, come cartacce e bottiglie vuote.
Di fatto sono queste le uniche segnalazioni degne di note.
E sorge un primo paradosso: alla Lecciona avvertono preventivamente che non è garantita la sorveglianza (quando, invece, c'è almeno per i mesi di luglio e agosto), in Darsena effettivamente mancano i bagnini e nessun cartello lo comunica.

La spiaggia.
Qui la Darsena recupera qualche punto rispetto all'arenile torrelaghese: in primo luogo, è più facile e veloce da raggiungere anche con la macchina (alla Lecciona, invece, bisogna necessariamente parcheggiare i veicoli a motore sul viale dei Tigli e spesso in maniera caotica).
Appena entrati, poi, fanno la loro comparsa due chioschi ambulanti che vendono bibite, gelati e panini: un paio di punti di ristoro, dunque, che fa da contraltare alla Lecciona, dove invece latitano.
Ma è sulla pulizia che la Darsena vince il confronto diretto: il tratto di spiaggia sabbiosa - ricordiamo che al moletto si trovano anche gli scogli, in prossimità del faro - è interamente disseminato di bidoni della spazzatura (circa una decina).
E, soprattutto, si presenta più pulito e curato: assieme ai consueti «regali» del mare che stracca (bastoncini di legno, mozziconi di sigarette, gusci vuoti di arselle e palle di lavarone), nella sabbia è ovviamente facile rintracciare segni del passaggio della (in)civiltà umana, come tappi di bottiglie e cartacce varie. Da quelle è impossibile salvarsi.
Ma, almeno, non ci si imbatte in grandi tronchi d'albero né, soprattutto, in rifiuti di grosso calibro come frigoriferi abbandonati o altro.
(2 - continua)

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