Il dolore
LIDO
Panoramic, addio hotel:ventidue case vista mare
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Il degrado al Panoramic L’ albergo è abbandonato dal 1997Il Panoramic, l'hotel abbandonato da anni sul lungomare, sarà demolito. E al suo posto, con le stesse volumetrie, sarà ricostruito un edificio che ospiterà 22 appartamenti di lusso, di almeno 130 metri quadri l'uno. È quanto ha stabilito il consiglio comunale adottando il piano di recupero dell'ex struttura ricettiva. Anche se non sono mancate accese polemiche da parte dell'opposizione
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LIDO. Il Panoramic, l'hotel abbandonato da anni sul lungomare, sarà demolito. E al suo posto, con le stesse volumetrie, sarà ricostruito un edificio che ospiterà 22 appartamenti di lusso, di almeno 130 metri quadri l'uno. È quanto ha stabilito il consiglio comunale adottando il piano di recupero dell'ex struttura ricettiva. Anche se non sono mancate accese polemiche da parte dell'opposizione.
L'intervento è previsto dalla variante per lo svincolo alberghiero. Il complesso è di proprietà dell'Immobiliare "Il Giglio", rappresentata da Enzo Giannecchini, nome noto a Camaiore. Costruttore edile, è coinvolto anche nei progetti di recupero dell'ex Carosello e del Magazzeno. Ora la proprietà potrà radere al suolo quello che è solo un cadente cumulo di cemento (è chiuso dal 1997) per farne 22 appartamenti. La decisione del consiglio è stata tutt'altro che scontata. Non certo per la maggioranza convinta che, come ha detto Alberto Matteucci capogruppo di Fi, «a Lido c'è sì bisogno di hotel, ma non certo di strutture cadenti come il Panoramic o come le pensioncine da due camere». Di diverso parere la minoranza. Pd e Rifondazione hanno infatti accusato l'amministrazione Bertola di favorire la speculazione edilizia (visto che quegli appartamenti non saranno alla portata di tutti) e di non incentivare il turismo.
Ma a destare qualche allarme, anche tra i banchi della maggioranza, è stata l'osservazione mossa da Simone Leo (Pd). «Nel documento che approviamo - ha detto - si parla di un volume indicativo. Ma per recuperi di questo tipo la volumetria finale deve corrispondere a quella attuale. E se non abbiamo la certezza della volumetria, cosa approviamo?». A dare una spiegazione il sindaco, supportato dagli architetti Lucchesi e Cinquini. «Siamo certi che la volumetria sia di 10.110 metri cubi. E tale rimarrà anche dopo l'intervento, metro cubo in più o in meno. Si parla di volumetria indicativa solo perché l'immobile è stato oggetto di due condoni». Su questo punto però Leo non si è lasciato convincere: «Il condono del 2009 è una pratica ancora aperta. E riguarda 870 metri cubi che non sono proprio un dettaglio. Nella stessa relazione tecnica inoltre appare chiaro che l'edificio costituirà un aggravio per la viabilità e un pugno in un occhio dal punto di vista paesaggistico». Da qui il voto contrario dell'intera opposizione. «La fretta di chiudere questa pratica - ha detto Marco Mecchi, Pd - è dovuta solo al fatto che senza i 4 milioni di oneri di urbanizzazione che il Comune incasserà non saprebbero come fare il bilancio del prossimo anno».
Sindaco e maggioranza hanno ribadito che questa operazione è solo un tassello del rilancio del litorale. E che sul piano di recupero c'è anche il parere favorevole (con prescrizioni) della conferenza dei servizi: Provincia, Regione, Sovrintendenza. Il resto della discussione (circa 3 ore) è stato solo un reciproco scambio di accuse tra centrodestra e centrosinistra.
L'intervento è previsto dalla variante per lo svincolo alberghiero. Il complesso è di proprietà dell'Immobiliare "Il Giglio", rappresentata da Enzo Giannecchini, nome noto a Camaiore. Costruttore edile, è coinvolto anche nei progetti di recupero dell'ex Carosello e del Magazzeno. Ora la proprietà potrà radere al suolo quello che è solo un cadente cumulo di cemento (è chiuso dal 1997) per farne 22 appartamenti. La decisione del consiglio è stata tutt'altro che scontata. Non certo per la maggioranza convinta che, come ha detto Alberto Matteucci capogruppo di Fi, «a Lido c'è sì bisogno di hotel, ma non certo di strutture cadenti come il Panoramic o come le pensioncine da due camere». Di diverso parere la minoranza. Pd e Rifondazione hanno infatti accusato l'amministrazione Bertola di favorire la speculazione edilizia (visto che quegli appartamenti non saranno alla portata di tutti) e di non incentivare il turismo.
Ma a destare qualche allarme, anche tra i banchi della maggioranza, è stata l'osservazione mossa da Simone Leo (Pd). «Nel documento che approviamo - ha detto - si parla di un volume indicativo. Ma per recuperi di questo tipo la volumetria finale deve corrispondere a quella attuale. E se non abbiamo la certezza della volumetria, cosa approviamo?». A dare una spiegazione il sindaco, supportato dagli architetti Lucchesi e Cinquini. «Siamo certi che la volumetria sia di 10.110 metri cubi. E tale rimarrà anche dopo l'intervento, metro cubo in più o in meno. Si parla di volumetria indicativa solo perché l'immobile è stato oggetto di due condoni». Su questo punto però Leo non si è lasciato convincere: «Il condono del 2009 è una pratica ancora aperta. E riguarda 870 metri cubi che non sono proprio un dettaglio. Nella stessa relazione tecnica inoltre appare chiaro che l'edificio costituirà un aggravio per la viabilità e un pugno in un occhio dal punto di vista paesaggistico». Da qui il voto contrario dell'intera opposizione. «La fretta di chiudere questa pratica - ha detto Marco Mecchi, Pd - è dovuta solo al fatto che senza i 4 milioni di oneri di urbanizzazione che il Comune incasserà non saprebbero come fare il bilancio del prossimo anno».
Sindaco e maggioranza hanno ribadito che questa operazione è solo un tassello del rilancio del litorale. E che sul piano di recupero c'è anche il parere favorevole (con prescrizioni) della conferenza dei servizi: Provincia, Regione, Sovrintendenza. Il resto della discussione (circa 3 ore) è stato solo un reciproco scambio di accuse tra centrodestra e centrosinistra.
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