Sicurezza
Forte dice no ai piccoli appartamenti
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A Forte le case sono ville o villette molto ampie Pochi appartamentiC'è il rischio concreto che, grazie alla nuova legge toscana sugli incentivi, in deroga agli strumenti urbanistici comunali, arrivino al Comune molte richieste di suddividere in piccoli appartamenti da 80 mq le grandi ville, facendo così un regalo alla speculazione. E con le cifre da capogiro che governano il mercato immobiliare di Forte
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FORTE DEI MARMI. C'è il rischio concreto che, grazie alla nuova legge toscana sugli incentivi, in deroga agli strumenti urbanistici comunali, arrivino al Comune molte richieste di suddividere in piccoli appartamenti da 80 mq le grandi ville, facendo così un regalo alla speculazione. E con le cifre da capogiro che governano il mercato immobiliare di Forte.
Ci vuol poco a capire che questa storia potrebbe diventare il sogno, non più proibito, di qualche imprenditore in vena di sfruttare la situazione.
A lanciare l'allarme è Ermindo Tucci, capogruppo del Pdl: «Il sindaco Buratti in più occasioni - sottolinea Tucci - ha manifestato le proprie critiche alla legge regionale sugli incentivi per gli interventi sul patrimonio edilizio esistente, in deroga agli strumenti urbanistici comunali.
Credo però che avrebbe dovuto proporre, in consiglio comunale, una serie di modifiche al nostro regolamento urbanistico per limitare i danni che la legge toscana potrebbe causare all'immagine turistica di Forte e alla sua economia». Il timore è che si moltiplichino gli appartamenti e cambi la tipologia di turista a Forte.
Dividere qualche villa in due o tre appartamenti da 80 mq oppure metter mano ai grandi appartamenti, potrebbe essere molto più di una tentazione per molti. «È un vero problema - continua Tucci - il fatto che la legge permetta di frazionare gli immobili. Il limite regionale è di 50 mq, quello stabilito nel nostro piano è di 80 mq.
Poco importa se noi abbiamo un limite di superficie maggiore (che oggi è applicabile solo nel recupero di edifici esistenti e, comunque, non ai fini del frazionamento). La nostra tipologia edilizia è caratterizzata dalla villa monofamiliare e se tutti, grazie alla legge toscana, proponessero al comune di suddividere in appartamenti di 80 mq la propria villa non solo faremmo un regalo inaspettato alla speculazione edilizia, ma andremmo anche a modificare in modo irreversibile l'immagine stessa del nostro turismo e, di conseguenza, causeremmo danni al sistema economico. Bisogna quindi che l'amministrazione agisca immediatamente - conclude il capogruppo dell'opposizione -, adotti subito i provvedimenti necessari e sia disposta ad accogliere anche i nostri consigli, su questo argomento. Voglio essere chiaro - ha concluso Tucci - non è in gioco la difesa di interessi di parte, si tratta di temi generali che riguardano l'economia e le relazioni sociali, oltre agli schieramenti politici».
Pronta anche la replica dell'assessore all'urbanistica, Michele Molino: «La legge regionale che consente il frazionamento degli immobili è da tempo all'ordine del giorno dei nostri uffici, dal momento che condividiamo le preoccupazioni del consigliere Tucci.
La nuova normativa - spiega Molino - non tiene infatti conto di quei valori paesaggistici che noi intendiamo assolutamente tutelare. E con questo fine, i nostri tecnici ed esperti stanno valutando possibili norme che possano limitare i rischi di questa operazione, cercando di evitare al tempo stesso il congelamento degli interventi edilizi sul territorio.
Ovviamente prendiamo atto della disponibilità dell'opposizione e auspichiamo anche noi una collaborazione del Pdl - conclude l'assessore - dal momento che si tratta di una questione molto importante per la salvaguardia dei nostri valori storici e architettonici».
R.F.
Ci vuol poco a capire che questa storia potrebbe diventare il sogno, non più proibito, di qualche imprenditore in vena di sfruttare la situazione.
A lanciare l'allarme è Ermindo Tucci, capogruppo del Pdl: «Il sindaco Buratti in più occasioni - sottolinea Tucci - ha manifestato le proprie critiche alla legge regionale sugli incentivi per gli interventi sul patrimonio edilizio esistente, in deroga agli strumenti urbanistici comunali.
Credo però che avrebbe dovuto proporre, in consiglio comunale, una serie di modifiche al nostro regolamento urbanistico per limitare i danni che la legge toscana potrebbe causare all'immagine turistica di Forte e alla sua economia». Il timore è che si moltiplichino gli appartamenti e cambi la tipologia di turista a Forte.
Dividere qualche villa in due o tre appartamenti da 80 mq oppure metter mano ai grandi appartamenti, potrebbe essere molto più di una tentazione per molti. «È un vero problema - continua Tucci - il fatto che la legge permetta di frazionare gli immobili. Il limite regionale è di 50 mq, quello stabilito nel nostro piano è di 80 mq.
Poco importa se noi abbiamo un limite di superficie maggiore (che oggi è applicabile solo nel recupero di edifici esistenti e, comunque, non ai fini del frazionamento). La nostra tipologia edilizia è caratterizzata dalla villa monofamiliare e se tutti, grazie alla legge toscana, proponessero al comune di suddividere in appartamenti di 80 mq la propria villa non solo faremmo un regalo inaspettato alla speculazione edilizia, ma andremmo anche a modificare in modo irreversibile l'immagine stessa del nostro turismo e, di conseguenza, causeremmo danni al sistema economico. Bisogna quindi che l'amministrazione agisca immediatamente - conclude il capogruppo dell'opposizione -, adotti subito i provvedimenti necessari e sia disposta ad accogliere anche i nostri consigli, su questo argomento. Voglio essere chiaro - ha concluso Tucci - non è in gioco la difesa di interessi di parte, si tratta di temi generali che riguardano l'economia e le relazioni sociali, oltre agli schieramenti politici».
Pronta anche la replica dell'assessore all'urbanistica, Michele Molino: «La legge regionale che consente il frazionamento degli immobili è da tempo all'ordine del giorno dei nostri uffici, dal momento che condividiamo le preoccupazioni del consigliere Tucci.
La nuova normativa - spiega Molino - non tiene infatti conto di quei valori paesaggistici che noi intendiamo assolutamente tutelare. E con questo fine, i nostri tecnici ed esperti stanno valutando possibili norme che possano limitare i rischi di questa operazione, cercando di evitare al tempo stesso il congelamento degli interventi edilizi sul territorio.
Ovviamente prendiamo atto della disponibilità dell'opposizione e auspichiamo anche noi una collaborazione del Pdl - conclude l'assessore - dal momento che si tratta di una questione molto importante per la salvaguardia dei nostri valori storici e architettonici».
R.F.
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