Finanza
STRAGE DI VIAREGGIO
Via Ponchielli, 58
Letto da Annalisa Mechini
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Siamo appena rientrati in casa. Siamo saliti, io mi sono seduto sul divano per guardare un po' di tv, un telegiornale. Mia moglie ha aperto la finestra e poi si è messa vicino a me. Siamo seduti quando sentiamo un fruscio: non ho mai sentito un rumore simile, così forte. Ho lavorato 32 anni nelle ferrovie, ma quel rumore per me è nuovo. Il divano inizia a tremare e il rumore cambia: sento il rumore di un treno che sbatte nelle traversine.
Quando passa un merci lo riconosco, il rumore è più forte, ma quello non è semplicemente il rumore di un treno, è qualcosa di più, c'è qualcosa che non va. In questo momento capisco che sta per succedere qualcosa di grosso. Abbiamo pensato di uscire di casa, ma aprendo la porta abbiamo visto del fumo, una grossa nube giallognola ci viene incontro, sembra polvere, ma si muove veloce, troppo veloce.
"Qui se non ci muoviamo ci prendiamo un'intossicazione". Pensiamo di dover scappare più rapidamente possibile. Mia moglie afferra il cellulare, io prendo la coperta del divano, e apriamo la porta. Davanti a noi lo scenario è inverosimile: i giardinetti di via Ponchielli sembrano un forno a legna con fiammate alte come i palazzi.
Il fuoco comincia ad essere dappertutto. Non sappiamo da dove scappare, poi ci facciamo coraggio, ci copriamo con la coperta e cominciamo a correre. Mentre scappiamo Carla, mia moglie, non so come, riesce a telefonare a Simone, gli dice che stiamo bene, di stare lontano da casa.
Andare a bere una birra con un vecchio amico, in passeggiata lo ha tenuto fortunatamente lontano dal disastro. Poi chiama anche l'altro nostro figlio, Andrea, e gli dice di non avvicinarsi alla zona per nessun motivo. Abbiamo visto la casa e la macchina prendere fuoco e bruciare.
Di solito se vedi la tua casa bruciare ti agiti, ti disperi. Invece noi scappando eravamo solo felici. Di essere lì. Sani e salvi. Di poterlo raccontare.
Non sapevamo, non potevamo sapere che cosa fosse successo, ma abbiamo capito già da subito che la vera tragedia non aveva toccato noi, ma qualcun altro. Ma vi assicuro che si percepiva di essere dentro una strage.
Mentre scappiamo, i pompieri e i soccorritori corrono dalla parte opposta. Io non so come abbiano fatto, tutto quello che è successo, è successo in pochissimi minuti. Sono stati bravissimi. Ci hanno aiutato molto, non lo dico così per dire, sono stati davvero importanti per tutti noi. Quella notte.
Quando passa un merci lo riconosco, il rumore è più forte, ma quello non è semplicemente il rumore di un treno, è qualcosa di più, c'è qualcosa che non va. In questo momento capisco che sta per succedere qualcosa di grosso. Abbiamo pensato di uscire di casa, ma aprendo la porta abbiamo visto del fumo, una grossa nube giallognola ci viene incontro, sembra polvere, ma si muove veloce, troppo veloce.
"Qui se non ci muoviamo ci prendiamo un'intossicazione". Pensiamo di dover scappare più rapidamente possibile. Mia moglie afferra il cellulare, io prendo la coperta del divano, e apriamo la porta. Davanti a noi lo scenario è inverosimile: i giardinetti di via Ponchielli sembrano un forno a legna con fiammate alte come i palazzi.
Il fuoco comincia ad essere dappertutto. Non sappiamo da dove scappare, poi ci facciamo coraggio, ci copriamo con la coperta e cominciamo a correre. Mentre scappiamo Carla, mia moglie, non so come, riesce a telefonare a Simone, gli dice che stiamo bene, di stare lontano da casa.
Andare a bere una birra con un vecchio amico, in passeggiata lo ha tenuto fortunatamente lontano dal disastro. Poi chiama anche l'altro nostro figlio, Andrea, e gli dice di non avvicinarsi alla zona per nessun motivo. Abbiamo visto la casa e la macchina prendere fuoco e bruciare.
Di solito se vedi la tua casa bruciare ti agiti, ti disperi. Invece noi scappando eravamo solo felici. Di essere lì. Sani e salvi. Di poterlo raccontare.
Non sapevamo, non potevamo sapere che cosa fosse successo, ma abbiamo capito già da subito che la vera tragedia non aveva toccato noi, ma qualcun altro. Ma vi assicuro che si percepiva di essere dentro una strage.
Mentre scappiamo, i pompieri e i soccorritori corrono dalla parte opposta. Io non so come abbiano fatto, tutto quello che è successo, è successo in pochissimi minuti. Sono stati bravissimi. Ci hanno aiutato molto, non lo dico così per dire, sono stati davvero importanti per tutti noi. Quella notte.
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