Il Tirreno

Versilia

STRAGE DI VIAREGGIO

Via Ponchielli, 20

Ilaria e Michela Mazzoni. Letto da Rossana Casale

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Ilaria e Michela vivono insieme da un po'. Lo stesso appartamento, ma diviso a metà: insieme, ma indipendenti, come nella vita. Ilaria e Michela hanno un passato di quelli dolorosi, di quelli che ti insegnano a non farti troppe domande... -che le risposte spesso non le trovi.-

Quando erano ancora due bambine, il loro nonno era scomparso in mare, insieme al resto dell'equipaggio di una vecchia nave. Poi il destino decise di portarsi via anche Giuseppe, loro padre. Ma anche questa volta, le due sorelle con l'aiuto della madre, riuscirono a superare il dolore e a tornare a vivere.

La morte del padre unì le ragazze in maniera indissolubile. Anche la loro mamma, Pina riuscì a rifarsi una vita. Nel 2000 conobbe Andrea, un uomo buono e dolce che si prese cura non solo di lei, ma con il passare del tempo, anche delle sue figlie...che presto lo chiamarono "PAPINO".

Un anno fa il dolore si ripresentò: In punto di morte, il 26 Giugno scorso, Pina chiese di poter sposare Andrea. Riuscirono a celebrare il matrimonio ma il giorno dopo, il 27 Giugno, la mamma morì.

Il dolore non va mai via, ma si impara a sopportarlo. Così Ilaria e Michela hanno fatto anche questa volta, senza mollare. Le vite delle due ragazze sembravano aver preso diverse direzioni:
hanno vissuto per un po' di tempo da sole, ma poi si sono ritrovate in via Ponchielli.

Andrea va spesso a trovarle, si sentono quasi tutti i giorni, sono legati, tanto che hanno chiesto al proprietario della casa di affittare anche un'altra ala per poter condividere anche con lui quell'appartamento.

Tengono molto alla loro indipendenza, tanto che quando Andrea vuole regalare loro qualcosa, deve fare delle sorprese, altrimenti loro non accetterebbero mai. Ilaria ha trentasei anni, è direttrice all'hotel London ed ama molto quello che fa, è molto precisa nel lavoro, forse troppo, tanto che i colleghi, a volte per scherzo, la chiamano Signorina Rottermaier.

Suo sorella Michela, ha tre anni meno di lei e fa la baby- sitter, da due anni e mezzo si occupa di Andrea, un bimbo di sette anni che ormai l'ha soprannominata Palla, perchè fa bene la rana. Ama sentir suonare la chitarra, la musica straniera e De Andrè, ama tanto leggere, sembra non si stanchi mai. In casa a cucinare è Michela, si diverte, le piace.

Ilaria ne gode in silenzio, soffre solo quando le due bisticciano e Michela si vendica cucinando solo per se stessa. Sono due ragazze diverse, unite da un legame fortissimo, fondamentali l'una per l'altra. "Senza te saremmo perse papino. Sei il nostro angelo e il nostro papà. Ci spiace di farti soffrire ma siamo tue figlie speriamo di portarti tanta gioia. Ti vogliamo tantissimo di quel bene che non ci sono parole e siamo fortunatissime ad averti come padre".

Hanno scritto ad Andrea la sera del 27 giugno ma quella sera sono in casa entrambe. Quella sera sono in casa anche se tutti gli amici, speravano che fossero uscite, come spesso    capitava. Quella sera sono in casa anche se Ilaria avrebbe dovuto lavorare, ma poi un cambio-turno le aveva     lasciato la sera libera.

Quella sera sono in casa anche se Michela doveva lavorare, ma aveva poi tenuto il bimbo di   pomeriggio e la sera le era stata lasciata libera. Quella sera i loro cellulari avrebbero squillato centinaia di volte se fossero stati accesi. Quella sera tutti hanno provato a chiamarle: tutti che speravano il meglio e temevano il peggio.

Forse oggi, noi che non le conoscevamo, possiamo imparare da loro la cosa più semplice... Ilaria e Michela lo avevano imparato da sole, tanto tempo fa: Inutile porsi alcune domande... che le risposte spesso non le trovi.

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