Il Tirreno

Versilia

La strage di Viareggio
STRAGE DI VIAREGGIO

Via Ponchielli, 17

Abdullatif e Nouredine Boumalhaf. Letto da Barbara Cupisti

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Questa è la storia di una famiglia allargata, e non perchè si parla di coppie con molti matrimoni e figli al seguito, bensì perchè è la storia di una casa, in cui convivevano tante storie. E si sa che se i tuoi parenti sono lontani, chi ti è vicino, spesso diventa la tua famiglia.

Abdullatif e Nouredine sono nati a Marrakech, rispettivamente 34 e 29 anni fa. Nouredine è arrivato in Italia per primo, pur essendo il più giovane dei due. E siccome nessuno riesce a pronunciare il suo nome, è stato soprannominato Zidane.

Ma la storia incredibile di questa "famiglia" comincia quando giunge in Italia anche Abdullatif nel 2003. Arriva e si iscrive ad un corso serale di italiano. Tra gli altri iscritti c'è Wilmer, un ragazzo dell'Equador arrivato, anche lui, da poco in Italia. Wilmer guarda un po' da lontano quello che succede in quella classe: c'è un gruppetto, capeggiato da Abdullatif, che ride e riesce a rendere meno noiose le ore di lezione per tutti.

Wilmer vorrebbe fare conoscenza, ma ha un po' paura, del restotutti gli avevo raccomandato di stare attento a marocchini ed albanesi...

Un sera Wilmer ed Abdull arrivano a lezione in anticipo. Quando Wilmer scopre che l'altro parla spagnolo, si lascia andare in un abbraccio: da tanto non riusciva a parlare la sua lingua. Poi un giorno Abdull e un amico marocchino lo invitano a fare una passeggiata: parlano tre lingue: un po' spagnolo, un po' italiano e un po' marocchino. Ma è in questi momenti, quando non capisce che cosa si dicono, Wilmer si ricorda le raccomandazioni: "Attento ai marocchini e agli albanesi!"

Così lentamente, cercando di non farsi vedere, prima si toglie l'orologio, poi sposta il portafogli da una tasca all'altra. E Abdull: "Ma sei scemo? Pensi che ti rubi le cose?". Una risata e la loro amicizia ha inizio. Ben presto la compagnia si allarga. Cominciano ad uscire con loro anche diversi amici: Zidane, le sorelle di Wilmer, e anche Andrea e Nicola, gli unici amici italiani della "famiglia"!

Poi l'amicizia diventa anche convivenza, cambiano diverse case, cercando di stare sempre tutti insieme. Le preoccupazioni sono tante: dalle fami  glie lontane, ai permessi di soggiorno che tardavano ad arrivare. Ma finalmente, nel 2007 riescono ad essere tutti in regola. I vari spostamenti da una città all'altra per lavoro, fanno sì che nella casa di via Ponchielli vivessero quattro di loro: Abdullatif e Zidane.

E poi Elizabeth, sorella di Wilmer, e Magdalena, una loro amica, anch'essa dell'Equador. Da poco poi è arrivato anche Rachid, cugino dei due fratelli, entrato subito a far parte della grande famiglia. Si parla di grande famiglia perchè sono davvero uniti i ragazzi, pur essendo diversi: Abdullatif è un giocherellone, ama giocare a calcio e in Italia si trova così bene che non desidera tornare a vivere in Marocco.

Nauredine invece in Marocco ci vuole tornare, è lì che vorrebbe aprire la sua panetteria. Elizabet è madre di Damian (11 anni) e Jessica (16) di cui si occupa a distanza. È arrivata in Italia proprio per cercare di poter garantire loro un futuro migliore. Ama l'Italia, la musica italiana, adora ballare ed è la più spiritosa di tutta la casa. Da quando è in Italia frequenta Andrea, un ragazzo che aveva conosciuto in Equador, quando faceva la guida turistica.

E Magdalena, anche lei mamma di tre figlioli: Victor Manuel (21 anni ), Leslie (18) e Jessica (14). Molto religiosa prega spesso per i suoi figli. Ama il cinema, la pizza e la cucina. Ama stare in compagnia, forse perchè abituata in una famiglia numerosissima.

E infine Rachid, l'ultimo arrivato, un tipo schivo e riservato, parla poco, come se avesse paura di disturbare. È molto religioso, Ama cucinare e spesso prepara la cena per tutti. In quell'appartamento vige il rispetto. Ci sono abitudini diverse, credi diversi, usanze diverse. E tutte vengono rispettate: festeggiano tutti insieme il Ramadan e poi il Natale. E ci si occupa, gli uni degli altri, come si fa con i propri fratelli. Il 29 Giugno Nouredine, che da un po' è via, torna dal Marocco.

Il 29 Giugno Nouredine alle 11 è ancora a Marrakech. Il 29 Giugno Abdellatif alle 11 è a Viareggio. Durante la mattinata riceve la telefonata di suo fratello che sta per prendere l'aereo. Alle 15 Nouredine arriva a Malpensa. Abdellatif nel pomeriggio, va a casa del suo amico Ali, giocano a ramino e vince. Durante la partita riceve la chiamata di Nouredine, che lo avvisa di essere arrivato a Milano.

Abdull decide di organizzare una cena di bentornato per suo fratello e raduna tutti gli amici. Alle 17 Nouredine prende il treno. Abdellatif torna a casa, poco dopo Ali si presenta a casa sua per la rivincita, insieme ad Imran, suo figlio, di tre anni. Questa volta è Ali a vincere. Durante la partita riceve la chiamata di Nouredine, che lo avvisa di essere sul treno. Alle 21 Nouredine arriva a Viareggio e il suo primo pensiero è quello di chiamare i genitori a Marrakech per avvertirli che tutto è andato bene, che è arrivato.

Durante la partita Alì riceve la telefonata di sua moglie che lo sgrida e gli dice che è tardi e che è ora di tornare a casa per la cena. È una sera tranquilla in via Ponchielli 17. Tante chiacchiere, una buona cena, e la gioia di poter stare tutti insieme. Sono a tavola i cinque amici. Sono a tavola quando sentono un rumore strano, non capiscono subito. Forse un treno, un incidente sulla ferrovia?

Sono a tavola e non hanno il tempo di rendersi conto: lo scoppio li coglie all'improvviso, così come il fuoco. In un attimo la tragedia. Dei cinque amici nessuno muore sul colpo. I loro corpi vengono trasferiti in diversi ospedali, hanno ustioni gravi e lentamente, uno dopo l'altro si spengono. Rimane soltanto Elizabeth, ricoverata in ospedale, che continua a lottare.

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