Il Tirreno

Versilia

La strage di Viareggio
strage di Viareggio

Una notte di sosta

Malek Martin. Letto da Paolo Brosio

2 MINUTI DI LETTURA





Era arrivato a Viareggio proprio la sera del 29 Giugno, come tappa intermedia di un lungo viaggio che lo aveva portato dalla Polonia in Italia. Come aveva già fatto altre volte in passato, aveva parcheggiato nella piazzola di sosta per TIR che si trova alle spalle del supermercato Pam, proprio di fianco al muro della ferrovia. Si era preparato per la notte. Avrebbe dormito nella cabina del suo camion, come era abituato a fare quando era costretto a macinare chilometri e chilometri sull'asfalto.

Non poteva sapere che al di là del muro, a meno di 50 metri in linea d'aria si sarebbe verificato il disastro ferroviario.

"Ho visto una luce azzurra e poi all'improvviso le fiamme mi sono arrivate addosso" aveva detto ai primi soccorritori mentre cercava di mettersi in salvo.

Le fiamme avevano interamente avvolto la cabina di guida. Lo hanno visto scendere e poi, in un disperato gesto di coraggio, è rimontato al posto di guida per cercare di spostare l'automezzo.

L'autista polacco, è stato portato all'ospedale Versilia e di qui successivamente trasferito al CTO di Torino, dove è stato sedato e intubato.

"Amore, sono Malek, ho avuto un incidente. Venite a prendermi all'ospedale di Torino. Ora i dottori mi addormentano, non vi preoccupate, vi voglio bene..."

Piangeva, gli si leggeva il terrore e la disperazione negli occhi, hanno detto i dottori del CTO di Torino, dove è ricoverato Malek Martin, il trentaduenne autista polacco di un'autocisterna che nella notte dell'esplosione è stato investito in pieno da una terribile fiammata.

Prima di essere sottoposto a coma farmacologico, ha potuto telefonare a casa in Polonia e parlare con la sua famiglia. Adesso è molto grave,in prognosi riservata in sala di rianimazione, con ustioni di secondo e terzo grado, sul 40% del corpo.

"È stato orribile. Quando il camionista è sceso a terra -ha detto Piero di Maio, uno dei primi soccorritori giunti sul posto- aveva le braccia completamente in fiamme.

Gli abbiamo gettato addosso una coperta e lo abbiamo portato in salvo.

Continuava a ripeterci  di allontanarci dal camion, evidentemente temeva che potesse esplodere anche quello."

Qualche giorno fa pare sia stato visto iniziare a deambulare con l'aiuto di un girello nei corridoi di un ospedale.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web