Sicurezza
STRAGE DI VIAREGGIO
Porta Pietrasanta, 36
Stafania, Marco, Leonardo, Luca e Lorenzo Piagentini. Letto da Giorgio Panariello
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Stefania e Marco sono nati a Viareggio. Si sono conosciuti, si sono innamorati e sono stati fidanzati molti anni prima di sposarsi nel 1996. Dopo pochi anni, è nato Leonardo (8 anni), e a seguire Luca (5) e Lorenzo (2).
I Piagentini sono una famiglia felice, sono uniti e insieme affrontano la vita. Marco lavora da anni alla Gifas di Pian del Quercione, un'azienda di materiali elettrici, lì tutti lo conoscono per quello che è: un gran lavoratore, ma prima di tutto un papà.
Nemmeno Stefania si è mai tirata indietro quando si trattava di faticare, ma, quando la stireria in cui lavorava ha chiuso, lei e Marco hanno deciso insieme che almeno per un po' avrebbe potuto fare la mamma a tempo pieno.
Occuparsi dei suoi tre bambini è il lavoro più bello.Da un po' Stefania e Marco stanno pensando di cambiare casa, ma dopo molti tentativi andati male, si sono arresi all'idea di restare lì: anche nonno Roberto, padre di Marco, aveva proposto di fare un cambio tra le due case, ma in fondo i Piagentini stanno bene nella loro casetta, anche se bisognerà risparmiare un po' per metterla a posto...
È finalmente tempo di vacanza e la spiaggia e la bella stagione non fanno pesare l'idea di dover restare in città: un ombrellone al bagno Sole, due biciclette coi seggiolini e tutti pimpanti si va al mare! Quella sera, come ogni sera, dopo una bella cena tutti insieme, partono i riti pre-nanna: "Bambini a letto presto, domani si va al mare!"
Pigiamini, spazzolini e dentifrici e la solita formazione: Lorenzo nella culla vicino alla mamma, Luca nel lettone e Leonardo in camera sua. Lui oramai è un ometto!Anche Stefania va a letto, come se quella raccomandazione valesse anche per lei. Marco invece resta ancora un po' sul divano. Sembra una serata come tante in quella casa.
Marco è in salotto, come tutte le sere, a vedere la TV, Stefania con Luca e il piccolo Lorenzo sono a dormire in camera nel lettone e Leonardo è in camerina. Poi un tonfo sordo, profondo, inquietante. Stefania si alza. Marco è al piano terra in salotto. Nessuno capisce cosa stia succedendo:
"Mettiamo i bambini in macchina e scappiamo!" Marco sale a prendere Luca e lo porta nell'auto, parcheggiata davanti casa. Nello stesso tempo Stefania prende Lorenzo, scende le scale e si avvia anche lei verso la macchina. Quando Marco sta rientrando in casa per andare a prendere Leonardo, l'unico rimasto in casa e Stefania attraversa la strada per rifugiarsi in macchina, una seconda esplosione provoca l'inferno.
Cambio luce.
"Maria Antonietta mi ha detto che era scoppiata una bomba vicino alla stazione, e che Stefania e Marco non rispondevano. - racconta nonno Roberto. Di solito vado a piedi da loro, ma la passerella non c'era più, quindi sono tornato a casa di corsa e ho preso la bicicletta. "Sono il nonno, sono il nonno, devo passare!" grido. Ma non vogliono farmi entrare.
Riesco ad oltrepassare il blocco. Vedo la casa crollata, ed ho un mancamento. Mi ritrovo in ginocchio sul marciapiede. Continuo a gridare: " Mi comporto male, grido come una bestia, me ne rendo conto, ma non posso farne a meno." Poi mi accorgo che la stanza dei bimbi è ancora in piedi.
Sento qualcuno che dice che un bambino è stato portato via, ma i conti non mi tornano. Mio genero, che è infermiere, si rende conto che Lorenzo e Stefania sono già in ospedale. Continuano a mancarmi Marco e due bimbi. I vigili del fuoco non si fermano, scavano di continuo.
Ad un certo punto dalle macerie tirano fuori Marco, è vivo! Lo caricano su un ambulanza e lo portano via. Devono continuare a cercare i bambini. Tolgono detriti su detriti, ad un certo punto, dietro di loro, una catena umana di quaranta persone, si passa i secchi con i resti di quella casa. Mi arriva una voce che mi dice che un bambino è stato portato via. "Mancano due bambini, mancano due bambini!" continuavo a gridare.
Sul posto arriva anche l'unità cinofila. I vigili decidono di provare a cercare tra i resti della casa rimasta in piedi, prendono una scala e un vigile sale. "Una barella, una barella!" Erano le parole più belle dell'intera nottata, fino a quando non ho sentito un vigile gridare: "Parla, parla!" E il cuore mi si è aperto. Lo voglio vedere, ma non me lo permettono. E io mi agito ancora di più.
Passano ore prima che io possa vederlo. Mi dice: "Oh, nonno, sto bene!" Continuava a mancarmi un bimbo. Nessuno mi voleva dire nulla. Poi hanno cambiato sistema. Alle sette del mattino ho visto un telo bianco, e il magistrato vicino alla macchina di mio figlio e ho capito." Leonardo sta bene, ma è il solo. Nessuno potrà raccontargli di quella notte.
Nessuno potrà essere certo di dire la cosa giusta. Nessuno. Di sicuro c'è il bene che tutta la famiglia vuole a Leonardo. Di sicuro c'è che tutti oggi vogliono combattere insieme a Marco, perchè lui ce la faccia.
CHIAMALEOLULO39
Sembra una parola senza senso e per il mio pc è semplicemente una password. Ma per me in queste 13 lettere e 2 numeri c'è la mia vita. Le iniziali dei miei nipoti e l'anno di nascita di mio padre, che non c'è più. Chiara, Matteo, Leonardo, Luca e Lorenzo... semplicemente la mia vita... Nella mia vita spesso sono caduto e solo grazie a loro sono riuscito a rialzarmi...
Considerandoli mie nipoti sento che viene un po' sminuito il mio amore per loro... L'amore non può essere schematizzato in base al rapporto di parentela... Io li AMO... Luca e Lorenzo... il "pantera" e il "panterino" o "sarsiccio", vista la sua stazza...Erano conosciuti da tutte le persone che mi stanno intorno perché era mia consuetudine fare vedere le foto a tutti... per ogni genitore il proprio figlio è il più bello di tutti... ma 3 bambini, uno castano chiaro con una chiazza bionda in testa (Leo), uno rosso mesciato (Luca) e uno moro (Lorenzo) vivaci, sorridenti e con una tanta voglia di vivere... erano uno spettacolo...
Luca un po' più riservato, infatti soprannominato "il pantera", per la sua "ghigna" ma che poi bastava farlo giocare un attimo perché quel caschetto rosso diventasse una calamita per tutte le persone... Lorenzo aveva il sorriso perennemente stampato sul viso... ogni tanto mi capitava di andare a trovare mia sorella sul mare e quando lo portavo sulla riva a fare le "polpette", come le chiamava lui, di sabbia, molte persone si fermavano ad ammirarlo rimanendo stupite di quel bell'ometto nel corpo di un bambino, di quel sorriso che non finirò mai di nominarlo, che scacciava qualunque malumore...
Come fare a descrivere due splendidi bambini con parole? Forse con un elettrocardiogramma sarebbe più facile... Stefania, per tutti noi Stefy... sicuramente ha vissuto al 100%... Una delle 3 perle... come ci chiama mia madre, noi siamo le sue 3 perle... amava la libertà, il mare e i viaggi... fino da quando aveva 14 anni la libertà, in questo caso economica, l'ha portata a lavorare... non ha mai pesato sulla famiglia, la prima macchina, vestiti, vizi, ecc... era tutto merito suo... Il mare era la sua vita... a settembre non sapevamo più di che nazionalità fosse... marocchina, africana, bo?
Amava viaggiare... sarebbe stata sempre in viaggio... America, Tunisia, Egitto, Francia, ecc... anche in questo si vedeva la sua voglia di vivere... Quando è venuto a mancare nostro padre nel 2000, la Stefy ha perso un po' la sua "energia"... era innamorata di Brunello, il nostro papi... quello che nella sua voglia di libertà l'ha sempre sostenuta... aveva un debole per la Stefy... per diverso tempo ha continuato ad andare quotidianamente al cimitero a trovarlo... ma quando nel 2001 è nato Leonardo anche lei è "ripartita"... questo amore per il padre l'ha trasmesso a Leonardo, che anche oggi dice:" Io sono venuto al mondo grazie al nonno Bruno".
Mentre per la Maria Antonietta, l'altra mia sorella, mi sono sentito utile nella sua vita, con la Stefy questo non mi è successo... non ha mai avuto bisogno di niente... grazie alla sua determinazione, al suo amore per Marco e per i bimbi, è riuscita in tutto...
Adesso non riesco a guardare avanti, ma sicuramente non mollerò per il tuo Leonardo e il tuo Marco... Stefania ti amo, Luca ti amo, Lorenzo ti amo... Ps. Mentre per la Stefy e Lorenzo sono riuscito ad "accompagnarli" verso la morte, non riesco a perdonarmi l'averti lasciato solo Luca. Scusami...
FORZA MARCO... LEO TI ASPETTA...
I Piagentini sono una famiglia felice, sono uniti e insieme affrontano la vita. Marco lavora da anni alla Gifas di Pian del Quercione, un'azienda di materiali elettrici, lì tutti lo conoscono per quello che è: un gran lavoratore, ma prima di tutto un papà.
Nemmeno Stefania si è mai tirata indietro quando si trattava di faticare, ma, quando la stireria in cui lavorava ha chiuso, lei e Marco hanno deciso insieme che almeno per un po' avrebbe potuto fare la mamma a tempo pieno.
Occuparsi dei suoi tre bambini è il lavoro più bello.Da un po' Stefania e Marco stanno pensando di cambiare casa, ma dopo molti tentativi andati male, si sono arresi all'idea di restare lì: anche nonno Roberto, padre di Marco, aveva proposto di fare un cambio tra le due case, ma in fondo i Piagentini stanno bene nella loro casetta, anche se bisognerà risparmiare un po' per metterla a posto...
È finalmente tempo di vacanza e la spiaggia e la bella stagione non fanno pesare l'idea di dover restare in città: un ombrellone al bagno Sole, due biciclette coi seggiolini e tutti pimpanti si va al mare! Quella sera, come ogni sera, dopo una bella cena tutti insieme, partono i riti pre-nanna: "Bambini a letto presto, domani si va al mare!"
Pigiamini, spazzolini e dentifrici e la solita formazione: Lorenzo nella culla vicino alla mamma, Luca nel lettone e Leonardo in camera sua. Lui oramai è un ometto!Anche Stefania va a letto, come se quella raccomandazione valesse anche per lei. Marco invece resta ancora un po' sul divano. Sembra una serata come tante in quella casa.
Marco è in salotto, come tutte le sere, a vedere la TV, Stefania con Luca e il piccolo Lorenzo sono a dormire in camera nel lettone e Leonardo è in camerina. Poi un tonfo sordo, profondo, inquietante. Stefania si alza. Marco è al piano terra in salotto. Nessuno capisce cosa stia succedendo:
"Mettiamo i bambini in macchina e scappiamo!" Marco sale a prendere Luca e lo porta nell'auto, parcheggiata davanti casa. Nello stesso tempo Stefania prende Lorenzo, scende le scale e si avvia anche lei verso la macchina. Quando Marco sta rientrando in casa per andare a prendere Leonardo, l'unico rimasto in casa e Stefania attraversa la strada per rifugiarsi in macchina, una seconda esplosione provoca l'inferno.
"Maria Antonietta mi ha detto che era scoppiata una bomba vicino alla stazione, e che Stefania e Marco non rispondevano. - racconta nonno Roberto. Di solito vado a piedi da loro, ma la passerella non c'era più, quindi sono tornato a casa di corsa e ho preso la bicicletta. "Sono il nonno, sono il nonno, devo passare!" grido. Ma non vogliono farmi entrare.
Riesco ad oltrepassare il blocco. Vedo la casa crollata, ed ho un mancamento. Mi ritrovo in ginocchio sul marciapiede. Continuo a gridare: " Mi comporto male, grido come una bestia, me ne rendo conto, ma non posso farne a meno." Poi mi accorgo che la stanza dei bimbi è ancora in piedi.
Sento qualcuno che dice che un bambino è stato portato via, ma i conti non mi tornano. Mio genero, che è infermiere, si rende conto che Lorenzo e Stefania sono già in ospedale. Continuano a mancarmi Marco e due bimbi. I vigili del fuoco non si fermano, scavano di continuo.
Ad un certo punto dalle macerie tirano fuori Marco, è vivo! Lo caricano su un ambulanza e lo portano via. Devono continuare a cercare i bambini. Tolgono detriti su detriti, ad un certo punto, dietro di loro, una catena umana di quaranta persone, si passa i secchi con i resti di quella casa. Mi arriva una voce che mi dice che un bambino è stato portato via. "Mancano due bambini, mancano due bambini!" continuavo a gridare.
Sul posto arriva anche l'unità cinofila. I vigili decidono di provare a cercare tra i resti della casa rimasta in piedi, prendono una scala e un vigile sale. "Una barella, una barella!" Erano le parole più belle dell'intera nottata, fino a quando non ho sentito un vigile gridare: "Parla, parla!" E il cuore mi si è aperto. Lo voglio vedere, ma non me lo permettono. E io mi agito ancora di più.
Passano ore prima che io possa vederlo. Mi dice: "Oh, nonno, sto bene!" Continuava a mancarmi un bimbo. Nessuno mi voleva dire nulla. Poi hanno cambiato sistema. Alle sette del mattino ho visto un telo bianco, e il magistrato vicino alla macchina di mio figlio e ho capito." Leonardo sta bene, ma è il solo. Nessuno potrà raccontargli di quella notte.
Nessuno potrà essere certo di dire la cosa giusta. Nessuno. Di sicuro c'è il bene che tutta la famiglia vuole a Leonardo. Di sicuro c'è che tutti oggi vogliono combattere insieme a Marco, perchè lui ce la faccia.
CHIAMALEOLULO39
Sembra una parola senza senso e per il mio pc è semplicemente una password. Ma per me in queste 13 lettere e 2 numeri c'è la mia vita. Le iniziali dei miei nipoti e l'anno di nascita di mio padre, che non c'è più. Chiara, Matteo, Leonardo, Luca e Lorenzo... semplicemente la mia vita... Nella mia vita spesso sono caduto e solo grazie a loro sono riuscito a rialzarmi...
Considerandoli mie nipoti sento che viene un po' sminuito il mio amore per loro... L'amore non può essere schematizzato in base al rapporto di parentela... Io li AMO... Luca e Lorenzo... il "pantera" e il "panterino" o "sarsiccio", vista la sua stazza...Erano conosciuti da tutte le persone che mi stanno intorno perché era mia consuetudine fare vedere le foto a tutti... per ogni genitore il proprio figlio è il più bello di tutti... ma 3 bambini, uno castano chiaro con una chiazza bionda in testa (Leo), uno rosso mesciato (Luca) e uno moro (Lorenzo) vivaci, sorridenti e con una tanta voglia di vivere... erano uno spettacolo...
Luca un po' più riservato, infatti soprannominato "il pantera", per la sua "ghigna" ma che poi bastava farlo giocare un attimo perché quel caschetto rosso diventasse una calamita per tutte le persone... Lorenzo aveva il sorriso perennemente stampato sul viso... ogni tanto mi capitava di andare a trovare mia sorella sul mare e quando lo portavo sulla riva a fare le "polpette", come le chiamava lui, di sabbia, molte persone si fermavano ad ammirarlo rimanendo stupite di quel bell'ometto nel corpo di un bambino, di quel sorriso che non finirò mai di nominarlo, che scacciava qualunque malumore...
Come fare a descrivere due splendidi bambini con parole? Forse con un elettrocardiogramma sarebbe più facile... Stefania, per tutti noi Stefy... sicuramente ha vissuto al 100%... Una delle 3 perle... come ci chiama mia madre, noi siamo le sue 3 perle... amava la libertà, il mare e i viaggi... fino da quando aveva 14 anni la libertà, in questo caso economica, l'ha portata a lavorare... non ha mai pesato sulla famiglia, la prima macchina, vestiti, vizi, ecc... era tutto merito suo... Il mare era la sua vita... a settembre non sapevamo più di che nazionalità fosse... marocchina, africana, bo?
Amava viaggiare... sarebbe stata sempre in viaggio... America, Tunisia, Egitto, Francia, ecc... anche in questo si vedeva la sua voglia di vivere... Quando è venuto a mancare nostro padre nel 2000, la Stefy ha perso un po' la sua "energia"... era innamorata di Brunello, il nostro papi... quello che nella sua voglia di libertà l'ha sempre sostenuta... aveva un debole per la Stefy... per diverso tempo ha continuato ad andare quotidianamente al cimitero a trovarlo... ma quando nel 2001 è nato Leonardo anche lei è "ripartita"... questo amore per il padre l'ha trasmesso a Leonardo, che anche oggi dice:" Io sono venuto al mondo grazie al nonno Bruno".
Mentre per la Maria Antonietta, l'altra mia sorella, mi sono sentito utile nella sua vita, con la Stefy questo non mi è successo... non ha mai avuto bisogno di niente... grazie alla sua determinazione, al suo amore per Marco e per i bimbi, è riuscita in tutto...
Adesso non riesco a guardare avanti, ma sicuramente non mollerò per il tuo Leonardo e il tuo Marco... Stefania ti amo, Luca ti amo, Lorenzo ti amo... Ps. Mentre per la Stefy e Lorenzo sono riuscito ad "accompagnarli" verso la morte, non riesco a perdonarmi l'averti lasciato solo Luca. Scusami...
FORZA MARCO... LEO TI ASPETTA...
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