Il Tirreno

Versilia

La strage di Viareggio
strage di Viareggio



























Claudio e Nadia trovati abbracciati

Testo letto da Marcello Lippi

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Via Ponchielli 19.

Nadia è di Lucca.

Il suo sogno di sposare un viareggino nasce durante le estati che fin da bambina ha trascorso a Viareggio: si è innamorata del mare, della gente, della passeggiata. Quando ha 18 anni poi, si innamora di un ragazzo, Claudio che a Viareggio è nato e vissuto sempre. Un amore folle il loro, che due anni dopo si corona prima con il matrimonio a Viareggio l'8 aprile 1972 e successivamente con la nascita dei due figli Laura e Luca.

Claudio lavora alla Salt, Nadia si occupa dei ragazzi. Le spese sono tante, tra scuola e università, ma dopo tanti anni di sacrifici Nadia e Claudio riescono finalmente a comprare una bella casa in zona campo d'aviazione.

I ragazzi ormai sono grandi. E quando Claudio va in pensione non pensa alla liquidazione come all'occasione per andare in vacanza. Nadia e Claudio non ne hanno bisogno. Lei lo dice sempre ai suoi figli: "Se stai bene con una persona non importa dove si è, l'importante è stare insieme!"
I soldi della liquidazione servono per aiutare Laura e Luca a sistemarsi e poi per fare qualche lavoro alla loro casetta così da poter lasciare a loro anche quella, un domani. Luca compra casa a pochi passi dalla loro. Così da essere indipendente, ma vicino, per ogni evenienza...

Da quando Claudio è in pensione, oltre alle lunghe passeggiate in bici, l'unica grande passione dei due nonni sono diventate Elena e Giada, le nipotine. A volte vanno in vacanza tutti insieme: Nadia, Claudio, Laura, il marito e le bimbe.

Quello che era un padre severo è diventato un nonno tuttofare e la mamma sempre disponibile è una nonna meravigliosa. Le nipotine sembrano stare bene solo con loro. Hanno spesso dormito anche nella casa di via Ponchielli.

Avrebbero volentieri rimandato i lavori nella casa del Campo d'Aviazione in quella casa, ma un imprevisto, una tubazione che si rompe, li costringe ad anticipare tutto. Trovano una soluzione temporanea. Un amico di Claudio, Moreno Pucci, ha una casa in via Ponchielli e li vuole ospitare. Una situazione temporanea in cui Nadia e Claudio riescono ad ambientarsi molto bene.
Portano tutto in quella casa per non intralciare i lavori. Anche gli scatoloni con i ricordi dell'infanzia dei figli. Anche i vestiti, i piatti, ogni singolo oggetto viene trasferito per lasciare spazio ai complessi lavori di ristrutturazione. Quella sera Nadia e Claudio sono a casa. Difficilmente escono la sera. Luca è a cena da loro.

Va via presto, per le 9:30 arriva a casa e va a letto. Non abita molto distante. Sente chiaramente il botto. Si precipita sul posto, capisce subito che la situazione è grave e che la casa è coinvolta.

La verità Laura e Luca la scopriranno l'indomani. Dopo essere impazziti nel chiedere informazioni, per tutta la notte. Nadia e Claudio sono stati ritrovati nel salotto, dove l'esplosione li ha colti abbracciati. Claudio con il suo corpo ha cercato di proteggerla.

Se ne sono andati come hanno sempre vissuto e come qualche volta, in uno di quei discorsi che un figlio non vuole mai sentire dal proprio genitore, Nadia aveva detto di voler morire: insieme.
Il dolore di tutti i familiari è implacabile.

Come si può spiegare ad una bambina di cinque anni quello che è successo quella notte? Come si spiegano le ragioni, come le si può far capire che non si può aver paura di tutto, ma che gli incidenti accadono? Che cosa si può rispondere quando chiede "perché"?

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di Redazione Pisa