Il Tirreno

Versilia

La strage di Viareggio
STRAGE DI VIAREGGIO

Antonio Farnocchia

Letto da Pieluigi Farnocchia

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Antonio Farnocchia ha 51 anni e fa il fornaio. Ma non da molto, lavora al Be' Mi' Tempi da un mese, ma molti se lo ricordano perchè per una vita intera ha lavorato in passeggiata al ristorante Margherita.

Ha fatto il cameriere per quindici anni, lo conoscono tutti: con gli occhi castani e il naso "picchiato" nella boxe, con il sigaro in bocca e l'inglese tutto suo, con cui parla coi turisti tedeschi che non lo capiscono.

Tiene molto al suo fisico, vuole bene a tutti, non litiga mai con nessuno. Si prende cura delle sue due famiglie, non fa mancare niente a nessuno. É ripartito da zero e si è ricostruito una vita.

Ha saputo andare oltre ogni difficoltà con determinazione e ora finalmente riesce a godersi un po' di meritata tranquillità. È contento della stabilità del suo lavoro ed è felice di poter finalmente stare con i figli per le feste.

Le sue famiglie che sono tutta la sua vita. Un po' gli spiace dover uscire di notte per andare al forno, ma il lavoro è lavoro, e non si discute. Un bacio alla compagna Alessandra, una carezza alla sua piccola Sara, "Ci vediamo domani" e si chiude la porta dietro le spalle.

Sono le undici e quarantacinque. Di solito il suo turno comincia alle 4, ma dalla settimana scorsa, con il suo collega in ferie, aveva anticipato a mezzanotte. Scende e prende la bicicletta.

Quando è in strada si sente chiamare, si volta e Alessandra dalla finestra lo saluta con la mano. Lui ricambia, e sorride.  Il forno non è distante.  Sale sulla passerella.

Succede tutto in un istante. Antonio sta ancora camminando quando il treno, a poche decine di metri da lui deraglia, non ha il tempo di scappare, ma soprattutto non ha una via di fuga: l'incidente si fa incendio e poi lo scoppio.

Antonio è stato dato per disperso: Patrizia, sua sorella, ha lanciato un appello affinchè chiunque lo avesse visto la avvertisse. I suoi due figli grandi  Andrea (23) e Alessia (21) non si sono arresi fino alla fine ed hanno continuato a cercarlo per giorni.

È stato l'esame del Dna a restituire un'identità ad Antonio. Ma l'identità di Antonio a Viareggio non ha bisogno di accertamenti...

E' il biondino del Margherita che scherzava con i ragazzi dei locali vicini, che gli nascondevano il sigaro che posava sui vasi. È il padre affettuoso dei suoi due ragazzi, che adorava e che vedeva appena poteva.

L'identità di Antonio vive nel ricordo che Viareggio conserverà di lui.
















Ode alla vita

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle 'i'
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Pablo Neruda.                   


"Quando ti feci vedere questa poesia ti piacque talmente tanto che ne volesti anche te una copia.
Ti piacque, forse, perchè questo era il tuo stile di vita, il tuo modo di vivere, il tuo credo, nonostante

tutti e tutto, a volte sbagliando...

Ma non ti sei mai fermato ed hai affrontato e pagato i tuoi sbagli.

Ci amavi  e ci hai sempre amato e sono felice di essere tuo figlio e tuo amico. Addio Pà!"

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