Il Tirreno

Versilia

Strage, i primi soldi a fine agosto

Donatella Francesconi
Strage, i primi soldi a fine agosto

Via Ponchielli, meno cinque giorni e sarà il primo mese dalla strage che l'ha spazzata via. Chi l'ha abitata ed ha salvato la pelle ma non la "roba", per dirla col titolo di una novella di Verga, ieri mattina era di nuovo davanti al Comune

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VIAREGGIO. Via Ponchielli, meno cinque giorni e sarà il primo mese dalla strage che l'ha spazzata via. Chi l'ha abitata ed ha salvato la pelle ma non la "roba", per dirla col titolo di una novella di Verga, ieri mattina era di nuovo davanti al Comune. Dove i funzionari del sindaco Lunardini e quelli della Regione facevano i conti sulle prime necessità, anche delle aziende distrutte o chiuse. E sui due milioni stanziati da Firenze che rischiano di arrivare a destinazione «per la fine di agosto», come dichiarato in una sala affollata dalla dirigente del sociale, Giuseppina Tazzioli.
Eppure, dagli uffici della Regione viene ribadita un'altra indicazione: «Se il Comune invia la lista delle necessità finanziarie, già da ora siamo in grado di procedere allo stanziamento». Gli uffici dell'assessore Vittorio Fantoni ieri mattina ha spiegato di aver avuto subito, nella propria disponibilità, i 500mila euro per i contratti di affitto. Cifra che, spiegano ancora in Regione, «è quella presunta per le ospitalità trovate fino ad oggi e per i contratti di affitto fino a dicembre, termine dell'emergenza». Solo che «i moduli predisposti che il Comune doveva riempire non sono ancora tornati indietro». E c'è da sperare che si tratti solo di fraintendimenti burocratici, visto che ieri mattina Giuseppina Tazzioli ha invece pubblicamente annunciato che «l'elenco delle necessità è stato presentato questa mattina (ieri per chi legge, ndr)».
Insomma, per avere i soldi che la Regione ha destinato alle prime necessità (il vestiario, per esempio, e ci sono bambini piccoli...) - questa è l'unica certezza - i residenti nella zona della strage devono attendere ancora. Stritolati, questa volta, non dal fuoco e dalle macerie ma dalla burocrazia.
Speriamo che la stessa lentezza non si applichi anche al provvedimento speciale che la Regione adotterà «per consentire il finanziamento dell'acquisto di auto e altri mezzi di locomozione per chi li ha persi negli incendi. La Giunta ha approvato un apposito emendamento alla legge di Protezione civile. Per velocizzarne l'approvazione sarà aggregato alla Finanziaria toscana che il Consiglio regionale dovrebbe discutere e approvare nelle sedute del 29 e 30 luglio».
Mentre un vortice di scartoffie sembra destinato ad abbattersi su via Ponchielli e dintorni, l'assessore Vittorio Fantoni si dichiara «deciso a valutare quanti soldi abbiamo dalla dai conti della solidarietà. Quello del Comune ammonta a 12mila euro, martedì incontro il presidente della Croce Verde, Milziade Caprili, che si è messo a disposizione». Fantoni spiega di voler «valutare quali persone abbiano un'urgenza più urgenza degli altri». Ma alla domanda relativa ai parametri di questa valutazione, l'assessore risponde un po' scocciato: «Con i parametri che stabilisco come assessore al sociale». Assessore «alle prese con un'emergenza», gli fa eco la dirigente Tazzioli.
Da martedì prossimo, però, lo scenario probabilmente muterà. Alla riunione convocata a Roma parteciperanno l'assessore regionale alla Protezione civile, Marco Betti, accompagnato dalla dirigente del settore e dal capo di gabinetto del presidente Martini. Oltre alla Regione saranno presenti il Comune di Viareggio e la Provincia di Lucca ed i rappresentanti dei ministeri dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture e trasporti.
Claudio Martini, ieri mattina - nel corso di una conferenza stampa sulle misure regionali anticrisi - è tornato a parlare del caso Viareggio, ricordando come la nomina del commissario spetti al Governo. «Se deciderà per l'affidamento dell'incarico al sindaco di Viareggio - si legge in una nota - la Regione continuerà a collaborare con lui. Se, al contrario, l'orientamento sarà quello di coinvolgere direttamente la Regione, l'ente è pronto a fare la propria parte».

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