Il Tirreno

Versilia

Quei treni così vicini fanno paura. Tre strade, stessa richiesta: un muro

Gabriele Noli
<strong>TORRE DEL LAGO.</strong> In via Guido Rossa lungo i binari la staccionata
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TORRE DEL LAGO. In via Guido Rossa lungo i binari la staccionata

Un deragliamento. Una cisterna di Gpl che esplode. L'inizio dell'inferno. Via Ponchielli non esiste più. Le abitazioni, vicinissime alla ferrovia, sono danneggiate, inagibili.
Ci sarebbero potute essere altre via Ponchielli a Viareggio, città di strade in cui la distanza tra case e binari è minima, pressoché nulla

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VIAREGGIO. Un deragliamento. Una cisterna di Gpl che esplode. L'inizio dell'inferno. Via Ponchielli non esiste più. Le abitazioni, vicinissime alla ferrovia, sono danneggiate, inagibili.
Ci sarebbero potute essere altre via Ponchielli a Viareggio, città di strade in cui la distanza tra case e binari è minima, pressoché nulla. Via Guido Rossa, via F.lli Menesini, via Martiri di Belfiore. Tre strade in tre diverse zone, stessa situazione.
Via Guido Rossa. È a Torre del Lago, lato monte della ferrovia, ci si arriva da via della Guidicciona Est. Lo scenario è eloquente: totale assenza di protezione, erbacce nei pressi delle rotaie, con tanto di calcinacci. C'è solamente una recinzione. Bassa, troppo bassa. Non supera i 50 cm di altezza. Qui abitano molte famiglie con bambini, che spesso scendono per strada a giocare. Un rischio vero. «Stiamo chiedendo insistentemente al Comune di costruire un muro di protezione adeguato - dice Elena Paolini, una residente di via Guido Rossa - che serva anche a ridurre i rumori provocati dai treni in transito. I merci passano soprattutto la notte, a velocità sostenuta, sicuramente oltre il limite stabilito».
Via F.lli Menesini. Si trova all'ex Campo d'Aviazione. In alcuni casi, i giardini delle abitazioni sono a contatto con la ferrovia. A differenza di Torre del Lago il muro c'è, seppur più basso in prossimità di via delle Stelle. Gli abitanti oramai sono rassegnati, non hanno assolutamente fiducia nell'intervento delle Ferrovie.
«Chi abita qui ormai si è abituato ai rumori - ci dice Alessandra Carlino - i treni passano continuamente. Ci era stato promesso un intervento che avrebbe risolto il problema. Visto che niente è stato eseguito, qualcuno ha ripiegato su rimedi privati. Ad esempio l'utilizzo di vetri doppi che riducono le vibrazioni e i rumori provocati dal passaggio dei convogli».
Dello stesso avviso Marco Dondolini, residente nell'adiacente via delle Stelle: «Viviamo qui da tanti anni, il passaggio dei treni può impressionare chi non risiede qui, ma per noi è ormai una consuetudine. È chiaro, però, che da quando è deragliato il treno il 29 giugno, al passaggio notturno di un convoglio merci ci capita di svegliarci e di pensare immediatamente alla tragedia».
Via Martiri di Belfiore. È la strada parallela alla Aurelia Nord, subito dietro al supermercato Esselunga. Qui le abitazioni sono più distanti dai binari. Li divide una strada a doppia corsia. Ma la situazione è sempre critica.
«In questa zona i rumori sono all'ordine del giorno. Siamo vicini al cavalcavia Barsacchi - racconta Luciana Balduini, una residente - quindi anche il passaggio delle auto e dei camion è fonte di disturbo, non solo quello dei treni». La signora poi racconta una storia che assume i connotati del bizzarro: «Qualche anno fa le Ferrovie posizionarono nella mia abitazione dei rilevatori di suono per misurare la rumorosità dei convogli in corsa. Peccato però, che il giorno dopo era in programma uno sciopero dei treni».
Tre vie, stessa situazione. Con i treni che continuano la loro corsa. Folle, in certi casi. Ad un passo da portoni e balconi, protetti da niente. «In via Ponchielli sarebbero bastate le barriere antirumore - grida con quanto fiato le resta la signora Marcella Comelli, dal 29 giugno senza casa -. I vetri doppi che avevo installato nella mia abitazione hanno resisitito alle onde di calore e fiamme fino all'arrivo dei vigili del fuoco!».

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