Il dolore
MARINA. La rimozione del materiale è cominciata subito ma i cassoni a disposizione sono solo sette
Spiaggia sommersa dal lavarone
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Le montagne di lavarone straccate sull’arenile dalla mareggiata dei giorni scorsiUna muraglia. Larga 30, 40 metri e lunga quasi 500: cumuli di lavarone imprigionati su spiaggia, fra Focette e il pontile di Tonfano e poi ancora, a macchia, sul resto della Marina. Con lo specchio adiacente di mare a striature marroni, là dove la concentrazione di lavarone è ancora maggiore
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MARINA. Una muraglia. Larga 30, 40 metri e lunga quasi 500: cumuli di lavarone imprigionati su spiaggia, fra Focette e il pontile di Tonfano e poi ancora, a macchia, sul resto della Marina. Con lo specchio adiacente di mare a striature marroni, là dove la concentrazione di lavarone è ancora maggiore.
«Siamo disperati: questa è una vera emergenza gestita come se fosse tutto ordinario, tutto risolvibile nel breve volgere di poche ore. E intanto cominciano le prime disdette da parte dei bagnanti: ma chi di dovere si è accorto o no che la situazione è grave?».
Bagni Maria, Eva, Lembo Mare, porzione più a sud di una battigia invasa dagli scarti centrifugati dalle onde dopo la mareggiata di venerdì scorso. In acqua non c'è nessuno: sul bagnasciuga solo montagne di lavarone, «accumulate, e risistemate, dopo giorni di attesa, nella sola giornata di mercoledì, - ieri, ndr -. Eppure il problema - racconta Giancarlo Micheli del Bagno Maria - si è verificato domenica scorsa: dopo 3 giorni siamo ancora al punto di partenza. Qui si rischia la stagione se non liberiamo subito la spiaggia da tutto questo cumulo di materiale. Ho parlato con i responsabili comunali, con Adamo Bernardi, con Andrea Cosci, già delegato dalla giunta a gestire questo problema che però ha detto che da tempo non se ne occupa più. Non vogliamo polemiche, non vogliamo perdite di tempo: qui serve un fronte comune per ripulire la spiaggia. Con il servizio ordinario si va poco lontano: non ci sono abbastanza cassoni ed anche lo stoccaggio è limitato nella quantità. Serve requisire un terreno, impermeabilizzarlo e depositarci il lavarone. E serve farlo al più presto. In 30 anni di vita da bagnino non avevo mai assistito ad un fenomeno del genere: per questo motivo necessitiamo di provvedimenti urgenti».
Francesco Belli, presidente dell'Associazione Balneari, fa il punto della situazione. «Comprendo la preoccupazione dei concessionari, in particolare di coloro che, vedi la zona di Motrone, sono chiamati a gestire una situazione sicuramente anomala. Premesso questo abbiamo già cominciato a raccogliere, con le aziende da noi incaricate, i cumuli su spiaggia nelle sedi meno 'attaccate' e ritengo che entro sabato la situazione si sarà normalizzata. Fare di più? Ersu ci mette a disposizione 7 cassoni per depositarvi il lavarone e l'area di stoccaggio può trattare non più di una tonnellata di materiale. Per intendersi, siamo vincolati a questa procedura. Perché non siamo intervenuti prima nelle zone più colpite? Per il semplice motivo che con 7 cassoni a disposizione avremmo liberato solo una modesta porzione del fronte, meglio quindi ripulire inizialmente le aree dove il lavoro di intervento è più semplice ed immediato. Ma, e mi ripeto, entro il fine-settimana, tutto dovrebbe tornare alla normalità, anche se resta l'anomalia di una situazione dalla portata davvero eccezionale».
«Siamo disperati: questa è una vera emergenza gestita come se fosse tutto ordinario, tutto risolvibile nel breve volgere di poche ore. E intanto cominciano le prime disdette da parte dei bagnanti: ma chi di dovere si è accorto o no che la situazione è grave?».
Bagni Maria, Eva, Lembo Mare, porzione più a sud di una battigia invasa dagli scarti centrifugati dalle onde dopo la mareggiata di venerdì scorso. In acqua non c'è nessuno: sul bagnasciuga solo montagne di lavarone, «accumulate, e risistemate, dopo giorni di attesa, nella sola giornata di mercoledì, - ieri, ndr -. Eppure il problema - racconta Giancarlo Micheli del Bagno Maria - si è verificato domenica scorsa: dopo 3 giorni siamo ancora al punto di partenza. Qui si rischia la stagione se non liberiamo subito la spiaggia da tutto questo cumulo di materiale. Ho parlato con i responsabili comunali, con Adamo Bernardi, con Andrea Cosci, già delegato dalla giunta a gestire questo problema che però ha detto che da tempo non se ne occupa più. Non vogliamo polemiche, non vogliamo perdite di tempo: qui serve un fronte comune per ripulire la spiaggia. Con il servizio ordinario si va poco lontano: non ci sono abbastanza cassoni ed anche lo stoccaggio è limitato nella quantità. Serve requisire un terreno, impermeabilizzarlo e depositarci il lavarone. E serve farlo al più presto. In 30 anni di vita da bagnino non avevo mai assistito ad un fenomeno del genere: per questo motivo necessitiamo di provvedimenti urgenti».
Francesco Belli, presidente dell'Associazione Balneari, fa il punto della situazione. «Comprendo la preoccupazione dei concessionari, in particolare di coloro che, vedi la zona di Motrone, sono chiamati a gestire una situazione sicuramente anomala. Premesso questo abbiamo già cominciato a raccogliere, con le aziende da noi incaricate, i cumuli su spiaggia nelle sedi meno 'attaccate' e ritengo che entro sabato la situazione si sarà normalizzata. Fare di più? Ersu ci mette a disposizione 7 cassoni per depositarvi il lavarone e l'area di stoccaggio può trattare non più di una tonnellata di materiale. Per intendersi, siamo vincolati a questa procedura. Perché non siamo intervenuti prima nelle zone più colpite? Per il semplice motivo che con 7 cassoni a disposizione avremmo liberato solo una modesta porzione del fronte, meglio quindi ripulire inizialmente le aree dove il lavoro di intervento è più semplice ed immediato. Ma, e mi ripeto, entro il fine-settimana, tutto dovrebbe tornare alla normalità, anche se resta l'anomalia di una situazione dalla portata davvero eccezionale».
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