Il Tirreno

Versilia

Centotrenta autodistrutte e 6milametri quadri di case

Vigile del fuoco in via Ponchielli, a venti giorni dalla strage
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Vigile del fuoco in via Ponchielli, a venti giorni dalla strage

Sorride, Marco. Con l'aria stralunata del sopravvissuto. È uno dei feriti dimessi, a breve avrebbe dovuto sposarsi. Ed in Comune, dove ieri chiedeva un tetto, l'ultima volta era andato per le pubblicazioni. Già affisse, anche se le nozze ora saranno rimandate.

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VIAREGGIO. Sorride, Marco. Con l'aria stralunata del sopravvissuto. È uno dei feriti dimessi, a breve avrebbe dovuto sposarsi. Ed in Comune, dove ieri chiedeva un tetto, l'ultima volta era andato per le pubblicazioni. Già affisse, anche se le nozze ora saranno rimandate.
«Avevamo finito casa - racconta -. Duecentoventi metri quadrati distrutti. Però sono riuscito finalmente a dormire...». Bisogni elementari da soddisfare, al posto dei sogni e desideri di ogni vita.
«Ci sono almeno una decina di attività ancora sotto sequestro», è la stima dell'Avif (Associazione vittime dell'incidente ferroviario) che ha ottenuto il patrocinio della Provincia e ieri è stato ricevuta dal presidente della Regione, Claudio Martini. C'è chi non lavora perché gas e fuoco hanno distrutto tutto (il negozio di articoli per parrucchieri e la carrozzeria, ma anche lo studio di registrazione), chi ha perso il lavoro per non lasciare soli i familiari feriti, chi non ha più reddito perché il capofamiglia è morto, chi non ha più computer, archivi, uffici. E mezzi per lavorare o per spostarsi: «Abbiamo quasi un milione e mezzo di auto bruciate - è la stima dell'Avif - calcolando una media di 10mila euro a mezzo per 130 macchine. A questa stima vanno aggiunti tutti gli scooter che il fuoco s'è mangiato».
Poi ci sono le case, disseminate lungo 6mila metri quadrati. Qualcuna più vecchiotta, altre recenti: «La palazzina con gli uffici, ad esempio, non avrà più di dieci anni». Si può ipotizzare, è il dato del Comitato ma anche quello che circola in Comune sia pur informalmente, un costo medio di 300mila euro per ciascuna delle abitazioni inagibili e/o da abbattere. Cifra alla quale va sommata una media di 30mila euro per ogni interno andato distrutto, con relativi arredi. «Considerando, però - sottolinea l'Avif - che qualcuno aveva mobili di pregio, qualcun altro pezzi di antiquariato. Come nel caso di un residente che collezionava radio d'epoca, polverizzate».
A questo quadro va aggiunto che non sono solo gli immobili di via Ponchielli e via Porta a Pietrasanta ad essere disastrati. «Lungo l'Aurelia - segnala l'Avif - molti negozi che confinavano con le corti di via Ponchielli hanno danni importanti a tetti e mura». Nel calcolo, insomma, c'è tanto da considerare. E l'Avif sta raccogliendo ogni singolo dato, nella sede di via Porta a Pietrasanta, 14 (oggi, 9-12).
D.F.

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