Il Tirreno

Versilia

La strage di Viareggio

Dal Comune fiori e scuse

Il cartello comparso nel pomeriggio per protestare contro la “pulizia” effettuata
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Il cartello comparso nel pomeriggio per protestare contro la “pulizia” effettuata

Ventiquattro mazzi di fiori, «dal sindaco e dalla amministrazione comunale con le più sentite scuse». Altri 24 dalla cooperativa Crea. Si è concluso così un pomeriggio di rabbia e dolore per il momentaneo smantellamento del "giardino del pianto" a ridosso dei luoghi della strage del 29 giugno

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VIAREGGIO. Ventiquattro mazzi di fiori, «dal sindaco e dalla amministrazione comunale con le più sentite scuse». Altri 24 dalla cooperativa Crea. Si è concluso così un pomeriggio di rabbia e dolore per il momentaneo smantellamento del "giardino del pianto" a ridosso dei luoghi della strage del 29 giugno. Insieme ai fiori sono tornati anche gli striscioni, ripescati nel cassonetto Sea.
A rimuovere le tracce della solidarietà e del dolore (poesie, pupazzi, disegni dei bambini, fiori e piante) un addetto della cooperativa Crea Impresa - con la quale Sea ha un contratto di appalto - che avrebbe dovuto spazzare il marciapiede insieme a due dipendenti Sea e ad un altro lavoratore della cooperativa. E che, invece, ha fatto piazza pulita. Risultato: cittadini inferociti, compresi i tanti che hanno perso familiari, case o tutte e due. «Come amministrazione chiediamo scusa», dichiarava nel pomeriggio Alessandro Santini (capogruppo Pdl) inviato sul posto dal sindaco. «A nome del sindaco questo gesto va deplorato», seguiva a ruota l'assessore Antonio Tedeschi. Alle domande se di scuse si trattasse o di "deplorare", la consigliera Fiorella Tozzi andava dritta alla meta: «Mi scuso, in prima persona, e da politica mi vergogno».

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