Il Tirreno

Versilia

Chi ha perso tutto chiede risposte

Donatella Francesconi
Chi ha perso tutto chiede risposte

C'è chi è rientrato in casa e ogni minuto si chiede se le mura reggeranno. Ma anche chi non ha sussulti per la stabilità dell'edificio, ma ha ricevuto la raccomandazione «di tenere le finestre ben chiuse» perché tutto intorno, mescolato alle macerie, c'è l'eternit sbriciolato

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VIAREGGIO. C'è chi è rientrato in casa e ogni minuto si chiede se le mura reggeranno. Ma anche chi non ha sussulti per la stabilità dell'edificio, ma ha ricevuto la raccomandazione «di tenere le finestre ben chiuse» perché tutto intorno, mescolato alle macerie, c'è l'eternit sbriciolato. È il "day after" dei sopravvissuti alla strage di via Ponchielli. Quelli che non hanno più la casa o l'ufficio, ma anche tutti quelli che a questo debbono aggiungere lo strazio per i cari morti o feriti.
Fin da subito si sono riuniti in un comitato (Avif) e ancora ieri sono tornati a riunirsi. Non in Comune, nella sala richiesta martedì, perché il vice sindaco Benincasa - spiega il consigliere Pdl Eugenio Vassalle - «ha obiettato che non sono ancora un'associazione riconosciuta». Brutto incidente, che però ha dato i suoi frutti: «Questa mattina - ha annunciato nel corso dell'assemblea il presidente del comitato, Gianfranco Baldini - incontro l'assessore Pierluigi Cinquini che ci ha promesso una sede stabile».
Nell'incontro, che si è svolto nella sede della Camera del lavoro, si sono alternate le mille domande sull'iter burocratico con le storie di chi ha rimesso piede in casa. Magari rischiando - dopo essere scampata alla strage - di finire travolta dal muro crollato in giardino due giorni dopo aver varcato la soglia dell'abitazione.
«Nessuno sa dirci se possiamo davvero essere sicuri in casa», raccontano i residenti di via Porta a Pietrasanta. «E soprattutto non abbiamo in mano niente che certifichi l'integrità delle strutture».
Le voci si rincorrono una dietro l'altra: «Al negozio di computer hanno una crepa nel muro che fa paura. Hanno chiesto rassicurazioni e egli è stato risposto che non c'è problema: se viene giù il muro., hanno detto, accade piano piano...».
Chi, invece, ha perso casa e magari anche i familiari oggi si ritrova travolto non più dal fuoco e dalle macerie, ma dalla burocrazia.
Tante le domande alle quali nessuno ha ancora risposto: «Dobbiamo fare denuncia alla polizia? Dobbiamo cercare i legali ciascuno per conto proprio? Dov'è la modulistica da riempire per chiedere i risarcimenti dei danni? Il Comune si costituirà parte civile? E se sì sarà solo per i propri danni o per quelli dei cittadini?».
La necessità - spiegano ad una sola voce gli aderenti al comitato - «è che il Comune ci metta a disposizione dei referenti che sappiano guidarci».
Ma non solo: «Vogliamo essere presenti negli incontri che ci riguardano», spiega con decisione Raffella Rosa. Che aggiunge: «E dobbiamo prendere subito un appuntamento con l'assessore Fantoni per la questione avere o non avere una casa». Che, ribadiscono gli aderenti al comitato, «non dovrà essere un tetto purché sia».
Le questioni burocratiche da affrontare rischiano di far crollare anche i familiari delle vittime e dei feriti. Per i quali la Cgil - ha annunciato ieri pomeriggio il segretario generale della Cgil, Andrea Antonioli - «mette a disposizione il proprio patronato con un percorso più rapido del consueto». La stessa scelta che ha fatto l'Inps, ha spiegato Antonioli, «che ha predisposto un canale particolare, meno fiscale dei percorsi tradizionali».
Tra le questioni da affrontare subito ci sono anche il rapporto con le banche per coloro che, residenti nella zona disastrata, stanno ancora pagando i mutui. Per le aziende o attività produttive più in generale resta ancora in sospeso la sospensione del pagamento delle tasse al 20 luglio «che è dietro l'angolo».
Insomma il "fai da te" dei tanti consiglieri comunali di maggioranza che si sono divisi i compiti nei giorni immediatamente successivi alla tragedia non è più sufficiente. Ora è la macchina amministrativa che deve agire a tutela di chi, tra lacrime e rabbia, deve poter ricominciare. Presto.

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