Sicurezza
Viareggio
Anche Sara si è arresa dopo giorni di dolore Sognava di tornare a casa
Chiara Sillicani
24 anni, lavorava come agente immobiliare al Campo d’Aviazione Era ricoverata a Genova insieme alla mamma, gravissima
3 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Non è finito lo strazio: la lista delle vittime si allunga ancora. Siamo a ventitre. Ieri notte si è arresa anche Sara Orsi, il suo cuore non ce l’ha fatta.
Era ricoverata nel centro ustionati Villa Scassi di Sampierdarena di Genova, insieme alla mamma, Roberta Calzoni di 54 anni. Sara, originaria di Livorno, se n’è andata a 24 anni con il 70% del corpo coperto di ustioni, lontano dalla sua Viareggio.
Domenica le amiche più care, Elisa e Giada, erano andate a trovarla: Sara era arrabbiata, voleva tornare a casa, voleva sapere come stava sua madre. E soprattutto le mancava disperatamente la sua città. Sdraiata sul letto, parlava ad amici e parenti tramite un citofono, Giada le aveva portato le lasagne al pesce, la sua passione, perchè mangiasse qualcosa. Stava male, ma le sue condizioni erano migliori di quelle della madre e di Alessandro Farnocchia, anche lui ricoverato a Genova. Invece ieri notte si è arresa. Con la nostalgia della sua terra nel cuore. A Viareggio era arrivata all’età di tre anni e solo qui si sentiva a casa. «Mi manca l’aria di Viareggio» aveva gridato con tutte le sue forze alle amiche e loro le avevano promesso che quell’aria gliela avrebbero portata. Una libecciata chiusa in una bottiglia.
Ma Sara non ce l’ha fatta. E la città piange ancora una volta. In via Parri Sara aveva la sua agenzia immobiliare. La gestiva con la madre. Adesso sulla porta un cartello bianco con una scritta che è una resa davanti alla potenza del destino: «chiuso per cause di forza maggiore». Sara aveva aperto l’agenzia da qualche mese, nessuno la conosceva bene, ma tutti, ieri, avevano le lacrime agli occhi. Anche per l’amica della ragazza, Emanuela Menichetti, 21 anni, ricoverata nel reparto rianimazione dell’ospedale di Cisanello. Emanuela andava spesso da quelle parti a trovare Sara.
Sempre unite, come sorelle. La notte dell’incidente erano insieme. Emanuela era andata a trovare Sara in Via Ponchielli e il fuoco le ha travolte. È sopravvissuto solo Mauro, il padre di Sara con il suo cagnolino, Lapo. Qualcuno ha voluto dire addio a Sara con una rosa bianca, a ricordare che la sua è la morte di un innocente. Neanche un biglietto, solo quel fiore, incastrato a fatica tra il vetro e la maniglia della porta.
Non hanno salutato Sara né la madre, nè Emanuela. La mamma, in gravi condizioni, non sa di aver perso la sua Sara. Emanuela, invece, è in coma farmacologico a Pisa. Sotto choc il papà Mario. «Ogni giorno - raccontano amici di famiglia - leggeva il giornale e con gli occhi attenti scorreva la lista delle vittime: aveva paura che sua moglie e sua figlia se ne fossero andate e gli amici lo tenessero all’oscuro». Adesso è disperato. E con lui tutta Viareggio.
Era ricoverata nel centro ustionati Villa Scassi di Sampierdarena di Genova, insieme alla mamma, Roberta Calzoni di 54 anni. Sara, originaria di Livorno, se n’è andata a 24 anni con il 70% del corpo coperto di ustioni, lontano dalla sua Viareggio.
Domenica le amiche più care, Elisa e Giada, erano andate a trovarla: Sara era arrabbiata, voleva tornare a casa, voleva sapere come stava sua madre. E soprattutto le mancava disperatamente la sua città. Sdraiata sul letto, parlava ad amici e parenti tramite un citofono, Giada le aveva portato le lasagne al pesce, la sua passione, perchè mangiasse qualcosa. Stava male, ma le sue condizioni erano migliori di quelle della madre e di Alessandro Farnocchia, anche lui ricoverato a Genova. Invece ieri notte si è arresa. Con la nostalgia della sua terra nel cuore. A Viareggio era arrivata all’età di tre anni e solo qui si sentiva a casa. «Mi manca l’aria di Viareggio» aveva gridato con tutte le sue forze alle amiche e loro le avevano promesso che quell’aria gliela avrebbero portata. Una libecciata chiusa in una bottiglia.
Ma Sara non ce l’ha fatta. E la città piange ancora una volta. In via Parri Sara aveva la sua agenzia immobiliare. La gestiva con la madre. Adesso sulla porta un cartello bianco con una scritta che è una resa davanti alla potenza del destino: «chiuso per cause di forza maggiore». Sara aveva aperto l’agenzia da qualche mese, nessuno la conosceva bene, ma tutti, ieri, avevano le lacrime agli occhi. Anche per l’amica della ragazza, Emanuela Menichetti, 21 anni, ricoverata nel reparto rianimazione dell’ospedale di Cisanello. Emanuela andava spesso da quelle parti a trovare Sara.
Sempre unite, come sorelle. La notte dell’incidente erano insieme. Emanuela era andata a trovare Sara in Via Ponchielli e il fuoco le ha travolte. È sopravvissuto solo Mauro, il padre di Sara con il suo cagnolino, Lapo. Qualcuno ha voluto dire addio a Sara con una rosa bianca, a ricordare che la sua è la morte di un innocente. Neanche un biglietto, solo quel fiore, incastrato a fatica tra il vetro e la maniglia della porta.
Non hanno salutato Sara né la madre, nè Emanuela. La mamma, in gravi condizioni, non sa di aver perso la sua Sara. Emanuela, invece, è in coma farmacologico a Pisa. Sotto choc il papà Mario. «Ogni giorno - raccontano amici di famiglia - leggeva il giornale e con gli occhi attenti scorreva la lista delle vittime: aveva paura che sua moglie e sua figlia se ne fossero andate e gli amici lo tenessero all’oscuro». Adesso è disperato. E con lui tutta Viareggio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
