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La strage di Viareggio
STRAGE DI VIAREGGIO

«A casa mia c'è un letto per Ibitzen»

Roy Lepore
«A casa mia c'è un letto per Ibitzen»

Tante iniziative spontanee a sostegno dei superstiti e di chi ha perso la vita. Gloria Puccetti, mamma di Matteo Valenti, presente ai funerali delle vittime si è offerta di mettere un letto a disposizione di Ibitzen Ayad, la ragazza marocchina di 21 anni unica superstite della sua famiglia

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VIAREGGIO. Ci sono molte cose che uniscono la tragedia del treno esploso lunedì scorso sui binari della ferrovia e la morte sul lavoro di Matteo Valenti. Il fuoco, innanzitutto, che ha marchiato indelebilmente questi due drammi. In seconda battuta i luoghi, visto che la fabbrica in cui è morto Matteo si trova proprio a pochi passi dalla via Ponchielli. Infine le responsabilità di un mondo del lavoro con regole sempre più strette sulla carta e sempre meno nella sostanza.

Gloria Puccetti, mamma di Matteo Valenti, ieri presente ai funerali delle vittime, crea adesso un legame in più fra questi due episodi che hanno segnato la storia di Viareggio. Proprio per le analogie già esistenti, si è infatti offerta di mettere un letto a disposizione di Ibitzen Ayad, la ragazza marocchina di 21 anni unica superstite della sua famiglia. «Desidero mettere a disposizione di Ibi, una stanza della mia casa che è libera. Mi offro di ospitarla. Forse in questo momento sarà frastornata per quello che le è accaduto, però - se lo desidera - la ospiterei volentieri. Tramite qualcuno che la conosce cercherò di mettermi al più presto in contatto con lei».

Ai funerali anche Arnaldo Galli il decano dei carristi del Carnevale di Viareggio. «E' stata una sciagura troppo grande - dice - a Viareggio ci conosciamo un po' tutti e molti di coloro che sono scomparsi li ho in mente. Prevale dentro di me un'angoscia incredibile. Abbiamo vissuto davvero una brutta tragedia che difficilmente riusciremo a dimenticare».

Camilla Zylska è invece una ragazza polacca venuta a Viareggio da cinque anni e rimasta orfana da poco del padre. «Ho scelto l'Italia e Viareggio per aiutare la mia famiglia - dice Camilla - ho deciso di venire qua a cercare un po' di fortuna. Sono venuta al funerale per portare il mio omaggio alle vittime. La sera della tragedia ero per strada a passeggio e quando ho appreso quello che è avvenuto ho sofferto come per la perdita di mio padre, ho pianto. Se qualcuno vorrà lo ospiterò a casa mia».

La generosità della gente si è vista nei momenti dell'immediatezza della disgrazia, ma è proseguita nei giorni seguenti. «La speranza è che nessuno si dimentichi di Viareggio», dice Giorgio Lombardi, che abita vicino a via Ponchielli. «Appena mi sono reso conto di cosa era accaduto ho cercato di mettermi a disposizione di coloro che coordinavano i soccorsi per dare il mio aiuto. In questi casi ognuno cerca di fare la propria parte, una scena così non la auguro a nessuno. Porterò impresse per sempre nella mia mente le immagini di quella notte e dei giorni seguenti».

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