Il Tirreno

Versilia

Case popolari per i senza tetto

Donatella Francesconi
Tra le macerie di casa Piagentini si cercano gli effetti personali
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Tra le macerie di casa Piagentini si cercano gli effetti personali

Sessantadue case, 5 attività economiche, 25 magazzini, 18 attività artigianali: è il bilancio degli edifici rimasti gravemente danneggiati nella tragedia di lunedì notte.

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VIAREGGIO. Sessantadue case, 5 attività economiche, 25 magazzini, 18 attività artigianali: è il bilancio degli edifici rimasti gravemente danneggiati nella tragedia di lunedì notte. Per un totale di 5200 metri quadrati, la metà dei quali andrà demolita. "Bottega nuova", con le sue strade, è straziata. Come in quel maledetto dicembre del 1943: allora furono i bombardamenti della guerra a causare 35 morti.
Nel pomeriggio in Municipio è stato fatto il punto sull'emergenza casa legato al disastro: ci sono 6 famiglie, le più povere, da collocare subito; per 4 nuclei è urgente trovare una sistemazione; 21 sono invece le famiglie che devono essere traslocate, al più presto possibile, dalle ospitalità che hanno trovato con le proprie forze dato che hanno le case distrutte.
Per quanto riguarda gli edifici, inoltre, 31 abitazioni hanno necessità di ulteriori verifiche tecniche nella speranza che possano essere sottratte ai 5200 metri quadrati di edifici disastrati.
Alla domanda su cosa accadrà a chi ha perso tutto, il sindaco Lunardini risponde: «Attraverso l'ente per l'edilizia pubblica residenziale (Erp, ndr) abbiamo trovato 12 appartamenti a Viareggio e 20 in lucchesia». Si tratta di case popolari, alle quali sarebbero destinati i senza casa: «Previa autorizzazione dei sindaci cui è nella disponibilità questo patrimonio abitativo. Sindaci ai quali invierò una richiesta ufficiale». Le incognite maggiori sono quelle legate ai risarcimenti. «La Regione ha stanziato 1 milione e mezzo di euro», continua il sindaco, «e ora attendiamo notizie dal Governo. Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) ho incontrato il sottosegretario al ministero dell'interno, Michelino Davico, che concordava con me sul fatto che a coprire il fabbisogno debba essere il Governo centrale per poi rivalersi sulle assicurazioni. L'idea è di utilizzare questi anticipi, magari con la possibilità di sforare per due anni il patto di stabilità, per poter iniziare subito i lavori».
Dal Governo, in tarda mattinata, è arrivata la proclamazione dello stato di emergenza. Ma senza soldi stanziati: «Sarà il ministro Tremonti a conteggiare il necessario», annuncia il sindaco.
Sull'aspetto dei risarcimenti è particolarmente preoccupato il presidente della Provincia, Stefano Baccelli: «Qualcuno ha idea di come siano strutturati i contratti di assicurazione di cui si parla? Cosa prevedono? È prevista la responsabilità verso terzi? O ci sono clausole diverse? Questi sono aspetti da chiarire al più presto». Al governo centrale Baccelli manda un messaggio chiaro: «Mi auguro che nel decreto annunciato vi siano segnali chiari sul fatto che sia il governo ad anticipare le cifre necessarie, esercitando poi il diritto di rivalsa nei confronti degli effettivi responsabili».
Ma non è solo una questione della quantità di finanziamenti che Viareggio potrà avere a disposizione: «Le risorse - continua il presidente della Provincia - devono essere destinate alla ricostruzione senza pastoie burocratiche e con procedure snelle». Una ricostruzione che - è stato il senso della riunione del pomeriggio in Muncipio - dovrà essere valutata attentamente. «Sull'area di via Ponchielli - ricordano i tecnici - nel tempo è sopravvenuto il vincolo ferroviario». Vincolo che impedisce di costruire, «fatte salve le deroghe che le Fs possono concedere».

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