Il Tirreno

Versilia

Venticinque i feriti sparsi per l'Italia: undici gravissimi

Claudio Vecoli
Venticinque i feriti sparsi per l'Italia: undici gravissimi

Almeno tre persone lottano fra la vita e la morte

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VIAREGGIO. Il primo ferito dimesso ha lasciato dall'ospedale Versilia ieri. È Marino Germani, sessant'anni, residente al numero 25 di via Ponchielli. Rimasto ustionato in maniera fortunatamente non grave alle mani e in altre parti del corpo durante la fuga dalla sua abitazione, aprendo una tapparella che mentre cercava di portare in salvo anche la moglie Laura Galli, cinquantasei anni, (ricoverata al «Galeazzi» di Milano con il 45 per cento del corpo ustionato) e il figlio Marco Germani, trentasei anni, (anche lui ricoverato a Milano con il 35 per cento del corpo coperto da ustioni). Marino ce l'ha fatta, ma proprio le condizioni di salute ancora molto critiche sia della moglie che del figlio non gli permettono di assaporare la gioia del ritorno a casa (o, meglio, dai parenti che lo ospiteranno).

Purtroppo, però, la stragrande maggioranza dei feriti nella strage di lunedì sera è ben lontana da essere dimessa. Delle venticinque persone finite in ospedale per lo scoppio del vagone cisterna di Gpl, almeno diciannove sono ancora in prognosi riservata. Di queste, quelle considerate gravissime sono undici (di cui 3 in condizioni disperate).

Appesa ad un filo è la sorte di Stefania Maccioni, quarant'anni, madre di due delle vittime più giovani della strage di lunedì: Luca, cinque anni, morto carbonizzato nell'auto dei genitori durante il tentativo di fuga dalla zona del disastro; Lorenzo, due anni, morto al Meyer di Firenze in seguito alle ustioni riportate dopo ventiquattro ore di agonia. Stefania è adesso ricoverata nel reparto di rianimazione dell'ospedale Cisanello di Pisa, ma a causa degli effetti devastanti delle fiamme sul suo corpo, le speranze che possa restare in vita sono ridotte al lumicino.

Lievemente migliore è invece il quadro clinico del marito, Marco Piagentini, quarantadue anni, dipendente della ditta Gifas di Piano del Quercione. Ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Padova con ustioni di secondo e terzo grado sul 90 per cento del corpo, è stato sottoposto ad un delicatissimo intervento chirurgico durato ben undici ore. Adesso si attende di capire la risposta a questo primo intervento per eventualmente sottoporlo ad una seconda operazione più mirata.

Dei cinque componenti della famiglia Piagentini, l'unico a non essere in pericolo di vita è così Leonardo Piagentini, otto anni, estratto da sotto le macerie della casa di via Porta Pietrasanta dopo quattro ore di ricerche e adesso ricoverato nel reparto di pediatria dell'ospedale «Versilia».

Lotta invece fra la vita e la morte la donna ricoverata nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Carrara. Identificata in un primo momento come Magdalena Cruz Ruiz Oliva, quarant'anni, originaria dell'Ecuador e residente in via Ponchielli 17, non è stata riconosciuta da una amica e dunque la sua identità resta incerta. Di certo c'è invece che sul corpo la donna ha il cento per cento di ustioni e dunque i medici non nascondono di temere il peggio.

Maggiori speranze si nutrono invece per la connazionale che abita con lei in via Ponchielli - Elisabeth Silva Teran Guadalupe, una collaboratrice domestica di 36 anni nativa di Ambato - ricoverata la notte del disastro al centro ustioni di Pisa, considerata meno preoccupante anche se in prognosi riservata.

Al centro ustioni dell'ospedale Santa Chiara di Pisa è ricoverato anche Federico Battistini, trentadue anni, sposato con Elena Iacopini (deceduta nella strage), e residente al numero 32 di via Porta Pietrasanta. Il suocero - Mauro Iacopini, sessant'anni - lotta invece fra la vita e la morte nel reparto ustioni dell'ospedale di Parma. Non si hanno invece notizie di Emanuela Milazzo, cinquantatré anni, moglie di Iacopini e conosciuta anche per la sua passione per la pittura, ufficialmente nella lista dei dispersi ma per la quale non si nutrono più speranze di trovarla in vita.

È invece ricoverata al centro grandi ustionati di Cesena Claudia Frasca, trentasei anni, originaria di Dortmund (Germania) e da tre anni residente in via Orzali a Massarosa. La notte del disastro si trovava con il marito Rosario Campo, 42 anni, originario di Pozzallo (Palermo), in sella ad uno scooter quando, mentre transitava davanti alla sede della Croce Verde, è stata travolta dall'esplosione del vagone cisterna. Madre di due figli (Salvatore e Giulia, rispettivamente di sedici e tredici anni) è in condizioni gravissime.

Il fuoco ha colpito duramente anche la famiglia di Alvaro Lunardi, pensionato di 67 anni di origini lucchesi, residente al numero 8 di via Porta Pietrasanta. Lui non è in pericolo di vita ed è ricoverato nel reparto di chirurgia polispecialistica dell'ospedale «Versilia» per ustioni alle braccia e ai piedi. Peggio di lui, però, sono messe sia la moglie Anna Chiara Maccarone, 61 anni, originaria di Stazzema, adesso ricoverata al Cto grandi ustionati di Torino con ustioni sul 70 per cento del corpo concentrate al torace e agli arti inferiori, sia la figlia Sabrina Lunardi, quarant'anni, anch'ella ricoverata al Cto grandi ustionati di Torino con ustioni concentrate soprattutto nella parte inferiore del corpo.

A Torino, ma nel reparto di rianimazione, è invece ricoverato Martin Malek, l'autista di origini polacche che si è trovato a passare sulla scena del disastro al volante del suo camion-cisterna contenente olio; ha rimediato ustioni di secondo e terzo grado sul quaranta per cento del corpo.

Decisamente più critiche, invece, le condizioni di salute di Alessandro Farnocchia, quarantaquattro anni, viareggino, direttore vendite della boutique «Hugo Boss» di Forte dei Marmi (ed ex dipendente di «Massimo Rebecchi» in Passeggiata a Viareggio), sorpreso dalle fiamme nella sua casa di via Ponchielli. Ricoverata in condizioni gravi al centro ustioni di Cisanello (Pisa) è invece Marina Galano, 44 anni da compiere domani, di Marina di Massa, da tre mesi commessa alla boutique «Mila Grace» di Forte dei Marmi, che lunedì sera si trovava insieme al Farnocchia.

All'ospedale Sampierdarena di Genova sono ricoverate anche Roberta Calzoni, 54 anni da compiere il prossimo 15 luglio, nativa di Livorno ma residente in via Ponchielli 24, e la figlia Sara Orsi, 23 anni, anche lei nata a Livorno: sia la madre che la figlia sono in pericolo di vita.
In prognosi riservatissima nel reparto di rianimazione dell'ospedale Cisanello di Pisa anche Emanuela Menichetti, ventuno anni, residente in via Vespucci a Torre del Lago, figlia di Daniela Rombi (dipendente alla circoscrizione Torre del Lago) e di Claudio Menichetti.
Lotta invece contro la morte nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Massa Abdellatif Boumalhaf, nato a Marrakech (Marocco), 34 anni, residente in via Ponchielli 17, fratello di Noureddin, 32 anni, deceduto ieri all'ospedale di Carrara.

Originario del Pakistan è invece Ihsan Ulhyq, 34 anni, commerciante residente in via San Martino 237. Ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale «Niguarda» di Milano, è in gravi condizioni per le ustioni riportate nel disastro di lunedì.

Molto meno gravi sono invece le condizioni di salute di Massimo Gigliotti, 39 anni, parrucchiere, residente in via Ponchielli 28 e ricoverato in chirurgia polispecialistica al Versilia e del figlio Ludovico Gigliotti, un anno e cinque mesi, ospite della pediatria del Versilia.
Infine, non preoccupano le condizioni di Luigi Cordoni, 45 anni, residente in via Petri a Viareggio, rimasto coinvolto nell'incendio come volontario della Croce Verde e ora nel reparto di chirurgia polispecialistica del «Versilia».

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di Redazione web