Il Tirreno

Versilia

Due super-periti esaminano il treno. Cicala: è stato un cedimento meccanico

La Procura: 3 ipotesi di reato

Giorgio Billeri
<strong>L’INCONTRO.</strong> Cicala e Laricchia in conferenza stampa
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L’INCONTRO. Cicala e Laricchia in conferenza stampa

«Cedimento di un componente meccanica del vagone». E' l'ipotesi investigativa sulla quale sta lavorando la Procura, l'unica breccia nella spessa cortina eretta dal Procuratore capo, Aldo Cicala.

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LUCCA. «Cedimento di un componente meccanica del vagone». E' l'ipotesi investigativa sulla quale sta lavorando la Procura, l'unica breccia nella spessa cortina eretta dal Procuratore capo, Aldo Cicala.
Che, apertis verbis, esclude «l'attentato e il cedimento della massicciata della ferrovia». Confermando che è stato aperto un fascicolo d'indagine contro ignoti per tre ipotesi di reato: disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo, incendio colposo.
La magistratura, in questo momento, sta lavorando essenzialmente su tre direttrici: gli accertamenti delle cause che hanno portato al disastro, concentrandosi sui motivi della rottura del carrello, il riconoscimento certo delle vittime, il lavoro sul campo, ovvero nelle strade colpite dall'inferno di fuoco: via Ponchielli e via Porta Pietrasanta.
Poche certezze. La Procura, come primo passo, ha proceduto alla nomina di quattro medici legali e due super-consulenti tecnici, che sono al lavoro per verificare direttamente tutte le parti meccaniche sul vagone deragliato: uno, si è appreso, è Paolo Toni, docente di ingegneria meccanica presso l'Università di Firenze ed esperto di dinamica dei sistemi di trasporto. Ma altri ne saranno nominati nei prossimi giorni.
In queste ore sono in corso i sopralluoghi. Il Procuratore Cicala ha confermato l'ipotesi circolata nelle ultime ore secondo la quale non sarebbe stata trovata ruggine sul pezzo che si è staccato provocando il deragliamento. «Ma stiamo acquisendo documenti e prove sul posto, altro non posso aggiungere», ha detto in conferenza stampa, davanti a un plotone di giornalisti. Di certo però il titolare dell'inchiesta, il Pm Giuseppe Amodeo, ha disposto una serie di serrate verifiche sulle componenti di sicurezza del vagone, che secondo l'Ad delle Ferrovie Mauro Moretti risalirebbero al 1974 e sarebbero state realizzate nell'ex Ddr. Cicala ha confermato che sono stati interrogati a lungo i macchinisti (più di una volta, anche se questo non è stato ammesso esplicitamente) e non ha voluto fornire ulteriori chiarimenti sulla questione della presenza o meno di segni di saldatura sul carrello. In quanto al tratto ferroviario interessato dal disastro, il Procuratore ha chiarito che sarà dissequestrato (fatta eccezione per il binario) non appena i controlli sul convoglio saranno chiusi, sbloccando quindi il traffico ferroviario.
Il sequestro. Via Ponchielli e via Porta Pietrasanta sono state sottoposte a sequestro preventivo, ieri mattina. «Una zona - ha spiegato il dirigente del commissariato di Viareggio, Leopoldo Laricchia - che entro pochi giorni, ci auguriamo poche ore potrà essere circoscritta soltanto alle abitazioni crollate, permettendo così la riapertura della viabilità.
Iuffrida. «La ruggine sul giunto? Non c'era». Giuseppe Romano, comandante provinciale dei vigili del fuoco di Firenze, risponde alla domanda del cronista senza ombra di dubbio. Lui la ruggine di cui si parla da due giorni in relazione al carro che trasportava Gpl e che si è rovesciato non l'ha proprio vista. Così come, fin dall'inizio, ha escluso la rottura dell'asse, chiamata in causa in un primo momento dall'amministratore delegato delle Ferrovie di Stato.
Ma c'è un altro particolare da prendere in considerazione: alcuni residenti a ridosso dei binari, da qualche tempo, avevano registrato strani stridii al passaggio dei treni.

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