Sicurezza
STRAGE DI VIAREGGIO
Fedeli in preghiera, in centinaia alla veglia
Martina Ambrogi
Gremita la chiesa di San Paolino, a Viareggio, per la veglia di preghiera in memoria delle vittime dell'esplosione
2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Ore 21 chiesa di San Paolino. Le panche e le sedie disposte a lato sono tutte piene. Un posto per tutti coloro che sono accorsi alla grande veglia di preghiera in memoria delle vittime e per solidarietà con quanti sono stati colpiti dal dramma . Dai bambini agli anziani, credenti e non, suore, gente che professa un’altra religione, tutti uniti nel dolore.
A celebrare la messa l’Arcivescovo di Lucca, Italo Castellani. Al suo fianco i sacerdoti di tutte le parrocchie di Viareggio. Viene letta la notizia Ansa della mattina del 30 giugno che annunciava l’incidente. Dopo l’omelia, i messaggi dei fedeli e un microfono al centro della chiesa passato a chi voleva recitare una preghiera . “Alle persone che hanno gridato in questi due giorni”, “alle famiglie delle vittime”, “agli operatori sanitari” e infine un pensiero al piccolo Lorenzo, il bambino di due anni e mezzo morto all’ospedale Meyer di Firenze.
Pochi minuti dopo le 22 è il momento dell’accensione delle candele, un gesto tipico della veglia pasquale: un segno di speranza per dimostrare che Viareggio vuol tornare a vivere.Canti e chitarra ad accompagnare. Tutta la chiesa in una lunghissima fila in attesa di raggiungere l’altare con una candela nelle mani. Un piccolo gesto per accendere un barlume di speranza. Alla fine della veglia omaggio musicale del gruppo indie-rock degli “Esterina”.
Sotto il coordinamento della Caritas diocesana, in questi giorni le parrocchie hanno messo a disposizione posti letto, sale, pasti. Molte famiglie di sfollati sono ospitate in vari edifici parrocchiali di San Paolino, in quelli della chiesa di S. Antonio curata dai francescani, e presso la casa di riposo Sacro Cuore. Spazi per ospitare gli sfollati sono stati ricavati anche nelle parrocchie di Torre del Lago, Bicchio, Migliarina, S.Andrea, S.Giovanni Bosco e Terminetto.
A celebrare la messa l’Arcivescovo di Lucca, Italo Castellani. Al suo fianco i sacerdoti di tutte le parrocchie di Viareggio. Viene letta la notizia Ansa della mattina del 30 giugno che annunciava l’incidente. Dopo l’omelia, i messaggi dei fedeli e un microfono al centro della chiesa passato a chi voleva recitare una preghiera . “Alle persone che hanno gridato in questi due giorni”, “alle famiglie delle vittime”, “agli operatori sanitari” e infine un pensiero al piccolo Lorenzo, il bambino di due anni e mezzo morto all’ospedale Meyer di Firenze.
Pochi minuti dopo le 22 è il momento dell’accensione delle candele, un gesto tipico della veglia pasquale: un segno di speranza per dimostrare che Viareggio vuol tornare a vivere.Canti e chitarra ad accompagnare. Tutta la chiesa in una lunghissima fila in attesa di raggiungere l’altare con una candela nelle mani. Un piccolo gesto per accendere un barlume di speranza. Alla fine della veglia omaggio musicale del gruppo indie-rock degli “Esterina”.
Sotto il coordinamento della Caritas diocesana, in questi giorni le parrocchie hanno messo a disposizione posti letto, sale, pasti. Molte famiglie di sfollati sono ospitate in vari edifici parrocchiali di San Paolino, in quelli della chiesa di S. Antonio curata dai francescani, e presso la casa di riposo Sacro Cuore. Spazi per ospitare gli sfollati sono stati ricavati anche nelle parrocchie di Torre del Lago, Bicchio, Migliarina, S.Andrea, S.Giovanni Bosco e Terminetto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

