Il Tirreno

Versilia

STRAGE DI VIAREGGIO

«Abbiamo visto l’inferno»

«Abbiamo visto l’inferno»

I due macchinisti sotto choc: siamo miracolati

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LA SPEZIA. Sono rientrati a casa, alla Spezia, i due macchinisti del treno merci il cui deragliamento ha provocato il disastro di Viareggio. I due - uno di 36 anni con alle spalle 15 anni di servizio (proviene dal genio ferrovieri), l’altro cinquantenne con un’anzianità di servizio di 25-26 anni - sono sotto choc.

I due macchinisti avevano dato il cambio ai colleghi partiti da Trecate (Novara) verso le 23 di lunedì nella piccola stazione di Migliarina (La Spezia). «Abbiamo visto l’inferno, siamo dei miracolati»: è quanto hanno raccontato ad alcuni colleghi. I macchinisti hanno spiegato che l’altra notte stavano transitando da Viareggio a 90 km l’ora, in un tratto dove il limite è di 100. Improvvisamente hanno udito uno strattone, si sono affacciati e hanno visto la prima cisterna fuori sagoma; a quel punto hanno dato la frenata di emergenza. Ricostruendo ancora le fasi dell’incidente i due hanno detto che la locomotiva si è quindi staccata e ha proseguito per alcuni metri.

Dopo averla messa in sicurezza sono fuggiti portando via le schede di emergenza, cioè i documenti della merce trasportata. «Abbiamo camminato nel Gpl - hanno raccontato ai colleghi - abbiamo scavalcato un muretto e ci siamo rintanati». A quel punto vedendo che vicino c’era una sede della pubblica assistenza si sono diretti là per dare l’allarme, quando sono iniziati gli scoppi: «Era un inferno». Intanto i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti, Fast Ferrovie e Orsa hanno indetto un’ora di sciopero di tutto il traffico ferroviario italiano per oggi, dalle 11 alle 12, nel rispetto dei morti in seguito all’incidente di Viareggio e per sollecitare attenzione sul tema della sicurezza. Le organizzazioni lo hanno reso noto in un comunicato congiunto.

I primi elementi - si legge nella nota - danno indicazione della causa della tragedia per il cedimento strutturale di un asse del primo carro cisterna in composizione al treno. Il carro appartiene ad una società privata e sarebbe stato omologato in un paese della Ue. Già la scorsa settimana, sempre in Toscana - ricordano le sigle sindacali - un carro privato che trasportava merci pericolose e nocive aveva subito un cedimento analogo ed aveva paralizzato il traffico ferroviario sull’asse Milano Roma. I sindacati pongono come «elemento di forte riflessione un interrogativo circa l’adeguatezza dell’attuale sistema di regole alla luce di un sistema di trasporto totalmente liberalizzato ».

I sindacati ricordano che «una liberalizzazione del sistema ferroviario europeo fatta senza regole e senza un sistema di controlli certi ed efficaci, può rappresentare il rischio che società private, magari estere come in questo caso, possano mettere in circolazione materiale rotabile non in perfetta norma che può essere alla fonte di disastri».

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