Gioco
Emergenza casa, spesi quasi 2 milioniSono 1371 le richieste di un alloggio
Donatella Francesconi
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LA PROTESTA. Tagli al sociale, Comune sotto assedioLa spesa sociale pro capite sostenuta dal Comune è tre volte superiore al valore regionale
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VIAREGGIO. Un milione e 600mila euro (1.661.137 €) per fare fronte all'emergenza abitativa nel suo complesso. È quanto ha speso il Comune nel 2008, impegnando il 26,13% del bilancio del sociale. A richiedere sostegno per avere un tetto sulla testa sono prevalentemente persone di età compresa tra i 29 e i 64 anni, soprattutto residenti nella ex circoscrizione Centro-Marco Polo.
Le cifre impegnate sono di quelle che lasciano il segno in un bilancio comunale: 401.107 euro per gli inserimenti in pensione (dato 2008) e 582.693,63 per tutti gli altri interventi che servono a far fronte all'emergenza casa in generale. In una città in cui la richiesta di case popolari è così fotografata: 1371 nuclei familiari richiedenti al bando integrativo 2008 a fronte di 20 alloggi assegnati nello stesso anno; 89 che vivono in alloggi impropri; 79 con sfratti esecutivi (dato allo scorso anno); 160 che vivono in condizioni di antigienicità assoluta.
Sul totale delle domande, solo 175 sono quelle presentate da famiglie straniere. A sfatare una volta per tutte - sottolineano al segretariato sociale - che il Comune si occupi solo di chi non è italiano.
L'anno scorso sono stati 603 i nuovi accessi al segretariato: 513 gli italiani che hanno chiesto sostegno soprattutto sul fronte economico (275). Tra nuovi e vecchi casi, nel 2008, la spesa per garantire il minimo vitale si è attestata a quota 790865,16 euro. Con buona pace dei tagli che si sono susseguiti da dicembre e che rischiano di riproporre i propri effetti per l'estate.
«La spesa pro capite per il sociale - ha sottolineato la dirigente Giuseppina Tazzioli - è di 154 euro l'anno. Decisamente superiore al valore regionale, che si assesta a 55 euro, ma anche a quello dei Comuni versiliesi che non supera i 100. Insomma, quello del nostro Comune è un sistema di welfare sensibilmente superiore alla media, sia pur ancora in difetto rispetto al bisogno». Ed è un bel grido di dolore...
Le cifre impegnate sono di quelle che lasciano il segno in un bilancio comunale: 401.107 euro per gli inserimenti in pensione (dato 2008) e 582.693,63 per tutti gli altri interventi che servono a far fronte all'emergenza casa in generale. In una città in cui la richiesta di case popolari è così fotografata: 1371 nuclei familiari richiedenti al bando integrativo 2008 a fronte di 20 alloggi assegnati nello stesso anno; 89 che vivono in alloggi impropri; 79 con sfratti esecutivi (dato allo scorso anno); 160 che vivono in condizioni di antigienicità assoluta.
Sul totale delle domande, solo 175 sono quelle presentate da famiglie straniere. A sfatare una volta per tutte - sottolineano al segretariato sociale - che il Comune si occupi solo di chi non è italiano.
L'anno scorso sono stati 603 i nuovi accessi al segretariato: 513 gli italiani che hanno chiesto sostegno soprattutto sul fronte economico (275). Tra nuovi e vecchi casi, nel 2008, la spesa per garantire il minimo vitale si è attestata a quota 790865,16 euro. Con buona pace dei tagli che si sono susseguiti da dicembre e che rischiano di riproporre i propri effetti per l'estate.
«La spesa pro capite per il sociale - ha sottolineato la dirigente Giuseppina Tazzioli - è di 154 euro l'anno. Decisamente superiore al valore regionale, che si assesta a 55 euro, ma anche a quello dei Comuni versiliesi che non supera i 100. Insomma, quello del nostro Comune è un sistema di welfare sensibilmente superiore alla media, sia pur ancora in difetto rispetto al bisogno». Ed è un bel grido di dolore...
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