Il Tirreno

Versilia

Dopo le europee. Senza assetti locali organizzati, due partiti salgono alla ribalta sui due versanti. Udc e Comunisti in equilibrio

Lega e Di Pietro all'arrembaggio

Fabrizio Brancoli

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 È il Giro del 1940. Gino Bartali parte favorito ma alla seconda tappa cade e si ferisce. Tre giorni dopo la squadra si affida a un gregario 21enne, che va all'attacco e trionfa. Si chiama Fausto Coppi; e Bartali, per quel gregario impertinente, soffrirà per anni.
 Pdl e Pd faranno bene a guardarsi indietro, anche in Versilia, perché hanno in squadra dei gregari piuttosto aggressivi. Lega e IdV hanno alzato la voce in Italia e raccolto consensi locali.
 In Versilia questi due partiti non hanno assetti locali strutturati, né rappresentanze istituzionali concrete. Sono "newcomer", vengono dal niente o quasi, eppure hanno fatto male a rivali... e alleati. Scommettiamo che ora - per esempio nella volata lunga delle elezioni a Pietrasanta - spunteranno leghisti o dipietristi tra le spiagge e le Apuane?
 Le europee consegnano due corazzate con qualche ammaccatura; ma sono voti liquidi. Passano da un partito all'altro in un sistema di vasi comunicanti, ma restano dentro la stessa coalizione. Insomma sono cambiate le opzioni ma non i concetti di fondo.
 Bipolarismo relativo. Il partito di Di Pietro va in orbita proprio nella politicizzatissima Pietrasanta (8%) dove l'IdV non presidia i giornali con comunicati e commenti, e neppure ha una sede dove riunirsi. Qualcosa di simile accade alla Lega che va forte a Seravezza e ancora Pietrasanta (6,48%).
 Il pallottoliere. Se la Versilia fosse un unico Comune...
 Se la Versilia fosse un unico Comune, una coalizione di centrodestra conterebbe sul 52,50%. Abbiamo sommato Pdl, Lega, Pensionati, Fiamma Tricolore; e abbiamo aggiunto l'Udc che spesso, negli enti locali, governa con gli ex compagni di avventura. Chi non è d'accordo sottragga il 4,43% di Casini. La musica, ovviamente, cambierebbe.
 Sull'altro versante, ecco un'ipotesi di sinistra versiliese: Pd più Sl, Comunisti, P.lavoratori e IdV, totale 44,22%. A piacimento considerate o ignorate i radicali di Bonino-Pannella (2,73%).
 Udc baricentrica. Eterno piazzato, lo scudocrociato di Casini sopravvive alle ondate del sistema binario della nostra politica: anche in Versilia c'è questa piccola terza via dello stare nel mezzo. Un voto da zona-uefa, che ha radici Dc e che pesca in una società familiare e da piccola impresa terziaria, che in questa area ha senso e storia. L'Udc stabilizza le propie posizioni su un 4,43% territoriale con performance brillanti a Camaiore, Massarosa e Stazzema.
 Silicani 10 più. L'unico vero verdetto arriva dalle montagne, dove Michele Silicani è travolgente, con dieci punti percentuali in più rispetto a cinque anni fa. Un primo mandato che ha convinto Stazzema, comune parcellizzato, con tanti interessi peculiari, tutti degni di merito. La sinistra guarda all'alta Versilia di Stazzema e della Seravezza di Ettore Neri con un sentimento misto: speranza, rimpianto, consolazione. Forse però dovrebbe imparare la lezione di sindaci poco di nomenklatura, forti d'animo, autenticamente operativi, che sanno stare in mezzo alla gente.

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