Toscana
viareggio
L'investitrice al pirata: «Esci allo scoperto»
Claudio Vecoli
«Ho voluto conoscere i familiari di Cristiano e sono stati loro a confortare me. Spero solo che sia fatta giustizia: chi ha sbagliato paghi»
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VIAREGGIO. Sabato sera era al volante della sua Smart. Tranquilla, serena, sorridente, così come una ragazza della sua età può esserlo in un fine settimana di inizio estate. Poi, in un attimo, la tragedia. Pochi istanti per fissare nella mente una serie di fotogrammi che difficilmente potrà mai cancellare: i fanali di un'auto che fugge via, uno scooter che invade la sua carreggiata, lo schianto inevitabile.
Beatrice, da quel maledetto sabato sera, non è più la stessa. Razionalmente, è conscia di avere ben poche responsabilità per la morte di Cristiano Ratti. «So di essermi soltanto trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato», spiega. Ma quelle immagini continuano a tormentarla. «Resta il fatto che sulla coscienza mi resta un macigno grandissimo». Ed è per questo che ha deciso di scrivere la lettera-appello al pirata della strada che ha tamponato lo scooter (lettera che pubblichiamo a parte) perché si costituisca.
Dell'incidente Beatrice ricorda tutto. Nitidamente. Anche se, purtroppo, è riuscita a mettere a fuoco ben poco. «Ho visto l'auto che fuggiva. Sicuramente era una macchina di piccola cilindrata di colore scuro. Forse una Twingo nuovo modello, ma su questo potrei anche sbagliarmi. So che però vigili urbani e polizia hanno trovato un vetro che potrebbe essere importante per le indagini. Se non si costituirà, spero proprio che lo trovino e gliela facciano pagare cara».
Beatrice, prima dell'incidente, non conosceva Cristiano Ratti. Ha però voluto conoscere i familiari, presentarsi a loro, anche se sapeva di andare incontro anche a qualche incomprensione. «E invece si sono dimostrate persone splendide. La moglie Valentina, la mamma, i cugini, i fratelli: malgrado quello che era accaduto, tutti hanno avuto per me parole di conforto, mi hanno incoraggiato perché hanno compreso che anch'io ero vittima di quella terribile tragedia. Di questo li ringrazio. Ed è anche per loro, e in primis per il piccolo Samuele che ad un anno di vita si ritrova senza il padre, che ho voluto scrivere il mio appello al pirata della strada».
Martedì pomeriggio Beatrice è andata anche ai funerali di Cristiano. «Non lo conoscevo - prosegue - però dopo quello che è accaduto è come se fosse morto un amico. Vista l'età, poteva essere mio fratello».
Dimenticare quello che è accaduto sarà impossibile. «Questa tragedia mi resterà dentro per sempre, inevitabilmente». Beatrice nutre però la speranza che almeno sia fatta giustizia. E che venga trovato al più presto colui che ha provocato questa lunga scia di dolore. «Mi auguro per lui che si costituisca, che abbia il coraggio di ammettere le proprie responsabilità. Non riesco proprio a spiegarmi come possa guardarsi allo specchio sapendo quello che ha fatto».
Beatrice, da quel maledetto sabato sera, non è più la stessa. Razionalmente, è conscia di avere ben poche responsabilità per la morte di Cristiano Ratti. «So di essermi soltanto trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato», spiega. Ma quelle immagini continuano a tormentarla. «Resta il fatto che sulla coscienza mi resta un macigno grandissimo». Ed è per questo che ha deciso di scrivere la lettera-appello al pirata della strada che ha tamponato lo scooter (lettera che pubblichiamo a parte) perché si costituisca.
Dell'incidente Beatrice ricorda tutto. Nitidamente. Anche se, purtroppo, è riuscita a mettere a fuoco ben poco. «Ho visto l'auto che fuggiva. Sicuramente era una macchina di piccola cilindrata di colore scuro. Forse una Twingo nuovo modello, ma su questo potrei anche sbagliarmi. So che però vigili urbani e polizia hanno trovato un vetro che potrebbe essere importante per le indagini. Se non si costituirà, spero proprio che lo trovino e gliela facciano pagare cara».
Beatrice, prima dell'incidente, non conosceva Cristiano Ratti. Ha però voluto conoscere i familiari, presentarsi a loro, anche se sapeva di andare incontro anche a qualche incomprensione. «E invece si sono dimostrate persone splendide. La moglie Valentina, la mamma, i cugini, i fratelli: malgrado quello che era accaduto, tutti hanno avuto per me parole di conforto, mi hanno incoraggiato perché hanno compreso che anch'io ero vittima di quella terribile tragedia. Di questo li ringrazio. Ed è anche per loro, e in primis per il piccolo Samuele che ad un anno di vita si ritrova senza il padre, che ho voluto scrivere il mio appello al pirata della strada».
Martedì pomeriggio Beatrice è andata anche ai funerali di Cristiano. «Non lo conoscevo - prosegue - però dopo quello che è accaduto è come se fosse morto un amico. Vista l'età, poteva essere mio fratello».
Dimenticare quello che è accaduto sarà impossibile. «Questa tragedia mi resterà dentro per sempre, inevitabilmente». Beatrice nutre però la speranza che almeno sia fatta giustizia. E che venga trovato al più presto colui che ha provocato questa lunga scia di dolore. «Mi auguro per lui che si costituisca, che abbia il coraggio di ammettere le proprie responsabilità. Non riesco proprio a spiegarmi come possa guardarsi allo specchio sapendo quello che ha fatto».
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