Il Tirreno

Versilia

Mancano i soldi, niente supplenze

Luca Cinotti

Il Governo taglia i fondi e i presidi rinunciano alle sostituzioni

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VIAREGGIO. Il telefonino di Beatrice squilla il 9 aprile, primo giorno delle vacanze di Pasqua. All’altro capo, una gentile e dispiaciuta segretaria dell’Itis “Galileo Galilei” che le spiega che - almeno per il mese di aprile - la sua supplenza non sarà rinnovata. Motivo: le casse dell’istituto sono vuote (o quasi). Un caso tutt’altro che isolato, visto che - come conferma il sindacato - da tante scuole della Versilia arrivano segnalazioni di blocchi delle supplenze per l’impossibilità di pagare i docenti.
Meglio riavvolgere il nastro e cominciare da uno dei tanti inizi di questa storia. Quello che riguarda Beatrice. «Sto terminando la Ssis (scuola di specializzazione per insegnanti, ndr) e sono inserita nelle graduatorie di istituto per le supplenze in inglese - racconta -. Il 12 febbraio ho cominciato a insegnare al Liceo scientifico tecnologico presso l’Itis, poi l’incarico mi è stato rinnovato dal 9 di marzo fino all’8 di aprile, ultimo giorno prima delle vacanze di Pasqua». Il giorno dopo arriva la telefonata dalla scuola. Che - oltre a gelare la speranza di un rinnovo dell’incarico - aggiunge particolari sconcertanti in più: «Mi hanno spiegato che i fondi per pagare le supplenze per il 2009 erano finiti. In cassa avevano solo 3.000 euro. E allora avevano deciso di non rinnovarmi l’incarico per aprile. Anche perché, mi hanno spiegato, hanno fatto il conto sulle ore di lezione che sarebbero saltate: fra vacanze di Pasqua, 25 aprile e la gita di una classe, potevano “sacrificarle”».
Una ricostruzione confermata per filo e per segno dalla dirigente della scuola del Marco Polo, Lucia Capizzi: «Il contratto era scaduto e, vista la scarsità di finanziamenti, abbiamo scelto di non rinnovarlo». Una decisione «sofferta», che vale per il mese di aprile: «Abbiamo dovuto optare per il “male minore”, visto che ad aprile erano previste meno ore di lezione. Avremo invece una supplenza per maggio, in previsione del “rush finale” dell’anno scolastico. Ma non posso negare che ci siano problemi gravi di gestione della scuola».
E qui il filo si riannoda a un altro degli inizi di questo problema. Anzi, a quello che è il vero inizio: il taglio dei finanziamenti che, per il 2009, lo Stato doveva garantire agli istituti per gestire (e pagare) le supplenze “brevi”. «Il problema - prosegue Capizzi - è che oltretutto queste voci di bilancio sono vincolate. Questo significa che non possiamo trasferire soldi da altri capitoli di spesa per far fronte al costo delle supplenze». «Il budget è insufficiente - sintetizza Giovanna Guastini, segretaria provinciale Flc-Cgil - e così molti dirigenti devono fare i conti con i pochi soldi che hanno e operare scelte anche dolorose. Ci sono anche casi di supplenti che non sono stati pagati».
Il sindacato spiega di avere diverse segnalazioni proprio dalla Versilia: «Nei prossimi giorni avvieremo una ricognizione con i dirigenti per avere il quadro del problema», spiega Guastini. Insomma, il caso di Beatrice non è affatto isolato. A rimanere con il cerino in mano (oltre ai docenti “precari” come Beatrice) sono ovviamente i ragazzi e i bambini. Perché il caos-supplenze riguarda le scuole di tutti gli ordini. E anche le vecchie soluzioni di emergenza (la “compresenza” dei maestri per i più piccoli, le ore supplementari dei docenti per medie e superiori) sono destinate a finire, stante i nuovi regolamenti ministeriali. E così gli studenti delle superiori potranno uscire prima se l’ora non coperta è l’ultima, oppure rischiano di rimanere con il classico “buco”, senza alcun professore: insomma, quello che fino a qualche anno fa era l’eccezione, rischia di diventare una regola. Con il non trascurabile effetto di svolgere il programma solo parzialmente. I più piccoli, invece, potrebbero cominciare continue “migrazioni”, suddivisi in varie classi. Situazione aggravata dal fatto che, ormai da diverso tempo, non vengono più disposte supplenze per assenze inferiori ai 15 giorni. Beatrice, intanto, aspetta una telefonata per maggio. Sperando che, questa volta, porti buone notizie.

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