Finanza
Cassa integrazione senza fine
Benetti ha sospeso a tempo altri 50 lavoratori
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VIAREGGIO. Diventano 50 i lavoratori della divisione viareggina di Benetti in cassa integrazione: dall'altro ieri, come peraltro annunciato la settimana scorsa, altre 47 persone sono state «sospese» dall'attività. Tra queste anche diversi impiegati e responsabili commerciali, compreso uno dei massimi dirigenti dell'ufficio risorse umane dell'azienda. Per questo gruppo di dipendenti vale la stessa regola dei colleghi di Azimut: la cassa integrazione infatti avrà complessivamente la durata di tredici settimane, ma dovrebbe essere applicato il criterio della rotazione per limitare al massimo i disagi per i lavoratori.
Intanto Marco d'Alessandro, ex manager di Azimut e referente per la divisione viareggina, ha precisato i contorni del suo distacco, giunto abbastanza inatteso, dal gruppo di Avigliana. «Non esistono tra me e l'azienda - spiega in una lettera - divergenze di vedute in relazione alle politiche e alle scelte aziendali, da me condivise e portate avanti fino ad oggi. La mia decisione di lasciare la società ha carattere strettamente personale ed è collegata all'occasione di poter svolgere una nuova e incentivante esperienza lavorativa presso un'importante azienda multinazionale, opportunità che desidero cogliere perchè la ritengo interessante per il mio sviluppo professionale».
Stamani intanto i sindacati incontreranno il sindaco Luca Lunardini. Sul tavolo, ovviamente, i problemi legati alla crisi dei grandi cantieri ma soprattutto la drammatica situazione dell'indotto e degli appalti. «Chiederemo di nuovo - spiega Lamberto Pocai, Fiom Cgil - che il Comune ci aiuti ad affrontare il problema degli appalti e della sicurezza del lavoro, magari facendo leva sullo strumento più importante di cui dispone, ovvero quello delle concessioni».
Intanto Marco d'Alessandro, ex manager di Azimut e referente per la divisione viareggina, ha precisato i contorni del suo distacco, giunto abbastanza inatteso, dal gruppo di Avigliana. «Non esistono tra me e l'azienda - spiega in una lettera - divergenze di vedute in relazione alle politiche e alle scelte aziendali, da me condivise e portate avanti fino ad oggi. La mia decisione di lasciare la società ha carattere strettamente personale ed è collegata all'occasione di poter svolgere una nuova e incentivante esperienza lavorativa presso un'importante azienda multinazionale, opportunità che desidero cogliere perchè la ritengo interessante per il mio sviluppo professionale».
Stamani intanto i sindacati incontreranno il sindaco Luca Lunardini. Sul tavolo, ovviamente, i problemi legati alla crisi dei grandi cantieri ma soprattutto la drammatica situazione dell'indotto e degli appalti. «Chiederemo di nuovo - spiega Lamberto Pocai, Fiom Cgil - che il Comune ci aiuti ad affrontare il problema degli appalti e della sicurezza del lavoro, magari facendo leva sullo strumento più importante di cui dispone, ovvero quello delle concessioni».
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