Sicurezza
La passeggiata nel mare
Luca Basile
Il sindaco: «Bella opera, perdoniamo gli scettici»
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Onde limacciose schiumano rabbiose verso riva, ma il corteo, in lenta processione per l’approdo alla rotonda finale, non sembra quasi farci caso. Alle 11.50 di un sabato mattina che prometteva pioggia copiosa e refoli di vento gelido e che invece porta in dote vagiti di sole estivo, il cuore del pontile di Tonfano ha cominciato a battere. Al taglio del nastro del sindaco Massimo Mallegni è così deflagrata la festa: rulli di tamburi, squilli di chiarine, applausi, musica, paracadutisti, sbandieratori del Palio dei Micci, aquiloni e deposizioni di pergamene ricordo. «Tutti sul pontile, nessun escluso. Non ci sono problemi di sicurezza», grida Mallegni, ma non fa in tempo a finire la frase che miss Carnevale di Pietrasanta, Francesca Andreozzi, deve sdraiarsi per un lieve malore in un angolo, lontano da calca, calore e affanni. E allora non puoi fare a meno di pensare ai tanti, troppi accidenti che hanno accompagnato la costruzione del pontile in questi anni: schegge negative che finiscono dissolte davanti al sorriso della miss di nuovo in piedi e ben colorita in viso. 4000 persone, forse più, fanno da muro umano ad una giornata che Marina di Pietrasanta sognava da decenni.
«Oltre 50 anni fa, l’allora sindaco Palagi, parlò del pontile come di una possibile e importante risorsa per il nostro paese. Con un po’ di ritardo, ce l’abbiamo fatta a realizzare quell’idea che ebbe fra i suoi grandi sostenitori, con tanto di raccolta firme, Sauro Costa. Grazie a tutti voi», sottolinea un festante Mallegni che stringe mani, posa in foto e firma cartoline come una star messa sotto contratto per l’occasione. Un ruolo che sembra renderlo euforico. «Diverse persone hanno contestato, con ogni mezzo verbale, la costruzione del pontile: oggi confidiamo in un loro ravvedimento, visto ciò che di bello è stato realizzato. E noi, magnanimi, siamo pronti a perdonarli. Cosa ne penso degli altri pontili? Dire il mio è più bello del tuo, mi sembra banale: quello di Forte dei Marmi affonda le sue radici nella storia, quello di Lido è, come ho detto, una piacevole passeggiata verso il mare con punto ristoro, il nostro è una vera passeggiata sul mare, con una vista che si illumina su tutto il panorama e una rotonda finale senza eguali. Un pontile che sarà un valore aggiunto per la Marina tutta: noi il nostro lo abbiamo portato a termine, adesso la parola passa all’imprenditoria locale».
Che è lì, tutta intorno, con il sorriso dei giorni migliori: Francesco Belli, balneari, Alfonso Canneva, albergatori, Marco Rebecchi, associazione Marina Eventi, Adolfo Agolini, Artigianart. Così come a fare da scorta istituzionale a Mallegni ci sono il sindaco di Viareggio, Luca Lunardini, quello di Massarosa, Fabrizio Larini, il presidente della Provincia Andrea Baccelli, gli onorevoli Massimo Baldini e Luca Paolini, il Comandante della Capitaneria di Viareggio Giovanni Canu, i sindaci delle città gemellate di Ecaussinnes e Grenzach Whylen, delegati delle amministrazioni di Forte dei Marmi e Camaiore, Fernando Botero con la moglie Sophia Vary, Novello Finotti, ovviamente la mente del pontile Tiziano Lera, il presidente della Banca di Credito Umberto Guidugli, Don Florio, Monsignor Danilo D’Angiolo rappresentanze di Carabinieri, Finanza, Polizia ed altre autorità variamente assortite. Qualcuno cerca il testimonial annunciato, Marcello Lippi, ma l’ex ct della Nazionale è altrove, al matrimonio romano di Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci.
Poco male: anche perché la gente aveva cominciato ad accerchiare piazza Europa già un’ora prima dell’inaugurazione, scuriosando fra le bancarelle del mercatino promosso dalla Marina Eventi - che in poche ore ha poi venduto circa 800 magliette celebrative della giornata, firmate da Fabrizio Del Tessa, con un incasso che in parte sarà devoluto in beneficenza - e fotografando il ‘pontilone’, 380 metri di lunghezza, di cui 214 di tuffo in mare, da lontano. Fra esecuzioni infinite dell’inno di Pietrasanta e i giochi di parole del presentatore Fabrizio Diolaiuti su palco, è stata poi la volta dell’alzabandiera, con l’inno italiano suonato dalla Filarmonica di Capezzano Monte e delle parole di Alfredo Benedetti, assessore ai lavori pubblici, «ma da oggi anche assessore alle grandi opere: sono felice. Scusate il ritardo, ma in questi anni è accaduto di tutto, incidenti e ‘inconvenienti personali’ inclusi» e Massimo Baldini, «questo pontile è un simbolo che si riallaccia idealmente alla nostra tradizione». Poi tutti, da scolaresca memoria, in caotica fila per arrivare alla sommità del ponte, dopo la benedizione di Don Florio, per ammirare la nuova targa scoperta per l’occasione e le evoluzioni aeree di sette paracadutisti del Gruppo Sportivo dell’Esercito che planando da 3500 metri sulla stessa rotonda, consegnano alla miss la pergamena firmata da centinaia di cittadini.
Pergamena che Francesca Andreozzi, di celeste vestita, consegna a Mallegni. Addetti alla sicurezza - un po’ troppo calati nel ruolo - indirizzano la fiumana di gente in sedi meno caotiche della rotonda da 800 mq, il sole comincia a dissolversi, facendo da apripista ai primi annunciati nuvoloni. Ma la festa è ai titoli di coda e allora sulla via di ritorno verso piazza Europa, lo sguardo si posa sulle sculture monumentali, made in Pietrasanta, posizionate in alcune nicchie del pontile: sculture che raccontano di una storia di una città, Cordoba in Spagna, che ci sembra abbia poco a che vedere con Pietrasanta e il suo mare. Dettagli agli occhi di chi, di gran corsa, si reca per partecipare al pranzo di semi-gala all’adiacente ristorante Grand Bleu: amministratori e autorità varie, una sessantina e più i commensali, che brindano idealmente al pontile guidati dal sindaco Massimo Mallegni. Così come brinda, a qualche metro di distanza al bagno Dalmazia, l’assessore Alfredo Benedetti con un’altra corte di commensali. Non alzano calici al cielo, invece, alcuni giovani extracomunitari che sostano con la loro mercanzia sotto il chiosco che fa da apripista al pontile: arriva Mallegni che, con modi spicci, li invita ad andarsene. E la gente continua a fotografare.
«Oltre 50 anni fa, l’allora sindaco Palagi, parlò del pontile come di una possibile e importante risorsa per il nostro paese. Con un po’ di ritardo, ce l’abbiamo fatta a realizzare quell’idea che ebbe fra i suoi grandi sostenitori, con tanto di raccolta firme, Sauro Costa. Grazie a tutti voi», sottolinea un festante Mallegni che stringe mani, posa in foto e firma cartoline come una star messa sotto contratto per l’occasione. Un ruolo che sembra renderlo euforico. «Diverse persone hanno contestato, con ogni mezzo verbale, la costruzione del pontile: oggi confidiamo in un loro ravvedimento, visto ciò che di bello è stato realizzato. E noi, magnanimi, siamo pronti a perdonarli. Cosa ne penso degli altri pontili? Dire il mio è più bello del tuo, mi sembra banale: quello di Forte dei Marmi affonda le sue radici nella storia, quello di Lido è, come ho detto, una piacevole passeggiata verso il mare con punto ristoro, il nostro è una vera passeggiata sul mare, con una vista che si illumina su tutto il panorama e una rotonda finale senza eguali. Un pontile che sarà un valore aggiunto per la Marina tutta: noi il nostro lo abbiamo portato a termine, adesso la parola passa all’imprenditoria locale».
Che è lì, tutta intorno, con il sorriso dei giorni migliori: Francesco Belli, balneari, Alfonso Canneva, albergatori, Marco Rebecchi, associazione Marina Eventi, Adolfo Agolini, Artigianart. Così come a fare da scorta istituzionale a Mallegni ci sono il sindaco di Viareggio, Luca Lunardini, quello di Massarosa, Fabrizio Larini, il presidente della Provincia Andrea Baccelli, gli onorevoli Massimo Baldini e Luca Paolini, il Comandante della Capitaneria di Viareggio Giovanni Canu, i sindaci delle città gemellate di Ecaussinnes e Grenzach Whylen, delegati delle amministrazioni di Forte dei Marmi e Camaiore, Fernando Botero con la moglie Sophia Vary, Novello Finotti, ovviamente la mente del pontile Tiziano Lera, il presidente della Banca di Credito Umberto Guidugli, Don Florio, Monsignor Danilo D’Angiolo rappresentanze di Carabinieri, Finanza, Polizia ed altre autorità variamente assortite. Qualcuno cerca il testimonial annunciato, Marcello Lippi, ma l’ex ct della Nazionale è altrove, al matrimonio romano di Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci.
Poco male: anche perché la gente aveva cominciato ad accerchiare piazza Europa già un’ora prima dell’inaugurazione, scuriosando fra le bancarelle del mercatino promosso dalla Marina Eventi - che in poche ore ha poi venduto circa 800 magliette celebrative della giornata, firmate da Fabrizio Del Tessa, con un incasso che in parte sarà devoluto in beneficenza - e fotografando il ‘pontilone’, 380 metri di lunghezza, di cui 214 di tuffo in mare, da lontano. Fra esecuzioni infinite dell’inno di Pietrasanta e i giochi di parole del presentatore Fabrizio Diolaiuti su palco, è stata poi la volta dell’alzabandiera, con l’inno italiano suonato dalla Filarmonica di Capezzano Monte e delle parole di Alfredo Benedetti, assessore ai lavori pubblici, «ma da oggi anche assessore alle grandi opere: sono felice. Scusate il ritardo, ma in questi anni è accaduto di tutto, incidenti e ‘inconvenienti personali’ inclusi» e Massimo Baldini, «questo pontile è un simbolo che si riallaccia idealmente alla nostra tradizione». Poi tutti, da scolaresca memoria, in caotica fila per arrivare alla sommità del ponte, dopo la benedizione di Don Florio, per ammirare la nuova targa scoperta per l’occasione e le evoluzioni aeree di sette paracadutisti del Gruppo Sportivo dell’Esercito che planando da 3500 metri sulla stessa rotonda, consegnano alla miss la pergamena firmata da centinaia di cittadini.
Pergamena che Francesca Andreozzi, di celeste vestita, consegna a Mallegni. Addetti alla sicurezza - un po’ troppo calati nel ruolo - indirizzano la fiumana di gente in sedi meno caotiche della rotonda da 800 mq, il sole comincia a dissolversi, facendo da apripista ai primi annunciati nuvoloni. Ma la festa è ai titoli di coda e allora sulla via di ritorno verso piazza Europa, lo sguardo si posa sulle sculture monumentali, made in Pietrasanta, posizionate in alcune nicchie del pontile: sculture che raccontano di una storia di una città, Cordoba in Spagna, che ci sembra abbia poco a che vedere con Pietrasanta e il suo mare. Dettagli agli occhi di chi, di gran corsa, si reca per partecipare al pranzo di semi-gala all’adiacente ristorante Grand Bleu: amministratori e autorità varie, una sessantina e più i commensali, che brindano idealmente al pontile guidati dal sindaco Massimo Mallegni. Così come brinda, a qualche metro di distanza al bagno Dalmazia, l’assessore Alfredo Benedetti con un’altra corte di commensali. Non alzano calici al cielo, invece, alcuni giovani extracomunitari che sostano con la loro mercanzia sotto il chiosco che fa da apripista al pontile: arriva Mallegni che, con modi spicci, li invita ad andarsene. E la gente continua a fotografare.
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