Il Tirreno

Versilia

La lirica sposerà anche il musical

La lirica sposerà anche il musical

L'inaugurazione, qualche malinconia e le idee per il futuro

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TORRE DEL LAGO. L’attenzione della stampa nazionale, la diretta Rai, l’arrivo dei politici nazionali (ci sarà l’ex ministro Francesco Rutelli ed è grande atteso il suo successore Sandro Bondi), le note dell’orchestra della Scala diretta dal maestro Riccardo Chailly: in riva al lago l’attesa per i primi passi del nuovo Teatro della lirica è fibrillante. Con un velo di malinconia perché l’inaugurazione sarà l’ultimo atto della presidenza di Manrico Nicolai. La cui impronta è ben stampata nelle fondamenta dell’opera imponente con il difetto di non essere nata dalla mente di una matita eccellente. Per sostenere l’operato di Nicolai si sono mossi in tanti, da sinistra ma anche da destra. Alla fine, il primo cittadino ha scelto: «Nicolai inaugura il teatro; ma entro la fine di giugno voglio insediare il nuovo presidente». Che sarà Massimiliano Simoni, agente immobiliare e leader versiliese di An, quarantenne con il “pallino” del marketing, presidente della Fondazione Versiliana, “made in Pietrasanta” come il suo predecessore. «Il cambiamento che mi hanno chiesto gli elettori», è la tesi di Lunardini, «passa anche dal rinnovamento delle persone». Direzione compresa, per quel che riguarda il Festival. Anche se, continua Lunardini, «credo sia più facile che per questo si vada a dopo l’estate».

Usa toni condizionali, il sindaco: «L’autorità della decisione è nelle mani del nuovo presidente. Il mio è un indirizzo che presumo si voglia tenere di conto...». Massimiliano Simoni non si sottrae. «Voglio parlare anche con il maestro Veronesi... Per me è lui il direttore artistico per tutta la stagione 2008». In questi giorni sono circolati i nomi di Katia Ricciarelli e di Andrea Bocelli, come candidati a direzioni “eccellenti”, ma Simoni frena: «Non ho un direttore artistico nel cassetto, anche se è vero - per esempio - che sono grande amico di Carlo Pesta, sovrintendente e direttore artistico del Teatro lirico di Novara». Di competenze specifiche sulla lirica ne ha poche o nessuna. Simoni - ultimo cd acquistato quello di Eros Ramazzotti - Simoni punta dritto al cuore dei “ragazzi di strada”. E di direttori artistici ne vorrebbe addirittura due: «Uno per la lirica e l’altro per tutte le iniziative che si possono tenere in un teatro da 18 milioni di euro». Per esempio i musical: «La cornice ideale per un “Notre Dame de Paris” non è la Cittadella, ma il teatro sul lago. Come per il concerto di Battiato. Ho in mente una lunga stagione con musica e spettacolo per i gusti più diversi. Puccini è Puccini, ma si possono offrire Verdi o Mascagni, acquistando produzioni di qualità a prezzi contenuti».

Il tema dei costi non è secondario: «Per prima cosa voglio vedere i conti del Pucciniano. Perché un’opera lirica si fa con 1 milione, ma anche con 200mila euro: secondo se si vuole privilegiare l’aspetto scenografico - cioè il “fumo” - o la qualità dell’esecuzione». È da valutare, continua Simoni, «se certe scenografie siano da affidare ai grandi del settore, oppure se bisogna continuare con gli scultori, pur di fama, che non hanno competenze specifiche... Certo, Torre del Lago aveva bisogno di lavorare sull’immagine. Ma ora è il momento di pensare alla sostanza: qualità, contenimento dei costi, parcellizzazione delle risorse. E sponsor. Il festival costa al Comune 5 milioni e 700mila euro degli 11 destinati alla cultura in totale. Quando sei sicuro dei finanziamenti nulla ti stimola a fare di più... Ma li avete visti gli sponsor? Sea, Mover, e via così. Mentre si sono tenuti fuori privati che non facevano parte dei soliti noti». L’ultima stilettata, Simoni la riserva ai viaggi all’estero della gestione Nicolai: «La smania di viaggiare non ce l’ho. E poi: si va all’estero, ma in quali teatri? Non basta certo la sola promozione messa in piedi dagli uffici culturali all’estero...».

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