Il Tirreno

Versilia

La Versilia va a destra, la sinistra implode

Fabrizio Brancoli

Viareggio oggi con il fiato sospeso per il sindaco. Tre i parlamentari eletti

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Quando in tipografia si sono accorti che le caselle delle variazioni percentuali erano troppo strette, erano le nove di sera. Nelle tabelle elettorali non era stata prevista la possibilità che un partito - o, peggio, un’intera coalizione - perdesse o guadagnasse cifre di oltre il dieci per cento. Invece è accaduto. C’è un decollo del Pd in Alta Versilia; ma c’è anche un crollo della Sinistra Arcobaleno, diffuso, impenetrabile fino a poche ore fa. Giornali e tipografie possono correggere in corsa le caselle; la politica ha fatalmente tempi più lenti e l’analisi, giocoforza, dovrà essere approfondita. Nell’aprile del 2006 - sembra trascorsa qualche era glaciale - Il Tirreno regalava titoli a Rifondazione che volava (10,3 per cento a Viareggio, 11,2 a Seravezza). Ieri il cartello delle sinistre, presunto rafforzato vista la presenza di Pdci e Verdi, ha incassato una sconfitta storica. Da doppia cifra, appunto. Uno tsunami politico che ha pochi precedenti e che certo non era nei pronostici locali. La sinistra è implosa Comune per Comune, tra le lacrime dei militanti più veri e l’incredulità di chi sperava di aver costruito, almeno sul territorio, un’alternativa forte e credibile alla polarizzazione Pd-Pdl.

Quei voti, smarriti nella due giorni elettorale dal popolo della sinistra, hanno irrorato il Pd, che ha beneficiato dei residui dell’antiberlusconismo. L’avanzata del partito di Veltroni è evidente, i numeri scavalcano abbondantemente la somma aritmetica di Ds e Margherita; ma la sensazione, a prima pelle, è che questo terreno non sia stato recuperato ai moderati, agli incerti o ai delusi di centro: è a sinistra che il Pd ha eroso, grattato e graffiato preferenze. Il risultato è che il soggetto politico nato nell’ottobre 2007 ha segnato un ottimo risultato, per così dire, personale; ma gli assetti dei sette comuni del nostro territorio sembrano inequivocabilmente votati verso Berlusconi: novemiladuecento voti di differenza sono un serbatoio che genera euforia da una parte e imbarazzo dall’altra. La Versilia vira ulteriormente a destra. Lo fa premiando il Pdl ma anche una serie di nomination da miglior attore non protagonista, a partire dalle Lega che forse - è il caso di rifletterci sopra - interpretando una certa montante insofferenza sociale ha fatto un sorprendente balzo nelle percentuali; ma anche La Destra, che non è stata una presenza pittoresca come la Fiamma Tricolore del 2006: anzi, ha presidiato una fetta di elettorato piccola ma non trascurabile.

Vedremo Silvio Berlusconi, a breve, in Versilia. È più di una deduzione. Mentre a Massa il Cavaliere ha un Bondi da spingere nella sfida delle provinciali, a Viareggio il centrodestra annusa un’aria da “upset”, come dicono negli Usa: da svolta, da rovesciamento dei fronti. Luca Lunardini da oggi è il favorito del voto per per il sindaco; se l’asse che lo sostiene confermasse i numeri ottenuti nelle politiche, potrebbe arrivare anche un esito clamoroso, quanto immediato. Tre versiliesi fanno le valige per Roma: Massimo Baldini è accreditato di una seria chance per un ministero, Deborah Bergamini è una delle figure operative del berlusconismo governativo, Manuela Granaiola approda con il Pd a Palazzo Madama nella speranza di portare al Senato le tante - e mai sufficientemente ascoltate - istanze del mondo del volontariato e del sociale. Mentre in Versilia la proposta isolata dell’Udc non è premiata dall’elettorato, il centrodestra vive momenti di gloria a Camaiore dove la coalizione di Berlusconi supera il 50% al Senato e lo sfiora alla Camera. Il Pdl si abbona al segno “più” nelle tabelle in tutta la Versilia con un’eccezione, esigua ma significativa: Pietrasanta.

È nella Piccola Atene - vessata e forse anche logorata dalle scorie politiche della pesante inchiesta che portò in carcere sindaco e assessore - che il Pdl fa un mezzo passo indietro, pur in una sostanziale tenuta. Ed è sempre lì che il Pd (dopo Stazzema) sigla la performance migliore. A Forte dei Marmi, invece, la nuova giunta Buratti non ha avuto un impatto positivo sul voto nazionale.

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