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«Chiudere Falascaia? Aspettiamo i dati»
L'assessore provinciale: «Impegno sulla tempestività dei controlli»
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PIETRASANTA. Chiudere il termovalorizzatore di Falascaia? «Si tratta di affermazioni troppo semplicistiche che non tengono conto della situazione generale sullo smaltimento dei rifiuti nella nostra provincia. Occorre avere grande senso di responsabilità nel dire certe cose. Ciò non significa tacere o minimizzare le questioni. I fatti di Napoli, e non solo, dovrebbero insegnare e far riflettere». Parole dell’assessore provinciale all’ambiente Maura Cavallaro, pietrasantina doc, rivolte a chi - vedi associazione tutela ambientale del Pollino o Sinistra Arcobaleno - ha già chiesto misure estreme per la fuga di diossina dal camino dell’impianto registrata due mesi fa ma resa nota solo nel fine settimana scorso. In ogni caso l’assessore Cavallaro ritiene che qualsiasi decisione politica debba essere presa «solo dopo che gli enti avranno a disposizione il quadro completo e analitico dei rilevamenti sulle emissioni dell’impianto. E’ chiaro che il livello di superamento nel periodo di monitoraggio più volte indicato non va sottovalutato ed è comunque necessario stabilire le cause sulla base di una situazione di dati completi e affidabili che si avranno nei prossimi giorni».
Su questa linea anche Ettore Neri, sindaco di Seravezza ma nel caso anche presidente del Consorzio dei Comuni versiliesi nato per affrontare il problema dello smaltimento dei rifiuti. «Mercoledì era previsto un incontro tra tutti i sindaci versiliesi per fare il punto su tariffa di smaltimento dei rifiuti e altro. Certamente affronteremo anche la questione dello sforamento della diossina e tutto ciò che comporta, anche se ritengo che sia necessario avere a disposizione i risultati delle controanalisi ordinate dalla Provincia per avere un quadro certo sia sull’andamento dell’impianto oggi sia sulle cause che hanno portato alla fuoriuscita fuorilegge della diossina». L’assessore Cavallaro ribadisce però l’impegno della Provincia «a migliorare la tempistica e ad accelerare il trasferimento dei dati sulle emissioni dell’impianto di Falascaia e per questo ha sollecitato l’Arpat affinché attui tutte le procedure del caso. L’impianto è sicuramente uno dei più controllati in Italia tanto che è stato portato ad esempio dagli esperti del settore» ed anche per questo l’amministrazione provinciale ha ulteriormente sollecitato l’azienda che gestisce l’inceneritore (Veolia Servizi ambientali) per installare il display luminoso coi dati aggiornati a disposizione di tutti i cittadini. Display che dovrebbe esser collocato a breve sulla Sarzanese al confine con Capezzano.
Più in generale Cavallaro afferma: «Siamo consapevoli che occorrano azioni combinate in ambito di smaltimento dei rifiuti e per questo la Provincia di Lucca, territorio tra i più virtuosi in Toscana e nel centro Italia, è fortemente impegnata per potenziare la raccolta separata anche con campagne di sensibilizzazione. Per questo l’amministrazione provinciale - ricorda - ha promosso lo scorso anno un bando specifico da 500 mila euro a sostegno delle iniziative dei Comuni del territorio. Ma la situazione è più complessa di quello che appare: da una parte c’è un contratto da assolvere stipulato con la ditta che gestisce Falascaia della durata di 19 anni (il contratto è del 1999 - ndr), dall’altra occorre attrezzarsi per non farsi trovare impreparati, nel 2011, quando le discariche saranno definitivamente chiuse».
Su questa linea anche Ettore Neri, sindaco di Seravezza ma nel caso anche presidente del Consorzio dei Comuni versiliesi nato per affrontare il problema dello smaltimento dei rifiuti. «Mercoledì era previsto un incontro tra tutti i sindaci versiliesi per fare il punto su tariffa di smaltimento dei rifiuti e altro. Certamente affronteremo anche la questione dello sforamento della diossina e tutto ciò che comporta, anche se ritengo che sia necessario avere a disposizione i risultati delle controanalisi ordinate dalla Provincia per avere un quadro certo sia sull’andamento dell’impianto oggi sia sulle cause che hanno portato alla fuoriuscita fuorilegge della diossina». L’assessore Cavallaro ribadisce però l’impegno della Provincia «a migliorare la tempistica e ad accelerare il trasferimento dei dati sulle emissioni dell’impianto di Falascaia e per questo ha sollecitato l’Arpat affinché attui tutte le procedure del caso. L’impianto è sicuramente uno dei più controllati in Italia tanto che è stato portato ad esempio dagli esperti del settore» ed anche per questo l’amministrazione provinciale ha ulteriormente sollecitato l’azienda che gestisce l’inceneritore (Veolia Servizi ambientali) per installare il display luminoso coi dati aggiornati a disposizione di tutti i cittadini. Display che dovrebbe esser collocato a breve sulla Sarzanese al confine con Capezzano.
Più in generale Cavallaro afferma: «Siamo consapevoli che occorrano azioni combinate in ambito di smaltimento dei rifiuti e per questo la Provincia di Lucca, territorio tra i più virtuosi in Toscana e nel centro Italia, è fortemente impegnata per potenziare la raccolta separata anche con campagne di sensibilizzazione. Per questo l’amministrazione provinciale - ricorda - ha promosso lo scorso anno un bando specifico da 500 mila euro a sostegno delle iniziative dei Comuni del territorio. Ma la situazione è più complessa di quello che appare: da una parte c’è un contratto da assolvere stipulato con la ditta che gestisce Falascaia della durata di 19 anni (il contratto è del 1999 - ndr), dall’altra occorre attrezzarsi per non farsi trovare impreparati, nel 2011, quando le discariche saranno definitivamente chiuse».
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