Il Tirreno

Versilia

I partigiani contro Spike Lee: "Ci faccia vedere il film prima che esca nelle sale"

Spike Lee sul set del film
◗
Spike Lee sul set del film

L'Associazione partigiani polemizza con "Miracolo a Sant'Anna" e vuole far rettificare gli eventuali errori storici nella ricostruzione dell'eccidio

3 MINUTI DI LETTURA





di Carlo Rosso


SANT'ANNA. La lettera è pronta e nei prossimi giorni verrà recapitata alla «On my own», la casa cinematografica coproduttrice dell'ultimo e già contestato film di Spike Lee sulla strage di Sant'Anna di Stazzena. Nel testo si chiede al regista americano di fare anche lui «la cosa giusta», come recita il titolo del suo film più famoso, permettendo a una delegazione dell'Anpi di visionare la pellicola prima della sua uscita nelle sale e di rettificare, se sarà il caso, agli eventuali errori storici compiuti nella ricostruzione dell'eccidio.

 E sì perché il modo in cui Lee racconta la strage che il 12 agosto del 1944 provocò la morte di 560 persone, ai partigiani non piace proprio. Secondo il regista, infatti, a condurre i nazisti di Walter Reder, che nel film sarebbero stati a caccia di uno dei capi partigiani che all'epoca operavano sulle Alpi Apuane, sarebbe stato un altro partigiano, traditore in cambio di denaro.

 Una versione che, per l'Anpi, non è solo falsa, ma infanga la memoria dei partigiani e della stessa Resistenza. «Quello che vogliamo è poter vedere il film e poter tutelare la memoria di chi all'epoca combattè contro i nazisti. Se poi vedremo che nella pellicola ci sono ricostruzione sbagliate, chiederemo che vengano rettificate e se la produzione non dovesse acconsentire allora decideremo cosa fare», spiega il legale dell'Anpi, l'avvocato Emilio Ricci.

 La decisione di intervenire nei confronti di Spike Lee e del suo film è stata presa venerdì scorso a Roma durante una riunione tra la sezione della Versilia dell'Anpi e l'Anpi nazionale.

 Il film, intitolato «Miracolo a Sant'Anna», è tratto dal libro omonimo dello scrittore James McBride (Rizzoli, 2002), che avvalorerebbe la tesi secondo cui in quei giorni i nazisti sarebbero stati a caccia di partigiani.

 Quello di Stazzena non sarebbe stato, quindi, un eccidio studiato a tavolino e messo in atto con estrema ferocia dai tedeschi, come invece stabilito dal tribunale militare di La Spezia che il 22 giugno del 2006 condannò all'ergastolo dieci imputati (tutti ormai abbondantemente anziani da non rischiare neanche un giorno di carcere). Sentenza confermata l'anno dopo dalla Cassazione.

 Che la versione che Spike Lee darebbe della strage sia falsa (va detto che nessuno fino a oggi ha ancora visto il film) ne è convinto anche Giampiero Lorenzoni, consigliere dell'Anpi Alta Versilia ed ex sindaco di Stazzena. «Il processo ha dimostrato che ad accompagnare i nazisti fino al paese furono le guide fasciste. Alcuni sopravvissuti hanno testimoniato di ricordare persone che parlavano italiano con accento locale - prosegue Lorenzoni -. Spike Lee ha girato alcune scene del film proprio sulla piazza di Sant'Anna di Stazzena, il luogo dell'eccidio. Non si può approfittare di un falso storico solo perché è scritto in un libro. Finora alle nostre richieste di chiarimenti non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Speriamo che adesso la produzione si decida ad ascoltarci».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web